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SOLDO DI CACIO – L’AZIENDA CASEARIA BRAZZALE HA OTTENUTO UN PRESTITO DI 10 MILIONI DI EURO DA PARTE DI CDP E CHERRY BANK. LA NOTIZIA È CHE A GARANZIA DELLA LIQUIDITÀ SONO STATE UTILIZZATE FORME DI FORMAGGIO IN STAGIONATURA – È LA PRIMA OPERAZIONE DI “DESTOCKING” DEL MAGAZZINO IN ITALIA: LA NUOVA NORMATIVA CONSENTE DI OTTENERE FINANZIAMENTI ANCHE SU BENI NON REGISTRATI, COME PRODOTTI ALIMENTARI, MATERIE PRIME E MERCI IN MAGAZZINO, TRASFORMANDO LE SCORTE IN UNA FONTE DI LIQUIDITÀ...
(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Cassa Depositi e Prestiti, Cherry Bank e Brazzale lanciano la prima operazione in Italia dedicata alla trasformazione dei beni in magazzino in nuova liquidità. Si tratta di un’operazione di destocking del magazzino per un valore di 10 milioni di euro in favore di Brazzale, impresa lattiero casearia italiana attiva dal 1784.
Il finanziamento è stato concesso in parti uguali da Cdp e Cherry Bank alla società veicolo "Magazzino Italia Spv S.r.l." e ha come obiettivo l'acquisto di un insieme di prodotti freschi e semi-stagionati da Brazzale.
Quest'ultima potrà in questo modo ottenere liquidità immediata da reinvestire per supportare i propri processi di crescita. L'operazione è stata realizzata sulla base della recente legge sulle Pmi che ha lo scopo di concedere nuova liquidità, in anticipo rispetto al normale ciclo produttivo, alle imprese italiane tramite la valorizzazione dei beni presenti in magazzino.
Magazzino Italia Spv S.r.l. utilizzerà i proventi derivanti dalla vendita dei prodotti finiti per rimborsare il finanziamento e finanziare nuovamente acquisti di ulteriori lotti di prodotti semilavorati presenti nel magazzino di Brazzale, grazie al carattere rotativo dell'operazione.
Cdp e Cherry Bank puntano ad estendere questo nuovo strumento ad altre imprese italiane attive sia nel settore agroalimentare sia in altri comparti e che abbiano a disposizione un magazzino da poter valorizzare.
Per il futuro, “auspichiamo che questo primo strumento sarà copiato e oggetto di interesse da parte di altre aziende ? che venga replicato anche in altre filiere” ha spiegato Andrea Nuzzi, chief Business Officer di Cassa Depositi e Prestiti.
Cdp con Cherry Bank guarda innanzitutto ai player dei settori “contigui” alla macro filiera agroalimentare: “Immaginiamo i beni e gli asset caratterizzati da un incremento di valore dato da un processo lavorazione”, ha sottolineato Nuzzi. Si tratta di settori “molto variegati”, come ad esempio quello del ferro o dell’acciaio. “Tutto quello che è legato a tematiche di commodities potrebbe essere di interesse”, così come quei settori in cui è “quanto più possibile valutare nel corso del tempo l’incremento della materia prima”. Quanto alle successive operazioni, “nelle prossime settimane avremo esempi concreti”.
Come ha sottolineato Giovanni Bossi, amministratore delegato di Cherry Bank, “con questa legge l’Italia è avanti in Europa, più di Germania e Francia, ad esempio, che non hanno uno strumento del genere". Per Bossi, “la sfida è individuare i settori in cui agire, la scommessa è riuscire, con il supporto dei professionisti, a semplificare l’operatività che oggi è ancora complessa, standardizzando con la replicabilità”.
L'operazione, oltre al ruolo di lenders di Cassa Depositi e Prestiti e Cherry Bank, vede ulteriormente coinvolta Cherry Bank nel ruolo di co-arranger, facility agent e account bank, nonché Pirola Corporate Finance in qualità di co-arranger, financial advisor e asset manager, accounting partners in qualità di corporate servicer e calculation agent e Cerved Master Services quale servicer dell'operazione. Lo Studio Cappelli Riolo Calderaro Crisostomo Del Din & Partners ha agito in qualità di legal advisers.
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