DAGOREPORT – A VOLTE NON DIRE NULLA È LA MIGLIORE RISPOSTA. GIORGIA MELONI NON S’È FILATO DI PEZZA…
PETROLIO NON OLET – DOPO IL BLITZ AMERICANO E LA CADUTA DI MADURO, SI APRE L’INCOGNITA SUL GREGGIO DEL VENEZUELA, CHE PUÒ AVERE UN EFFETTO DIROMPENTE SUL MERCATO – CARACAS DETIENE QUASI IL 20% DELLE RISERVE GLOBALI DELL’ORO NERO, MA OGGI PRODUCE POCO PIÙ DI UN MILIONE DI BARILI AL GIORNO, CONTRO I 3,2 MILIONI DI INIZIO ANNI DUEMILA – TRUMP HA GIÀ MESSO IN CHIARO CHE LE GRANDI COMPAGNIE AMERICANE AVRANNO UN RUOLO DI PRIMO PIANO NELLA RICOSTRUZIONE DELLE INFRASTRUTTURE PETROLIFERE VENEZUELANE – L'EFFETTO SUI PREZZI E LE POSSIBILI MOSSE DELL’OPEC…
Estratto dell’articolo di Fabrizio Goria per www.lastampa.it
Il petrolio venezuelano torna al centro del mondo. La caduta di Nicolás Maduro fa riemergere sul mercato una delle più grandi riserve di greggio del pianeta e apre uno scenario potenzialmente dirompente per prezzi, flussi e assetti industriali dell’energia.
Il Venezuela detiene circa 303 miliardi di barili di riserve provate, pari a quasi il 20% del totale globale, ma oggi produce poco più di 1 milione di barili al giorno, contro i 3,2 milioni di inizio anni Duemila. […]
Washington ha indicato un ruolo diretto delle grandi compagnie statunitensi nella ricostruzione delle infrastrutture petrolifere, con investimenti annunciati nell’ordine di miliardi di dollari.
In termini di mercato, l’effetto immediato appare limitato: l’output venezuelano pesa meno dell’1% sulla produzione mondiale e può essere compensato da altri produttori, a partire dagli Stati Uniti.
Diverso il discorso sul medio periodo. Un recupero anche parziale della capacità produttiva, tra 500mila e 1 milione di barili aggiuntivi al giorno, avrebbe un impatto sull’equilibrio dell’offerta, soprattutto se coincidesse con una domanda globale meno dinamica.
Il punto chiave è la qualità del greggio. Il petrolio venezuelano è pesante e acido, complesso da estrarre e raffinabile solo con impianti specializzati. Proprio per questo è strategico per molte raffinerie statunitensi del Golfo del Messico, progettate per lavorare questo tipo di crude […]
Per l’Opec, di cui Caracas è membro fondatore, si apre una variabile delicata: il reinserimento graduale del Venezuela rischia di complicare la gestione delle quote in un contesto di disciplina già difficile.
Per ora i prezzi restano stabili, intorno ai 57-60 dollari al barile, ma la partita vera si gioca sul tempo. Se il petrolio venezuelano tornerà davvero, non sarà uno shock improvviso, ma un lento riequilibrio […]
DAGOREPORT – A VOLTE NON DIRE NULLA È LA MIGLIORE RISPOSTA. GIORGIA MELONI NON S’È FILATO DI PEZZA…
DAGOREPORT - ANCHE NOI, COME TUTTI, CI STRINGIAMO AL DOLORE PER I RAGAZZI ITALIANI MORTI A…
DAGOREPORT – È FINALMENTE SCOCCATA L’ORA DI UNA NUOVA RIVOLUZIONE IN IRAN? GLI OTTIMISTI LO…
IN QUESTI TEMPI SPIETATI, C’È SEMPRE UNA CERTEZZA: MELONI DA UNA PARTE, SALVINI DALL’ALTRA. L'UNO…
DAGOREPORT – I BOMBARDAMENTI FRANCO-BRITANNICI IN SIRIA, PIÙ CHE A COLPIRE L’ISIS, SERVIVANO A…
DAGOREPORT – DONALD TRUMP STA “IMPEACHATO” PER LE MIDTERM: RISCHIA UNA BATOSTA CLAMOROSA ALLE…