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    CONTE, NON HAI PIÙ ALIBI - L’ARRIVO DI LUKAKU TOGLIE SCUSE AL TECNICO SALENTINO CHE, IN TANDEM CON MAROTTA, COVA LA GRANDE VENDETTA CONTRO LA JUVENTUS - CROSETTI: “IL BISONTE LUKAKU SARÀ LA SCOMMESSA DECISIVA. SE FUNZIONA, FORSE LA JUVE È MENO LONTANA. A OCCHIO, COSTUI PERÒ NON SEMBRA UN CAMPIONE EPOCALE” - SCONCERTI: “ALL’INTER SERVE ANCHE DZEKO. NE VA DI UN DISEGNO TATTICO MOLTO FORTE E POCO CONSUETO…”


     
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    1 - PER IL DISEGNO TATTICO SERVE ORA ANCHE DZEKO

    Mario Sconcerti per il “Corriere della sera”

     

    ROMELU LUKAKU ROMELU LUKAKU

    Lukaku è giocatore fondamentale ma rappresenta ancora metà dell'opera nell' Inter che ha pensato Conte. Gli attaccanti devono essere due, tutti e due di fisico e potenza. È questo che tiene Lautaro ai margini dell'immaginazione e fa insistere l'Inter nella ricerca di Dzeko. Lautaro è bravissimo, ormai reale, servirà molto per cambiare partita, meno per quello che ha in testa Conte. Avere alla fine Lukaku è una vittoria della società, buoni voti in pagella per Marotta, un rilancio di forza e immagine sicuro, un effetto generale che assomiglia un po' a quello di Ronaldo un anno fa.

    conte marotta conte marotta

     

    Sono acquisti che dicono a tutta la squadra che è un tempo nuovo, che tutto è cresciuto. Ma serve anche Dzeko. Ne va di un disegno tattico molto forte e poco consueto. Nessuno in Italia gioca con il doppio grosso centravanti, sono vecchie idee inglesi figlie del correre e crossare. Ma Conte non li userà in modo così elementare. All'Inter la coppia non funzionerà come insiemi di torri, ma come svincolo, come snodo di tutto il gioco di attacco.

     

    Lukaku e il suo compagno occuperanno non solo l'area ma anche quei venti metri precedenti che sono del fantasista e che sono stati il grande vuoto dell'Inter. Lukaku e Dzeko copriranno in sostanza 35-40 metri di campo per avvicinarsi all'area insieme come una piccola migrazione di popoli. Lukaku sarà il centravanti reale, Dzeko la sua spalla.

    ROMELU LUKAKU ROMELU LUKAKU

     

    Quando Lukaku scalerà di cinque metri, entrerà Dzeko su quel sentiero. Sarà quasi obbligatorio per gli avversari avere un terzo difensore centrale, questo porterà un uomo in più al centrocampo dell'Inter. In questa chiave diventa più logica la leggerezza delle mezzeali interiste. Avranno il compito più di scattare che di correre, nei momenti migliori giocheranno di prima. Immagino una giostra continua che girerà intorno ai due perni fissi. Questa sarebbe una grande squadra.

     

    2 - CONTE SENZA ALIBI ORA DEVE DIMOSTRARE DI ESSERE L' ANTI JUVE

    Maurizio Crosetti per “la Repubblica”

     

    antonio conte marotta antonio conte marotta

    Qualcosa corre incontro al campionato, ai suoi prossimi destini e alla Juventus padrona, e questo qualcosa è l'Inter. Con Lukaku in mezzo all' area, la galoppata nerazzurra già appare più ricca di potenza, rabbia, velocità. Accostando l' orecchio a terra la si sente tremare come nei film western quando carica il bisonte. Fine dei mugugni, forse, per Antonio Conte che recita la parte dell' incontentabile perché nessuno dei suoi si accontenti. Ora non potrà più dire che non arriva niente e che il progetto è in ritardo.

     

    Ma il punto è: arriva l'uomo giusto? Quanto si avvicina, alla Juve, l'Inter di Lukaku? Ma soprattutto: come giocherà adesso? I vuoti dell' attacco nerazzurro si colmano almeno in parte, anche se di punta ne manca un' altra. Forse sarà Dzeko. E si comincia a immaginare il nuovo gioco interista, dove Lukaku dovrà essere una freccia, un giavellotto, la pietra scagliata dalla catapulta.

     

    romelu lukaku 12 romelu lukaku 12

    Qualcosa di assai diverso rispetto al classico movimento a pendolo delle squadre di Conte, davvero poco inclini al contropiede. Di solito, centrocampo ed esterni di difesa dell'ex tecnico bianconero e azzurro procedono a mezzaluna, senza fretta, molto in orizzontale. Ma il belga ha altre attitudini, gli serve la verticalità del lancio lungo per liberare la potenza dello scatto, la resistenza immane delle sue spallate e la ferocia del tiro. La squadra che aizza Lukaku è quasi sempre un elastico.

     

    Davvero un giocatore del genere sarebbe sembrato, dentro la Juve di Sarri, come i classici cavoli a merenda, nulla di più lontano dal sarrismo; proprio per questo, dubitiamo molto che la Juventus volesse davvero Lukaku, e che l'iniziativa bianconera non fosse più che altro un intralcio per il nemico.

     

    spalletti spalletti

    Adesso a Conte serve un'orchestra bene accordata. Non dovrebbero esserci problemi in difesa, era già molto forte con Spalletti e quel portiere è una garanzia. Nel mezzo invece si cambia universo. Addio alle mattane inaffidabili di Nainggolan e alla classe troppo lunatica di Perisic: se qualcosa non piace a Conte è proprio il giocatore che passa dal giorno alla notte da una partita all'altra.

     

    La sua Inter sarà anche più giovane, incardinata a centrocampo attorno al talento fresco ma già adulto di Barella, presto giocatore, presto sposo, presto padre, presto (forse) campione. Ora i tempi li detterà lui, dovrà migliorare nel tiro e negli inserimenti perché il ragazzo sardo segna ancora poco.

     

    dzeko perisic dzeko perisic

    Tutti conoscono l'importanza degli esterni nel gioco di Conte, siano essi bassi o alti. Ora dovranno armonizzarsi con Lukaku nella spinta e nel cross, che il belga non disdegna purché preciso, anche se è la ripartenza lunga il suo schema più amato. Non pochi sono i dubbi, non poco è il fascino di questo progetto che nasce per ridare al campionato almeno un pezzo mancante di Milano.

     

    Nel ribaltamento totale dell' Inter da parte di Conte, negli abbandoni e nelle nuove scelte, il bisonte Lukaku sarà la scommessa decisiva. Se funziona, forse la Juve è meno lontana. A occhio, costui però non sembra un campione epocale o forse sì, visto che l' epoca è questa, un' epoca dove pure il buon Lukaku diventa una primissima scelta.

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