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“IL POTERE DI TRUMP È STATO RIDIMENSIONATO PROFONDAMENTE” – IL PREMIO NOBEL PER L’ECONOMIA, PAUL KRUGMAN, GONGOLA PER LO STOP DELLA CORTE SUPREMA AL “70% DEI DAZI” TRUMPIANI: “È UN PASSAGGIO ENORME, UN COLPO DURISSIMO. LA SENTENZA È SIGNIFICATIVA SOPRATTUTTO PERCHÉ ARRIVA DA UNA CORTE CHE IN PASSATO HA MOSTRATO AMPIA DEFERENZA VERSO IL PRESIDENTE” – “A LIVELLO ECONOMICO IL VERO PROBLEMA È STATA L’INCERTEZZA GENERATA DALL’INTRODUZIONE DEI DAZI. E NON È DETTO CHE QUESTA DECISIONE BASTI A DISSIPARLA DEL TUTTO…”
Estratto dell’articolo di Sandra Riccio per www.lastampa.it
«Un passaggio enorme, un colpo durissimo» dice Paul Krugman. Pochi minuti dopo lo stop della Corte Suprema al “70 per cento dei dazi” di Trump, l’economista americano, coscienza liberal d’America, interviene sulla sua pagina Substack per spiegare una decisione che avrà impatti profondi e «ridimensiona profondamente il potere» dell’amministrazione a stelle e strisce.
«Non è una sorpresa — ragiona — che l’utilizzo dell’Emergency Economic Powers Act fosse illegittimo: era piuttosto evidente».
LA CORTE SUPREMA USA BOCCIA I DAZI DI DONALD TRUMP
[...] «la legge concede al presidente ampi poteri in caso di emergenza economica internazionale, ma non attribuisce automaticamente il potere di imporre dazi. Trump, peraltro, sosteneva che l’economia fosse "fantastica”, la migliore mai vista. Come si può affermare questo e, allo stesso tempo, dichiarare un’emergenza tale da giustificare l’imposizione delle tariffe?».
Domanda retorica. La decisione dei giudici, spiega Krugman, è significativa “soprattutto” perché assunta “da parte di una Corte che in passato ha mostrato ampia deferenza verso” The Donald. «L’implicazione — prosegue — è chiara: se il Congresso approva dei dazi, allora possono essere applicati. Ma il presidente non può introdurli unilateralmente invocando un’emergenza che, nei fatti, non esisteva».
Resta aperta, secondo Krugman, la questione dei fondi già incassati attraverso quei dazi. «Se sono stati dichiarati illegittimi, è difficile sostenere che il governo possa trattenere centinaia di milioni di dollari riscossi dalle imprese. Costi che, in larga parte, sono stati poi trasferiti sui consumatori». [...]
Sul piano economico, Krugman è più cauto: «l’impatto diretto dei dazi era probabilmente più contenuto di quanto molti temessero. Il vero problema è stata l’incertezza generata dalla loro introduzione. E non è detto che questa decisione basti a dissiparla del tutto».
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