carlo messina luigi lovaglio

NON SPUNTA LA LUNA DAL "MONTE" - SERVIRA’ ANCORA UN MESE ALL’ANTITRUST PER ARRIVARE A UN VERDETTO DEFINITIVO SULL’ACQUISIZIONE DI MPS DA PARTE DI INTESA E, SOPRATTUTTO, SULLA PARTE PIÙ DELICATA DELL’OPERAZIONE, QUELLA CHE RIGUARDA GENERALI, DI CUI LA BANCA MILANESE DIVENTEREBBE IL PRIMO AZIONISTA. DALL’AUTHORITY E’ ARRIVATO UN PRIMO STOP: "COSÌ COME PROSPETTATA, L'OPERAZIONE NON È SUSCETTIBILE DI ESSERE AUTORIZZATA" - ORA INTESA DEVE PROPORRE UNA SERIE DI MISURE PER MODIFICARE I TERMINI DELL’ACQUISIZIONE - MPS E GENERALI HANNO GIÀ AVVIATO UN FUOCO DI SBARRAMENTO CONTRO INTESA. A DICEMBRE IL VERDETTO FINALE…

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Estratto dell’articolo di Vittorio Malagutti per https://www.editorialedomani.it

 

antitrust

Lavori in corso all’Antitrust. Serviranno ancora tre settimane, forse un mese intero, prima che dall’Authority della concorrenza arrivi un verdetto definitivo sull’acquisizione di Mps da parte di Intesa e, soprattutto, sulla parte più delicata dell’operazione, quella che riguarda Generali, di cui la banca milanese diventerebbe il primo azionista prendendo il controllo del Monte dei Paschi.

 

L’operazione, destinata ridisegnare gli equilibri di potere della finanza nazionale, è già da settimane all’esame degli uffici dell’autorità presieduta da Saverio Valentino e il risultato di questa prima analisi è sintetizzato nella Cri, una sigla che sta per Comunicazione delle risultanze istruttorie. Nel documento, notificato alle parti pochi giorni fa, si legge testualmente che «l’operazione di concentrazione in esame, così come prospettata dalla Parte notificante, non è suscettibile di essere autorizzata».

LUIGI LOVAGLIO E CARLO MESSINA

 

Primo stop

Dall’Antitrust è quindi arrivato un primo stop, che però non è ancora il verdetto definitivo. Intesa, infatti, potrà proporre una serie di misure per modificare i termini dell’acquisizione e dei futuri rapporti con le società acquisite che tengano conto dei rilievi dell’Authority. Anche le altre parti interessate all’operazione, cioè Mps e Generali, possono a loro volta intervenire a tutela della propria posizione. In altre parole, la Cri dà il via a una sorta di processo che si concluderà davanti al collegio dell’autorità composto, oltre al presidente Valentino, dagli altri due commissari Elisabetta Iossa e Alberto Bagnai.

 

UNA FILIALE DEL MONTE DEI PASCHI A SIENA

La sentenza è attesa non prima di un mese, forse intorno alla metà di dicembre, quando l’Opas da 30 miliardi di euro annunciata da Intesa potrebbe essere già partita (…).

 

Già da principio Intesa ha annunciato di essere pronta a girare a Unipol 635 filiali di Mps, circa metà della rete, ma questa mossa certo non basta a chiudere la vertenza con l’Authority, che potrebbe chiedere, tanto per cominciare, la cessione di un numero superiore di sportelli bancari (…)

 

L’asse con Trieste

Tutto da sviluppare è anche il tema quanto mai delicato dei rapporti con Generali. Con l’acquisizione del Monte dei Paschi, la banca guidata da Messina prenderà anche la quota del 13,2 per cento del gruppo del Leone custodita da Mediobanca, a sua volta scalata da Mps l’anno scorso. Questo 13,2 per cento sommato al 3 per cento circa già in portafoglio a Intesa farebbe dell’istituto milanese il primo azionista del gruppo assicurativo.

 

luigi lovaglio - carlo messina

Messina da settimane va ripetendo che la partecipazione sarebbe di carattere «esclusivamente finanziario», per gettare acqua sul fuoco di chi teme che questo incrocio azionario di fatto andrebbe ad annullare la concorrenza tra i due gruppi. Come possibile rimedio, è già emerso nelle settimane scorse che Intesa sarebbe pronta a rinunciare ad avere un proprio manager nella cda di Generali, lasciando il posto in consiglio a professionisti indipendenti, a differenza di quanto è successo negli anni scorsi con Mediobanca rappresentata nel cda di Trieste dal proprio direttore centrale Clemente Rebecchini (…)

 

Resta da capire, a questo punto, se le misure proposte da Intesa saranno sufficienti a convincere l’Antitrust, che non potrà non tener conto anche della posizione di Mps e Generali che hanno già avviato un nutrito fuoco di sbarramento nei confronti di Intesa. A dicembre il verdetto finale.