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MORTACCI VOSTRA: ANCHE LA CARBONARA È DIVENTATA UN LUSSO! -NEI SUPERMERCATI ROMANI IL GUANCIALE COSTA OLTRE 40 EURO AL CHILO, IL PECORINO 25 EURO. PER PORTARSI A CASA QUATTRO UOVA BISOGNA SBORSARE TRE EURO - I CLIENTI SONO ESASPERATI: "PRIMA DE ANNA' A FA SPESA, ME TOCCA PASSA' AR MONTE DE PIETÀ" (IL BANCO DEI PEGNI) - SECONDO L'ISTAT, RIEMPIRE IL CARRELLO DELLA SPESA COSTA L'1,7% IN PIÙ RISPETTO ALL'ANNO SCORSO. PER ACQUISTARE ORTAGGI, BANANE E LEGUMI SI SPENDE L'8,4% IN PIÙ. LE PATATE STANNO A 1,99 EURO AL CHILO, L'UVA A 2,97 - PER 690 GRAMMI DI PASSATA DI POMODORO CI VOGLIONO 1,48...
Estratto dell'articolo di Flavia Amabile per "la Stampa"
«La prossima vorta me tocca de annà ar Monte!» Scuote la testa Gino, settantanove anni tutti vissuti a Roma. Il Monte che gli viene spontaneo evocare è il Monte di Pietà, dove in passato gli è capitato di andare a dare in pegno l'orologio ereditato dal padre.
Scuote la testa e sbuffa davanti al banco di salumi e formaggi di un supermercato nella prima periferia di Roma quando si rende conto che il pecorino è arrivato a superare i 25 euro al chilo, il guanciale viaggia ben oltre i 40 euro al chilo e per quattro uova senza pesticidi e fertilizzanti chimici si spendono quasi 3 euro.
Se si aggiunge un pacco di pasta , si sforano facilmente i 10 euro. «E meno male che la carbonara era un piatto povero», borbotta mentre paga alla cassa. «La prossima volta me ne vado in trattoria, almeno ci risparmio i soldi del gas e della corrente», aggiunge mentre si avvia verso l'uscita.
Corrono i prezzi, afferma l'Istat. Fare la spesa costa l'1,7% in più rispetto all'anno scorso, un aumento che è doppio rispetto al precedente. E acquistare ortaggi, banane e legumi l'8,4% in più.
Dietro questi numeri ci sono soprattutto energia e alimentari freschi: gli energetici registrano aumenti superiori al 20% rispetto a un anno fa e gli alimentari non lavorati accelerano al +5,5%.
Cifre che spaventano ma non sorprendono chi la spesa la fa tutti i giorni e nei supemercati assiste ad aumenti che sembrano ormai inarrestabili. La signora Marisa Forte porge una banconota da 50 euro alla cassiera e nel carrello ha, nell'ordine: una confezione di bagnoschiuma grande nelle dimensioni e nel prezzo (4,49 euro), una bottiglia di olio da 12,99 euro perché le hanno detto che bisogna acquistare l'olio prodotto con olive italiane, due etti di prosciutto (7,20 euro),
una confezione di detersivo per lavatrice (8,9 euro per 44 dosi, nemmeno un mese di bucato), un pacco da 10 uova (4,15 euro), un barattolo di tonno all'acqua perché costa di meno (7,98 euro per 174 grammi), una scatola di filetti di merluzzo (9,61 euro per 360 grammi di pesce), una confezione di maxi rotoli di carta igienica che dureranno al massimo due settimane (4,89 euro).
spesa supermercato trucco rincaro nascosto
Otto pezzi che non arrivano a riempire nemmeno metà carrello e che rappresentano solo una minima parte della spesa che la signora Marisa farà in una settimana ma la cassiera le indica con un cenno cortese il totale scritto sul display: 60,21 euro. La banconota da 50 euro non basta. [...]
Prende nota dei prezzi degli altri prodotti che in genere consuma: le patate a 1,99 euro al chilo, l'uva bianca a 2,97. Una bottiglia di aceto di vino bianco costa 1,29 euro mentre quello balsamico evita proprio di guardarlo.
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Per 690 grammi di passata di pomodoro di media qualità - ma italiani - ci vogliono 1,48 euro, mezzo chilo di pasta di una marca industriale ma di qualità decente è arrivato a 1,55 euro, il pacco di assorbenti della marca che compra da anni costano 4,15 euro e le bastano a stento per due giorni, i pannolini per la seconda figlia che non ha nemmeno un anno costano 7,27 euro e durano nei momenti migliori cinque giorni.
Con i suoi prezzi bene annotati sul cellulare due giorni dopo la signora Marisa torna a fare la spesa ma stavolta in un supermercato diverso, un discount. È più lontano da casa, è molto più scomodo ma vuole capire quanto risparmierebbe. Entra nel reparto frutta e verdura: le patate stanno a 1,99 euro anche lì.
Nessun risparmio. L'uva a 1,79, invece, vale la pena. La pasta, sempre mezzo chilo e della stessa marca: 1,38. L'aceto più o meno costa la stessa cifra, 1,20. Negli scaffali dell'olio scarta le bottiglie dove le olive sono di provenienza dell'Ue ma tra quelle con la bandiera italiana a garantire l'origine del frutto non trova la marca che preferisce.
C'è una bottiglia a 10,90, potrebbe andare bene. Anche la passata è di una marca diversa ma sull'etichetta è specificato che si tratta di un prodotto italianissimo: 1,38 euro. I pannolini costano 7,99 euro, nessuna convenienza. Però gli assorbenti stanno a 2,19 euro e il bagnoschuma costa quasi la metà: 2,99 euro.
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La lista termina con il detersivo per bucato: 4,99 euro ma sono soltanto 24 pezzi. La signora Marisa fa i conti ed è sempre più confusa. Il risparmio alla fine è minimo. Vale la pena di andare più lontano e portare le buste della spesa sui mezzi pubblici affollati e che passano di rado?
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