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RISIKO DELLE MIE BRAME – SE CARLO MESSINA (INTESA) CONQUISTASSE MPS (E QUOTA GENERALI), VUOI VEDERE CHE ALLA FINE IL VERO VINCITORE DELLA CUCCAGNA SARA' CARLO CIMBRI? - UNIPOL SAREBBE LA SECONDA COMPAGNIA DI ASSICURAZIONI E BPER IL SECONDO GRUPPO BANCARIO ITALIANO (NON E' UN CASO CHE, DOPO L’OPAS, IN BORSA UNIPOL HA CORSO IL DOPPIO DI INTESA) – AL “SOLE”, CIMBRI RASSICURA SIA I TOSCANI (‘’LA SEDE PRINCIPALE RESTERÀ A SIENA. È LA BANCA ITALIANA PIÙ ANTICA, PIÙ FORTE DI BPER”), SIA GOVERNO E OPPOSIZIONE CONTRARI ALLO SPEZZATINO DI MPS (‘’TENGO MOLTO ALL’ITALIANITÀ DEL PROGETTO. UNIPOL E BPER, COME INTESA DEL RESTO, SONO AL 100% ITALIANE, CONTROLLATE DA SOCI ITALIANI. E IL MONTE DEI PASCHI, CHE DA 20 ANNI DISTRIBUISCE I PRODOTTI ASSICURATIVI DELLA FRANCESE AXA, DOMANI DISTRIBUIRÀ QUELLI DI UNIPOL’’)
Fabio Tamburini per il “Sole 24 Ore” - Estratti
Per tre mesi, dopo l’annuncio a inizio giugno dell’accordo con Banca Intesa Sanpaolo, Carlo Cimbri, presidente di Unipol, ha accuratamente evitato ogni dichiarazione. La consapevolezza è di avere presentato un progetto industriale chiaro e coerente, logica conseguenza delle scelte di aggregazione fatte negli ultimi dieci anni.
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Quando avete deciso di fare Siena capofila delle attività bancarie del gruppo Unipol?
LUIGI LOVAGLIO E CARLO MESSINA
Da subito. La premessa è che l’offerta su Mps è stata presentata dagli amici di Intesa Sanpaolo. È un’offerta ricca, seria, con un progetto industriale forte e razionale, che il mercato ha dimostrato di apprezzare fin dall’annuncio. Unipol entrerà in campo un minuto dopo il successo dell’operazione comprando Banca Mps così com’è.
Pur dimagrita temporaneamente dalle circa 625 filiali, su circa 1.300, che resteranno con Intesa Sanpaolo. Sempre che il numero non venga ritoccato per intervento dell’Antitrust. A noi, oltre alla banca, passeranno il marchio, la sede storica di Siena e gran parte del personale. Una rete di sportelli estesa in tutta Italia, dalla Sicilia al Piemonte.
Qual è l’obiettivo?
È la conseguenza logica di un progetto industriale che ormai ha più di dieci anni. Il risultato potrà essere un grande conglomerato finanziario che unirà Mps con Unipol, la seconda compagnia assicurativa italiana, e Bper, su cui abbiamo un’interessenza del 30 per cento.
In prima battuta svilupperemo tutte le sinergie tra banche e assicurazioni. Nella seconda fase partirà la costruzione di una banca ancora più grande, con l’aggregazione di Mps con Bper, che diventerà il secondo gruppo bancario in Italia, con una rete distributiva capillare, presente in tutte le regioni.
È il grande progetto che presenteremo e discuteremo con il consiglio di amministrazione della Bper, soggetto terzo, un minuto dopo avere comprato Mps.
Nascerà il secondo polo bancario italiano, sia per presenza sul territorio sia per creazione di valore. Metteremo insieme due banche commerciali che hanno come punto di forza un fortissimo radicamento territoriale.
daria perrotta carlo cimbri (5)
Proprio la caratteristica del progetto di aggregazione che ha visto Unipol integrare banche con le stesse caratteristiche: dalla Banca Popolare dell’Emilia Romagna a buona parte dell’Ubi, dalla Carige alla Popolare di Sondrio. L’aggregazione tra Mps e Bper è lo sbocco naturale di un piano costruito negli ultimi dieci anni.
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Perché Mps capofila?
I numeri e la storia parlano chiaro. È la banca italiana più antica, con una notorietà in tutto il mondo. È evidente che è un marchio più conosciuto, più forte di Bper. La sede storica, un simbolo, è quella di Rocca Salimbeni e lì resterà perché è nostro interesse che vada così.
Ugualmente non faremo mancare il sostegno alle iniziative del territorio. Questo è un valore che ben conosciamo e con l’arrivo della grande Monte dei Paschi e il rafforzamento di Intesa Sanpaolo sono certo che sul territorio si svilupperanno oltremodo iniziative sociali e culturali.
Non compriamo quanto rimarrà di uno spezzatino di Mps ma una banca con tutta la sua dignità e solidità. La presenza sul territorio si difende con lo sviluppo e lo sviluppo dipende anche dalle dimensioni. Servono grandi banche, anche per supportare le imprese che vanno all’estero. Intesa e Unicredit lo sono già. Mps e Bper cresceranno ancora.
Ci saranno novità sul fronte dell’occupazione?
LUIGI LOVAGLIO MONTE DEI PASCHI DI SIENA
Passerà con noi la maggior parte dei dipendenti. Nessun licenziamento ma, come sempre nei processi di aggregazione, programmi di razionalizzazione attraverso accordi sindacali su tutte le banche che ci troveremo ad integrare. Esattamente quello che il mercato si aspetta.
Di sicuro, alla fine del percorso, la grande Mps diventerà 1,5 volte l’attuale Monte dei Paschi. Sarà una grande banca nazionale, di dimensione europea, ed è ragionevole pensare che proprio a Siena, oltre ad altre funzioni, faccia capo l’hub di tutte le attività per il Centro e il Sud Italia, e soprattutto Roma.
Tengo molto, infine, all’italianità del progetto. Unipol e Bper, come Intesa Sanpaolo del resto, sono al 100% italiane, controllate da soci italiani. E il Monte dei Paschi, che da 20 anni distribuisce i prodotti assicurativi della francese Axa, domani distribuirà quelli di Unipol.
Che tempi prevedete per i vari passaggi dell’integrazione?
L’offerta di Intesa verrà chiusa a fine anno. Poi, se come auspichiamo andrà in porto, entro il 2027, e nel più breve dei tempi possibili, Mps passerà al gruppo Unipol. Il 2028 sarà l’anno del coinvolgimento di Bper che, aderendo, sancirà la nascita del grande Monte dei Paschi di Siena. È una opportunità formidabile di creazione di valore che offriremo agli azionisti Bper.
LA MAPPA DELLE PARTECIPAZIONI
GLI AZIONISTI DI GENERALI
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