DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE…
A ORCEL PRUDONO LE MANI: UNICREDIT POTREBBE ENTRARE DA PROTAGONISTA NEL RISIKO BANCARIO – MESSA “IN BANCA” LA TEDESCA COMMERZ, IL “CRISTIANO RONALDO DEI BANCHIERI” PUNTA A SIGLARE UN ACCORDO INDUSTRIALE E COMMERCIALE CON GENERALI: CON LA DISTRIBUZIONE RECIPROCA SULLE RETI DEI DUE GRUPPI DEI PRODOTTI ASSICURATIVI E BANCARI. IN PARALLELO, UNICREDIT POTREBBE SALIRE FINO AL 29,9% DEL LEONE DI TRIESTE (REMOTA LA POSSIBILITÀ DI UNA CONTRO-OPAS SU BANCA GENERALI) – ORCEL POTREBBE VALUTARE UN SUPPORTO ALL’OPAS DI INTESA SU MPS, PER PRENDERSI UNA QUOTA DEL 13% DI GENERALI IN MANO A MEDIOBANCA…
Estratto da https://www.ilgiornaleditalia.it/
ANDREA ORCEL IN VERSIONE WILLY WONKA
'Dossier Generali'', Andrea Orcel di UniCredit pronto a entrare ''nel gioco'' con la proposta di un accordo industriale e commerciale al Leone di Trieste.
L'operazione, secondo le informazioni raccolte da Il Giornale d'Italia, ricalcherebbe il modello di Mps, dalla bancassurance e dall'insure banking, con la distribuzione e il cross selling dei rispettivi prodotti assicurativi e bancari sulle reti dei due gruppi, fino all'asset e wealth management, in sostituzione dell'accordo con Natixis.
In parallelo, partendo dalla quota di circa il 9,9% del Leone già in portafoglio, il CEO starebbe studiando l'acquisto progressivo di pacchetti "tondi" di azioni Generali, con la possibilità di portare la partecipazione a una soglia compresa tra il 20% e il 29,9%, mentre più remota resterebbe una contro-Opas su Banca Generali, con una valorizzazione tra gli €8,5 e i 9 miliardi di euro, ovvero un prezzo per azione di circa € 75, rispetto ai 7,7 miliardi della chiusura di ieri, con un prezzo per azione di 66 euro (+14%).
UniCredit ha inoltre un accordo per la distribuzione dei prodotti assicurativi con Allianz, che Orcel vorrebbe sostituire con Generali, anche perché i due gruppi sarebbero molto simmetrici in termini di presenza sul territorio.
In Italia, gli accordi con Allianz nei rami vita e danni erano stati rinnovati fino al 2027, con margini di flessibilità strategica per UniCredit a partire dal 2024. Nel vita, tuttavia, la partnership è già stata interrotta con l'internalizzazione del business completata nel giugno 2025, mentre resta in essere quella nei rami danni attraverso UniCredit Allianz Assicurazioni.
Orcel ha finora mantenuto pubblicamente una posizione prudente sul consolidamento in corso, definendosi un ''osservatore'' del risiko e indicando la partecipazione di UniCredit in Generali come un ''investimento finanziario''. L'interesse principale dell' Ad sarebbe tuttavia rivolto non tanto al solo rafforzamento nel capitale del Leone, quanto alla possibilità di affiancarlo a un accordo industriale e commerciale tra i due gruppi.
L'obiettivo sarebbe sviluppare un cross selling reciproco, attraverso la bancassurance e l'insure banking, con la distribuzione dei prodotti del Leone attraverso la rete multi-country di UniCredit e viceversa […]. L'intesa avrebbe una dimensione internazionale, considerando la presenza dei due gruppi su più mercati, e consentirebbe di affiancare all'eventuale rafforzamento azionario sinergie industriali, commerciali e distributive.
Orcel non ha fabbriche prodotto e non sarebbe troppo interessato ad averne, mentre sarebbe molto più interessato alla distribuzione dei prodotti sulle reti, indipendentemente da chi li sviluppa, perché il maggior margine si fa sul cross selling nell'ambito della bancassurance.
Nell'ambito dell'attuale risiko bancario infatti, sul tavolo di Orcel resterebbero tre possibili direttrici: una contro-Opas su Mps, con componente cash fino a 5 miliardi; un possibile rilancio su Banco Bpm; oppure la strada Generali, con partnership industriale multi-country e possibile rafforzamento nel capitale, fino all'eventuale acquisto di una quota di Banca Generali o, più remotamente, a una contro-Opas fino a €9 miliardi.
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Lo schema riprenderebbe, su un perimetro internazionale, quello proposto da Mps a Generali nell'ambito dell'Ops su Banca Generali […]. Il progetto di Mps prevede infatti la distribuzione dei prodotti assicurativi del Leone sull'intero network della nuova entità, da Mps, Widiba e Mediobanca Premier fino, in caso di completamento dell'operazione su Banco Bpm, a Banco Bpm e Banca Aletti, oltre a una collaborazione nell'asset management e nel risparmio gestito, dove potrebbe rientrare anche Anima.
Secondo fonti vicine al dossier, un accordo di bancassurance/insurebanking tra UniCredit e Generali avrebbe una portata rilevante, vista la forte presenza e la complementarietà dei due operatori in tutta Europa e in altre parti del mondo.
Per Generali, una partnership di bancassurance con UniCredit in Italia, Germania e negli altri Paesi rappresenterebbe quindi un'opportunità da valutare con particolare attenzione e potenzialmente più "ricca" di quella con Mps, fatti salvi i maggiori benefici derivanti dalle sinergie societarie che si avrebbero con Rocca Salimbeni.
Nel caso di UniCredit, la differenza sarebbe rappresentata dalla dimensione multi-country dell'accordo, resa possibile dalla presenza internazionale di entrambi i gruppi. Il perimetro potrebbe riguardare in una prima fase Italia, Polonia, Grecia e gli altri mercati dell'Eastern Europe. In una seconda fase l'accordo si estenderebbe alla Germania, ovvero il mercato più ricco d'Europa, dove UniCredit ha una presenza importante sia con HVB, ma soprattutto a seguito dell'acquisizione della maggioranza di Commerzbank, secondo istituto tedesco dopo Deutsche Bank.
philippe donnet - andrea sironi
Sul mercato tedesco dovrebbe tuttavia essere considerato l'attuale assetto distributivo di Generali, che mantiene una partnership con DVAG (Deutsche Vermögensberatung), principale rete di consulenza finanziaria indipendente del Paese, di cui il Leone detiene circa il 40%. L'accordo prevede la distribuzione in esclusiva dei prodotti assicurativi Generali attraverso la rete DVAG in Germania. A questa si aggiunge l'accordo siglato nel 2018 con DWS, società di asset management controllata da Deutsche Bank, per ampliare la cooperazione nel settore delle polizze unit-linked in Germania, Italia, Francia e Svizzera, oltre che in altri potenziali mercati.
luigi lovaglio come tom cruise
Un eventuale ingresso di Generali nelle reti di HVB e Commerzbank nell'ambito dell'accordo con UniCredit avrebbe tuttavia tempi e complessità non di poco conto, considerando la vicinanza di DVAG e Deutsche Bank alla Bundesbank, al Governo tedesco e ai Länder federali. […]
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Parallelamente alla definizione dell'accordo industriale, Andrea Orcel, come già anticipato da Il Giornale d'Italia, starebbe valutando l'acquisto progressivo di pacchetti "tondi" di azioni Generali, partendo dalla quota di circa il 9,9% già detenuta in portafoglio da UniCredit e con la possibilità di portare la partecipazione a una soglia compresa tra il 20% e il 29,9%.
In questo quadro, Orcel avrebbe un tavolo aperto con Delfin per acquistare il 10,1% detenuto nel Leone, nell'ambito dell'impasse attualmente in corso nella governance della holding tra gli eredi di Leonardo Del Vecchio. Inoltre, analogamente a quanto fatto con Commerzbank, UniCredit avrebbe già mandato per acquisire progressivamente pacchetti di azioni Generali, con l'obiettivo di arrivare a una soglia compresa tra il 20% e il 29,9%.
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I due percorsi sarebbero distinti ma potrebbero procedere in parallelo o in successione. Il punto sarebbe infatti quale dei due passaggi venga prima: acquistare pacchetti "tondi" e poi arrivare all'accordo commerciale oppure definire prima l'accordo commerciale. Un pacchetto "tondo" di azioni Generali non consentirebbe infatti, di per sé, a UniCredit di ottenere un accordo commerciale con il Leone. L'ipotesi sarebbe quindi quella di definire l'accordo commerciale e, in parallelo o successivamente, arrivare a un arrotondamento della quota nel Leone.
Acquistare una quota più elevata di Generali senza un accordo commerciale avrebbe poco senso sul piano delle sinergie, perché la partecipazione rimarrebbe soltanto un investimento finanziario. Con un accordo industriale multi-country tra due gruppi con una solida presenza in Europa, invece, potrebbero crearsi sinergie che andrebbero oltre il solo investimento finanziario.
Sarebbe invece esclusa l'ipotesi di un'Ops o Opas direttamente su Generali, anche considerando le dimensioni delle due società, con una capitalizzazione nell'ordine dei 66 miliardi di euro per il Leone e di circa 125 miliardi per UniCredit.
CROLLO DELL INSEGNA GENERALI - TORRE DI ZAHA HADID A MILANO CITYLIFE - FOTO LAPRESSE
Sul tema della partnership industriale, Orcel sta dando mandato ai propri advisor legali, finanziari e di business e sarà importantissima la gestione dei tempi, che si incastreranno tra l’Opas di Intesa Sanpaolo e le Ops di Lovaglio.
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Nell'ambito dell'arrotondamento della partecipazione potrebbe rientrare anche la quota di circa il 13,3% di Generali detenuta da Mediobanca, alla luce dell'Opas di Intesa Sanpaolo su Mps.
Tra le ipotesi sul tavolo, UniCredit potrebbe valutare un appoggio o un supporto all'Opas di Intesa su Mps, anziché procedere con una controfferta, nell'ambito di un possibile accordo relativo alla partecipazione di Mediobanca in Generali.
LUIGI LOVAGLIO E CARLO MESSINA
Il punto sarebbe coerente anche con la posizione espressa dall'Ad di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, che ha definito la partecipazione in Generali ''un investimento azionario, niente di più'', escludendo l'intenzione di acquisire il Leone o di intervenire nella sua gestione. In questo scenario, la quota di circa il 13,3% di Generali detenuta da Mediobanca potrebbe quindi rientrare, secondo i rumors raccolti da Il Giornale d'Italia, in un eventuale confronto con UniCredit nell'ambito del possibile arrotondamento della partecipazione di Piazza Gae Aulenti tra il 20% e il 29,9%
Resta inoltre la possibilità che venga successivamente valutata la quota Generali residua nel perimetro di Mps dopo la distribuzione straordinaria prevista nell'ambito della doppia Ops, sulla quale, come già anticipato da Il Giornale d'Italia, tra i possibili interlocutori potrebbero figurare UniCredit o Intesa Sanpaolo.
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L'eventuale accordo industriale con Generali potrebbe poi estendersi a cascata anche a Banca Generali, parte del gruppo e dotata di una rete definita "valida e promettente".
Una prima ipotesi sarebbe quindi un semplice accordo commerciale, derivante da quello concluso con la capogruppo ed esteso alla rete di Banca Generali. In un secondo momento potrebbe essere valutato anche l'acquisto di una quota della stessa.
Più remota resterebbe infine la possibilità di una contro-Opas su Banca Generali, con una valorizzazione fino a 9 miliardi di euro.
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Nel quadro più ampio del risiko, oltre alla strada Generali, resterebbero sul tavolo di UniCredit anche i dossier Mps e Banco Bpm. Sul Monte, Orcel potrebbe valutare una contro-Opas, con una componente cash che potrebbe arrivare fino a 5 miliardi di euro, ma con il rischio di un confronto diretto con Governo e Intesa Sanpaolo. In alternativa, UniCredit potrebbe sostenere l'Opas di Intesa su Mps, nell'ambito di una possibile intesa sulla quota del 13,3% di Generali detenuta da Mediobanca.
Resta inoltre possibile un rilancio su Banco Bpm, dossier che resta caldo sul tavolo di Orcel e rappresenta ancora un'opzione valida, nonostante il contrasto già espresso dal Governo all'operazione e la volontà dell'esecutivo di portare Piazza Meda in dote a Mps. A pesare resta inoltre la posizione di Crédit Agricole, primo azionista di Banco Bpm con il 29,3%.
Più sullo sfondo resterebbe infine anche l'opzione di un'Opas su Fineco Bank, la banca-rete ceduta da UniCredit nel 2019 sotto la gestione di Jean Pierre Mustier, che oggi presenta una capitalizzazione pari a 14,5 miliardi di euro.
In passato UniCredit uscì dal capitale attraverso la vendita complessiva del 35,3%, con una valorizzazione superiore a 2,1 miliardi di euro. Oggi un eventuale ritorno sul dossier rappresenterebbe un'ulteriore alternativa per Piazza Gae Aulenti nel segmento delle reti di consulenza finanziaria e del wealth management.
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