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Carlotta Scozzari per Dagospia
La settimana scorsa il concetto era stato riportato dall'ex attuario di Fondiaria-Sai, Fulvio Gismondi, che, sentito come testimone, aveva dichiarato che Piergiorgio Peluso, alla fine del 2012, aveva lasciato Fonsai in aperto disaccordo sui concambi di fusione con Unipol. Il motivo - emergeva dalle dichiarazioni di Gismondi, che a sua volta riportava delle confidenze che gli aveva fatto il figlio del ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri - era che alla base di quegli stessi concambi si sarebbero nascosti illeciti e irregolarità .
Ma oggi a sollevare dubbi sulla correttezza di quei concambi, che sono poi quelli definitivi a cui si concretizzerà la fusione di Fonsai in Unipol (avvenuta sotto la regia dei due creditori Mediobanca e Unicredit, quest'ultima anche socia), sono direttamente le parole di Peluso, ex direttore generale della compagnia che era controllata dalla famiglia Ligresti e ora direttore finanziario di Telecom Italia.. La maxi-perdita da 799 milioni registrata da Fonsai nel 2012, sostiene Peluso in una telefonata agli atti dell'inchiesta di Torino, sarebbe stata decisa da Unipol per difendere il concambio della fusione. "Stanno distruggendo" Fonsai, dice il figlio del ministro il 21 marzo 2013, all'indomani del via libera al bilancio della compagnia assicurativa.
Nella conversazione intercettata, Peluso commenta con l'allora responsabile della pianificazione strategica di Fonsai, Claudia Motta, le svalutazioni del bilancio del 2012, approvato dal consiglio di amministrazione già espressione della compagnia bolognese guidata da Carlo Cimbri alla vigilia della telefonata. Annota il Nucleo di Polizia Tributaria della Gdf di Torino: "Peluso ipotizza che tale comportamento sia dovuto all'intenzione di Unipol di difendere i valori di concambio già stabiliti nel progetto di fusione ("comunque è chiaro che loro stan difendendo il concambio..."). In merito Peluso afferma che per raggiungere tale obiettivo stan "distruggendo" Fondiaria-Sai".
Peluso figura tra i testimoni citati dai pm torinesi Vittorio Nessi e Marco Gianoglio al processo Fonsai, che si aprirà il 4 dicembre e che vedrà tra gli imputati l'ex patron del gruppo, Salvatore Ligresti, e i manager Emanuele Erbetta, Antonio Talarico e Fausto Marchionni. Giulia Ligresti ha, invece, patteggiato, mentre la sorella Jonella ha chiesto di poterlo fare.
Piergiorgio Peluso
CARLO CIMBRI jpeg
ALBERTO NAGEL E SALVATORE LIGRESTI
emanuele erbetta jonella ligresti
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