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MURO DI GOMMA DEI CINESI IN PIRELLI – LA CAMFIN DI TRONCHETTI PROVERA NON RINNOVA IL PATTO PARASOCIALE CON SINOCHEM, IN SCADENZA A MAGGIO: LA TRATTATIVA IN CORSO PER FAR SCENDERE I CINESI DAL 34 AL 10% È SALTATA, E ORA SOLO IL GOVERNO, CON IL GOLDEN POWER, PUÒ METTERCI UNA TOPPA – SENZA QUEL PASSAGGIO, DAL 17 MARZO PIRELLI NON POTÀ PIÙ OPERARE SUL MERCATO AMERICANO...

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Estratto dell’articolo di Marigia Mangano per “il Sole 24 Ore”

 

SINOCHEM

Camfin non rinnova il patto parasociale con il socio cinese Sinochem su Pirelli, in scadenza a metà maggio. Con una nota diffusa ieri dopo la chiusura dei mercati, la holding che fa capo a Marco Tronchetti Provera e azionista con il 25% del gruppo degli pneumatici, ha comunicato che non sottoscriverà l’accordo entrato in vigore tre anni fa, il 19 maggio 2023.

 

La decisione, spiega Camfin, «garantisce di disporre del tempo sufficiente all’espletamento delle formalità di legge di seguito dettagliate in tempo utile per l’assemblea degli azionisti di Pirelli programmata per il prossimo 25 giugno».

 

Il mancato rinnovo degli accordi parasociali, evidentemente, ha due significati intrinsechi. Il primo, immediato, è che la trattativa in corso con il socio cinese di Pirelli, azionista con il 34% del capitale, non ha portato a una intesa.

 

Da tempo si sta ragionando su una soluzione capace di garantire la discesa di Sinochem dal 34% fino alla soglia del 10% circa. Un passaggio inevitabile per permettere a Pirelli di operare sul mercato americano. Il prossimo 17 marzo, infatti, nell’ambito delle norme Usa sui connected vehicles, scatterà l’obbligo di notifica al Governo Usa per le case auto che utilizzano hardware o software prodotti da società che hanno azionisti cinesi rilevanti.

 

MARCO TRONCHETTI PROVERA E I CINESI DI SINOCHEM

E chiaramente l’assetto attuale del gruppo della Bicocca rientra in questa categoria. Da qui la necessità di trovare un accordo entro quella data anche se al momento si registra distanza tra le parti. Detto ciò Camfin ha fatto sapere di mantenere la porta aperta e «resta disponibile a discutere soluzioni proposte nell’interesse della società, del mercato e di tutti gli stakeholder, per consentire a Pirelli in tempi brevi di essere in linea con la normativa statunitense».

 

La seconda conseguenza [....] è che la disdetta degli accordi mette in moto il procedimento Golden Power e, di riflesso, l’attesa è di un intervento del Governo a stretto giro.

 

marco tronchetti provera

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 giugno 2023 aveva stabilito che «qualunque modifica della governance societaria» dovesse essere oggetto di notifica e «in ottemperanza a tale previsione, Camfin, previa informativa a Pirelli, notificherà alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ai sensi del Decreto Golden Power, la decisione di non procedere al rinnovo del Patto con il Gruppo Sinochem».

 

È dunque attesa una notifica immediata al Golden Power che, a sua volta, avrà 60-90 giorni per pronunciarsi sulla questione. L’impressione, tuttavia, è che eventuali misure del Governo possano arrivare entro la scadenza del 17 marzo, di quale entità è ancora tutto da verificare. Nelle scorse settimane il Financial Times ha riportato l’ipotesi di un eventuale congelamento dei diritti di voto del pacchetto del 34% nelle mani di Sinochem, ma non ci evidenze su questo punto.

SINOCHEM

 

Con ogni probabilità l’intervento del Governo potrebbe indicare il perimetro entro cui potranno muoversi i soci cinesi in vista del rinnovo del consigli di amministrazione di Pirelli, in agenda a giugno, e dunque i margini di manovra sulla presentazione delle liste. Lo scenario, ad ogni modo, resta fluido. E l’auspicio, negli ambienti governativi, è che il dialogo tra i due azionisti possa portare a una soluzione condivisa, come più volte sottolineato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

 

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