Estratto dell'articolo di www.tgcom24.mediaset.it
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Il comportamento di un marito avaro può configurarsi come reato di maltrattamento.
A dirlo la Corte di Cassazione che ha confermato la condanna di un coniuge che per anni ha costretto la moglie a una condizione di "risparmio domestico" diventata impossibile da sopportare. La coppia residente a Bologna non aveva problemi economici eppure l'uomo aveva creato in casa un clima di sopraffazione che imponeva sacrifici e limitazioni alla consorte anche sulle spese ordinarie.
Nessun acquisto di marca
Alla moglie non era consentito neppure scegliere dove fare la spesa, era il marito - ossessionato dal risparmio - a decidere dove e quando poteva recarsi a fare acquisti. Solo in negozi "notoriamente a costo contenuto", si legge nelle motivazioni. I prodotti ammessi in casa erano solo quelli comprati "in offerta, sia per la casa che per l'abbigliamento". A tavola c'era l'obbligo di usare una sola posata e un solo piatto.
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Limitazioni su carta igienica e docce
La sopraffazione dell'uomo nei confronti della coniuge arrivava a renderle impossibile persino prendersi cura di sé stessa. La donna ha raccontato di essere stata costretta a servirsi "solo di due strappi di carta igienica" alla volta, a recuperare l'acqua in una bacinella dopo la doccia, "che poteva fare solo una volta a settimana".
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