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NELLE PROSSIME ORE COSTAMAGNA POTREBBE RINUNCIARE A UN SECONDO MANDATO ALLA PRESIDENZA DI CDP, SPIANANDO LA STRADA AL CANDIDATO FAVORITO (AL 90% DA GUZZETTI) OVVERO TONONI - PER LA POLTRONA DI AMMINISTRATORE DELEGATO AL MOMENTO BALLANO SCANNAPIECO, PALERMO E VALERI: ECCO I LORO PUNTI DI FORZA E GLI OSTACOLI A UNA NOMINA…
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Nelle prossime ore Claudio Costamagna, subodorando un'ostilità governaiva, potrebbe rinunciare a un secondo mandato alla presidenza di Cassa depositi e prestiti, spianando la strada al candidato favorito (al 90%) da Guzzetti, ovvero Massimo Tononi, ex sottosegretario al Tesoro con Prodi, ora nel cda di Quaestio sgr.
Per la poltrona di amministratore delegato occupata da Fabio Gallia, le cose sono più complicate, visto che c'è lo zampone del Tesoro. La trattativa del governo – per ora, ma non si escludono nuovi ingressi – vede in pole position Dario Scannapieco, vicepresidente della Bei, la Banca Europea per gli investimenti. Piace al nuovo governo perché trasformerebbe la Cdp in una BPI, una banca per gli investimenti italiana copiando il modello francese.
Altro nome in ballo è quello di Fabrizio Palermo, Chief Financial Officer (CFO) di Cassa depositi e prestiti, che ha dalla sua l'essere un interno e soprattutto un recente avvicinamento al grillismo.
Occhio anche a Flavio Valeri: il capo di Deutsche Bank Italia ha la sponda della Casaleggio Associati e cerca un appiglio con Belpietro per arrivare ai leghisti. Ma i salviniani non lo amano: la sua carriera nella più grande banca tedesca è uno scoglio forse insuperabile…
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