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CIAK, MI GIRA! - ALLA FACCIA DELLE GRANDI CRISI INTERNAZIONALI, IL PUBBLICO ITALIANO SEGUITA A VEDERE “BUEN CAMINO” DI CHECCO ZALONE ANCHE IERI SEGNALIAMO 253 MILA SPETTATORI IN 765 SALE, PER UN TOTALE DI 63 MILIONI 181 MILA EURO. ALTRI 2 MILIONI E "BUEN CAMINO" VERRÀ RICORDATO COME IL FILM ITALIANO CHE HA INCASSATO DI PIÙ NELLA STORIA - SECONDO POSTO PER "AVATAR: FUOCO E CENERE", CON 537 MILA EURO...
Marco Giusti per Dagospia
Alla faccia delle grandi crisi internazionali, delle pazzie di Trump, delle rivolte in Iran, del destino di Venezuela, Groenlandia e Messico, dei “diciamo” della Meloni, il pubblico italiano seguita a vedere “Buen camino” di Gennaro Nunziante e Checco Zalone come fosse l’unica risposta possibile al disastro generale di questo inizio 2026 e porta altri 2 milioni 79 mila euro alle casse della Medusa, cioè della famiglia Berlusconi.
Anche ieri segnaliamo 253 mila spettatori in 765 sale, oltre 200 in più del giorno prima, per un totale di 63 milioni 181 mila euro. Con altri 2 milioni, domani e dopodomani, e “Buen camino” verrà ricordato come il più grande incasso italiano di sempre, non solo dei film di Zalone. Ha ragione Paolo Sorrentino a dire che non avrebbe saputo gestire un successo del genere. E francamente non so come faccia Checco.
Secondo posto per “Avatar: fuoco e cenere” con 537 mila euro, 56 mila spettatori in 342 sale per un totale di 23 milioni 147 mila euro. In America è primo questo venerdì con 5, 1 milioni di dollari, un totale di 326 e un globale di 1 miliardo 106 milioni. Ben al di sotto delle aspettative. Ma non è colpa di Checco.
“Norimberga” di James Vanderbilt, polpettone con Russell Crowe e Rami Malek, malgrado i buchi di sceneggiatura, risale al terzo posto con 341 mila euro, 43 mila spettatori in 425 sale e un totale di 6 milioni 737 mila euro. Ha il suo pubblico, signori che si sentono le lezioncine di storia di Augias e Cazzullo su LA7.
Quarto posto per il thriller psicologico al femminile “Una di famiglia” di Paul Feig con Sydney Sweeney e Amanda Seyfried, 313 mila euro, 38 mila spettatori e un totale di quasi 2 milioni di euro (1.959). Quinta la dark comedy coreana di Park Chan wook “No Other Choice” con 253 mila euro, 33 mila spettatori e un totale di 1 milione 725 mila euro.
“SpongeBob: Un’avventura da pirati” grazie ai bambini risale al sesto posto con 213 mila euro, 28 mila spettatori e un totale di 2 milioni 806 mila euro. Come risale al settimo posto “Zootropolis 2” con 148 mila euro, 18 mila spettatori e un totale di 18 milioni 338 mila euro. Bene la tenuta di “Primavera”, opera prima storico-musicale di Damian Michieletto con Michele Riondino e Tecla Insolia con 132 mila euro, 8 mila spettatori e un totale di 1 milione 733 mila euro.
E’ anche un prototipo riuscito di film di genere, una storia poco noto del 700, ambientazione a Venezia, dramma intelligente dello sfruttamento delle ragazze, per la nostra industria. Dei tre film, abbastanza innovativi, presentati da Indigo in questo periodo, con “Il maestro” e “Breve storia d’amore”, tutti scritti da Ludovica Rampoldi, mi sembra francamente il più riuscito, anche se “Breve storia d’amore”, thriller psicologico sentimentale diretto dalla stessa sceneggiatrice, era sulla carta più interessante e forse apriva un percorso nuovo, anche se non sorretto da tutto il cast.
Nono posto per il bellissimo “Sirat” di Oliver Laxe con Sergi Lopez, che è uno dei migliori film dell’anno e tra i pochissimi a avere un linguaggio davvero innovativo, 56 mila euro 7 mila spettatori n totale di 99 mila euro. Decimo posto per “Father Mother Sister Brother” di Jim Jarmusch con Cate Blanchett e Tom Waits con 53 mila euro e un totale di 1 milione 344 mila euro. 11° posto per “Oi vita mia” di Pio e Amedeo con 33 mila euro e un totale di 8 milioni 784 mila euro, seguito da “Son Sung Blue” con Hugh Jackman e Kate Hudson con 28 mila euro e un totale di 42 mila euro.
“La mia famiglia a Taipei” è 14° con 17 mila euro e un totale di 313 mila euro. Occhio al cult movie friulano “Ultimo schiaffo” di Matteo Oleotto con i mai visti Adalgisa Manfrida e Massimiliano Motta nei ruoli di due orfani un po’ sfigati nelle montagne piene di neve del Tarvisiano che cercano di svoltare come possono al 16° posto con 16 mila euro, 2 mila spettatori in 37 sale con un totale di 43 mila euro. Il film è piuttosto buono e dimostra, come “Le città di pianura” di Sossai, che trovate ormai su Mubi, la vitalità del nostro cinema fuori dall’orbita romana con ambientazioni e personaggi inediti.
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