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    CHE CI FA UN JET DI LUSSO ABBANDONATO IN UN CAMPO DI BROCCOLI A NAPOLI? – L’AEREO, UN BEECHJET 400A, È STATO AVVISTATO VICINO ALL’AEROPORTO DI CAPODICHINO: IMPOSSIBILE RISALIRE ALL’ULTIMO PROPRIETARIO VISTO CHE È STATA STACCATA LA CODA SULLA QUALE CI SAREBBE STATO IL NUMERO IDENTIFICATIVO – DEL VELIVOLO RIMANE SOLO LA FUSOLIERA, LE ALI NON CI SONO PIÙ, MA AL SUO INTERNO…


     
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    Paola Barbuto per "www.ilmattino.it"

     

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    Via Pasquale Borrelli è una stradetta di San Pietro a Patierno che costeggia il poderoso muro perimetrale di Capodichino. Da un lato il cemento che difende e rende inespugnabile l’aeroporto napoletano, dall’altro ampi spazi verdi, qualche insediamento di villette, un po’ di capannoni industriali, molte aree coltivate.

     

    Dietro una curva della strada, ai margini dell’asfalto, in un campo dove, a occhio, sono piantati broccoli, c’è la carcassa di un aereo, un jet privato.

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    L’AEREO

    Impossibile resistere alla tentazione di fermarsi e capire. In questa città siamo abituati a tutto, carcasse d’auto abbandonate, frigoriferi “dimenticati” agli angoli delle strade”, ciclomotori lasciati ad arrugginire sul marciapiede, interi salotti smaltiti lungo le strade provinciali: ma scoprire che qualcuno ha deciso di abbandonare al bordo di una strada la carcassa di un aereo sembra davvero troppo. 

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    LO SMANTELLAMENTO

    Il velivolo è stato già, in parte, smantellato. Non ha più le ali, sono stati strappati i due propulsori che gli consentivano di viaggiare velocissimo, manca pure la coda sulla quale ci sarebbe stato il numero identificativo, la “targa” dell’aereo che avrebbe consentito di risalire all’ultimo proprietario. C’è solamente la fusoliera, mezza marcita e avvolta dalla vegetazione.

     

    Però, almeno, c’è impresso sulla fiancata il modello di quel velivolo abbandonato. Si tratta di un Beechjet 400A che per lunghi anni è stato il jet privato più usato dai manager. 

     

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    Il tentativo di aprire i portelloni si è rivelato fallimentare, sono serrati e inviolabili. Attraverso gli oblò, però, si riesce a capire che la parte interna non è stata ancora sottoposta al completo smantellamento. Sono visibili i sedili dei passeggeri e anche la cabina di pilotaggio dalla quale, però, gran parte delle strutture tecnologiche, quelle che consentono il volo, è stata asportata.

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    IL PERICOLO

    Attualmente quella carcassa di aereo lasciata al bordo di via Borrelli, all’interno di un campo agricolo, rappresenta ufficialmente un rifiuto speciale. Solo un’analisi approfondita del relitto potrà consentire di capire se va considerato anche rifiuto pericoloso. Bisogna verificare se all’interno ci sono ancora residui di olio o di carburante che potrebbero penetrare nel terreno e quindi nelle verdure coltivate in quel campo se non addirittura nelle falde acquifere.

     

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    L’unico responsabile di quel rifiuto, secondo le norme, è il proprietario del terreno che lo ospita, il quale potrebbe dare spiegazioni sulle modalità con le quali quella carcassa d’aereo è giunta in quel luogo e soprattutto sul momento in cui è stata depositata lì. Un piccolo dettaglio è rilevabile grazie a internet: secondo la sequenza di immagini satellitari, nel giugno del 2017 quella carcassa non era stata ancora depositata a via Borrelli.

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