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Francesco De Dominicis per "Libero Quotidiano"
Va bene che c’è riuscito spesso in passato, ma super Mario Draghi - da solo - non può sistematicamente rimediare ai disastri italiani. La ciambella dell’Eurotower stavolta si è sgonfiata subito. Tant’è che ieri è svanito l’effetto del presidente Bce sulle borse europee e Milano è stata la peggiore piazza finanziaria del Vecchio continente.
Draghi aveva promesso giovedì mattina nuove misure di sostegno all’economia da parte dell’Eurotower e i mercati avevano reagito positivamente. Fatto sta che dopo le ultime sedute di recupero, i listini hanno risentito soprattutto dell’ennesimo calo del prezzo del petrolio (30,6 dollari). E Piazza Affari è stata trascinata al ribasso dal settore bancario con Bpm (-6,1%), Banco Popolare (-7%) e Unicredit (-6,4%) in forte calo.
Sugli istituti della Penisola pesano le incertezze sul versante dei finanziamenti in perdita e proprio per questa settimana è attesa la risposta del governo di Matteo Renzi che al consiglio dei minsitri sbloccherà, salvo sorprese, la bad bank. La discarica delle sofferenze bancarie (200 o 350 miliardi di euro, secondo le diverse «letture» dei bilanci) dovrebbe beneficiare di un supporto pubblico.
Palazzo Chigi pensa a una fiche fino a 40 miliardi (sotto forma di garanzia) e il premier potrà trovare il modo migliore per battezzarla - nelle slide o nei comunicati stampa - ma sempre di regalo «di Stato» agli istituti di credito si tratta. La misura, in ogni caso, dovrebbe frenare le turbolenze sui mercati che continuano a tenere alta la tensione al Tesoro e Banca d’Italia, dove si cerca quitidianamente di rassicurare sulla solidità del sistema, squassato, sul piano della fiducia, dal salvataggio pasticciato di Banca Marche, CariChieti, CariFerrara e CariEtruria.
Proprio oggi dovrebbero arrivare i nomi dei pretendenti per rilevare le good bank e ieri il presidente, Roberto Nicastro, ha preannunciato cause in tribunale contro chi ha causato il dissesto. Dito genericamente puntato sugli ex vertici, tra i quali figura Pierluigi Boschi, papà del ministro Maria Elena Boschi (da maggio 2014 a febbraio 2015 vicepresidente Etruria).
Non stanno a guardare i vecchi azionisti: la Fondazione Cassa di risparmio di Jesi (una dele tre che controllava Marche) ha avviato la prima azione legale contro Bankitalia che con la «risoluzione» del 22 novembre ha azzerato in una notte azioni e obbligazioni subordinate di quei quattro istituti vicini al crac. Il numero uno di via Nazionale, Ignazio Visco, era stato facile profeta: «Bankitalia - disse il governatore l’11 dicembre - riferirà in tutte le sedi». Pure le aule di giustizia.
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