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"LA SANTANCHÈ VENNE A TROVARMI IN CARCERE MEZZA NUDA: CHE VERGOGNA! AVEVA DEI PANTALONI DI PIZZO TRASPARENTI, ERA TUTTA NUDA. SEMBRAVA..." - A QUASI 84 ANNI WANNA MARCHI NON MOLLA UN CAZZO: "NON HO INTENZIONE DI MORIRE: HO TANTE COSE DA FARE" - L'INTERVISTA RILASCIATA A "GENTE", INSIEME ALLA FIGLIA STEFANIA NOBILE: "CORONA? È UN PEZZO DI MERDA, NON VEDO L'ORA CHE L'ARRESTINO. TUTTI I GIORNI PASSAVA ALLA 'GINTONERIA' (DI CUI NOBILE ERA SOCIA INSIEME AL SUO EX LACERENZA). LA SERA TELEFONAVA A MIA MADRE, LA CHIAMAVA MAMMA" - I RICORDI DEI GIORNI DIETRO LE SBARRE INSIEME A ROSA BAZZI: "È LA DONNA PIÙ BUONA DEL MONDO. LE 'ZINGARELLE' SONO LE PERSONE PIÙ BUONE CHE ESISTANO" - LA PRIGIONE PEGGIORE? BOLOGNA. SONO STATA COSTRETTA A FAR PIPÌ IN MANETTE DURANTE UN TRASFERIMENTO. I SECONDINI SONO CATTIVI. IO DEI BUONI CHE FANNO QUEL LAVORO LÌ NON NE HO CONOSCIUTI" - IL MISTERO DEL TESORO DI WANNA MARCHI (65 MILIARDI DI LIRE) - VIDEO
Estratto dell'articolo di Maria Elena Barnabi per “Gente”
WANNA MARCHI - STEFANIA NOBILE
Wanna Marchi e sua figlia Stefania Nobile arrivano al nostro appuntamento in anticipo. Siamo a Palazzo Parigi, un albergo lussuoso di Milano: è stata la signora Wanna a sceglierlo, dice che le interviste le fa sempre qui. Ci sediamo, prendiamo un caffè e cominciamo.
A parlare sarà soprattutto Wanna – siamo qui perché il 2 settembre compie 84 anni – ma ci saranno molte incursioni della figlia Stefania Nobile, il suo alter ego, e per molti la vera mente diabolica della premiata ditta Marchi-Nobile: mentre la mamma ammaliava l’Italia intera con il suo carisma, Stefania pensava a come fare soldi. [...]
Come festeggerà i suoi 84 anni?
«Con una festa con 200 persone: un mio carissimo amico, siccome è anche il suo compleanno, ha organizzato tutto lui. Se fosse per me, non festeggerei».
Le chiedono sempre 30 selfie al giorno?
«Quello se esco un’ora. Sennò di più».
Ancora oggi? Dopo tanti anni?
«Addirittura al cimitero. Ieri sono andata a trovare mio marito (Francesco Campana, morto nel 2022, ndr) e una signora mi ha chiesto una foto. Dai, chiedi un selfie al cimitero! Poi l’ho fatto. Non dico mai di no».
STEFANIA NOBILE WANNA MARCHI MARIA ELENA BARNABI
In questo periodo come sta?
«In forma per una che ha 84 anni. Non ho intenzione di morire: ho tante cose da fare».
Cos’ha da fare?
«Dipingo. Poi sono stata a teatro in giro per l’Italia con lo spettacolo di Giuseppe Cruciani: uno successone. Vado anche a cucinare nei ristoranti dove mi richiedono. Sono una brava cuoca. Il mio forte sono i tortellini».
Ha raccontato di aver cucinato cene per 90 persone a casa del suo ex socio, il marchese Attilio Capra de Carré. Faceva tutto da sola?
«Sì, tutti fuori dalla cucina. Non voglio nessuno».
In una di queste cene ha conosciuto Marcello Dell’Utri, allora braccio destro di Silvio Berlusconi.
«Che uomo eccezionale Dell’Utri. È venuto a trovarmi suo figlio qualche sera fa. Un bellissimo uomo, avrà 40 anni. “Diglielo al tuo papà che venga a trovarmi, ho tanta voglia di vederlo”, gli ho detto. E lui mia ha promesso che me lo porta. Un signore, colto. Come Feltri. Con Vittorio ci conosciamo da anni, eravamo a cena insieme la settimana scorsa».
Wanna Marchi contadina, persona del popolo e poi le sue frequentazioni sono importanti. Perché?
«Sono simpatica? Il mondo che dice lei è un mondo falso. Pieno di leccaculo. Ma io no: non ho mai chiesto un favore».
Tra le vostre conoscenze famose c’è anche Fabrizio Corona, che poi sulla Gintoneria ha fatto molte pesanti rivelazioni.
Stefania: «Non vedo l’ora che lo arrestino. Corona con me è stato veramente cattivo: ci ho lavorato sei mesi, ho assunto suo figlio nel mio locale, lo conosco da quando è nato. E poi si è comportato così. Tutti i giorni passava alla Gintoneria, tutte le sere telefonava a mia madre, la chiamava mamma. Lo conosco bene: è davvero un pezzo di m...».
wanna marchi dopo l'incidente 3
Wanna, tralasciando Corona, questi suoi amici importanti l’hanno sostenuta quando era in carcere?
«In carcere solo la famiglia può venire a trovarti. Oddio, a dire la verità è venuta una che, fosse stata a casa, sarebbe stato meglio.
Chi era?
«La Santanchè. Venne in veste ufficiale. Ma era mezza nuda: che vergogna, signora. Me la ricordo ancora: una donnona alta, con questi pantaloni di pizzo bianchi trasparenti, tutta nuda. Sembrava… vabbè lasciamo stare. Ma dico, una politica: così va in giro? Mia figlia le ha detto di andarsene, che non volevamo vederla».
Come è stato il carcere?
«È la prima volta che ne parlo. Uno pensa che il carcere femminile sia più leggero. Ma è il peggiore».
Psicologicamente?
«Fanno di tutto per farti crollare. Alla mattina ti svegliano con la “battitura”: battono il manganello contro le inferriate delle celle, più volte, su e giù. È una sevizia psicologica. Lo fanno tre, cinque, anche dieci volte al giorno, dipende da quanto ti vogliono molestare».
[...] Ha detto di aver conosciuto delle persone ottime.
«Le zingarelle: sono innamorata di loro, sono le persone più buone che esistono sulla faccia della Terra. Di cuore. C’era una zingarella poverina, si chiamava Costana, che tutte le volte che andava in cortile all’aria, un’oretta al giorno, quando rientrava portava a mia figlia un sassolino o un fiorellino: lo faceva perché Stefania non poteva muoversi per via della sua malattia (ha l’artrite reumatoide, ndr).
wanna marchi e stefania nobile
Con me parlava tanto. Le chiedevo: “Costana, ma tu quando esci di qua che cosa è che vorresti fare? E lei: “Dormire sotto le stelle”. Allora io le dicevo: “Tu cercami, che quando siamo fuori, a dormire sotto le stelle, ci andiamo tutte e due”. Magari è ancora là».
Ne ha girate diverse di carceri.
«Il peggiore è Bologna. Poi mi hanno spedito a Roma. Nel tragitto mi han tenuto nel blindo con le manette, eravamo cinque o sei, ammanettati. Ci fermiamo in un altro carcere per prendere qualcun altro e chiedo di andare in bagno. Avevo tutte le gambe gonfie, i capillari rotti. Dico: “Almeno toglietemi le manette, come faccio altrimenti?”. E loro: “Ce la fai, ce la fai”.
Scendo, e sono tutti lì con il mitra: “Ma voi avete visto dei gran film di guerra!”, gli faccio. “Stai zitta!”, urlano. “Eh no, io parlo! Cosa fate, mi arrestate?”. Guardi forse ho anche bestemmiato. Mi ricordo che a uno gli ho detto: “Potrei essere non tua madre, ma tua nonna e mi vergognerei”. Sono cattivi. Io dei buoni che fanno quel lavoro lì non ne ho conosciuti».
[...] Lei e sua figlia eravate assieme?
«All’inizio sì, poi ci hanno separate per farci crollare. Ma io non mi ammazzerò mai. Non ho mai preso un sonnifero. Mia figlia poverina l’hanno spedita a Pisa, il carcere peggiore di tutti. E dire che lei per la sua malattia non doveva neppure stare in carcere».
WANNA MARCHI FRANCESCO CAMPANA 1
Stefania: «Siccome nessun medico voleva prendersi la responsabilità, mi facevano girare tra le varie strutture. Pensi che ho fatto una trasfusione con l’ago nel collo ed ero ammanettata. Anche la colonscopia me l’hanno fatta fare ammanettata al lettino. Alla fine mi hanno dato tre anni ai domiciliari: sono dovuta stare nove mesi in ospedale per come mi avevano ridotto».
Wanna, quando hanno trasferito Stefania con chi l’hanno messa?
«Con una che aveva ucciso il marito con sette colpi di pistola. Una notte le dicono: “Preparati che domani esci”. E allora io le chiedo: “Ascolta, sei libera? A me fa piacere, ma quanti anni hai fatto?”. E lei: “Sette anni. Sette anni come sette colpi”. Ma come: io non ho ammazzato nessuno e resto qua e lei va fuori?».
vittorio feltri con wanna marchi e la figlia stefania nobile
Stefania: «A Pisa c’era un detenuta pericolosa che aveva l’Aids, la dottoressa mi aveva messo in guardia perché io ho un sistema immunitario debole. E lei un giorno prende il mio cibo e mi vuole imboccare con le mani. Io rifiuto, le tengo testa, le dico che sono una persona, non un cane da imboccare.“Nobile, sei una grande femmina”, mi dice. Se le avessi detto che rifiutavo perché mi faceva schifo, mi avrebbe ammazzato».
Poi Wanna è stata con un’altra assassina: Rosa Bazzi condannata per la strage di Erba.
«La donna più buona del mondo: Rosa non uccide neppure una mosca. In quel periodo ero in semilibertà, uscivo al mattino per andare a lavorare e tornavo la sera, e lei mi lavava tutto, anche quello che aveva lavato il giorno prima. Una donna pulitissima. Puliva tutto il carcere. Sicuro che è stata condannata ingiustamente. Lei non ha ucciso nessuno».
Nelle carceri c’è un altissimo tasso di suicidi e tossicodipendenza.
wanna marchi e stefania nobile 8
«Ricordo una ragazza di Ferrara che ha dormito sei mesi. Si svegliava, prendeva una pastiglia, riprendeva a dormire. Poverina. Arrivava il marito a colloquio, ma lei non lo guardava neppure».
Stefania: «La droga è un problema, c’è gente che si fa arrestare per portarla dentro. A una si era rotto un ovulo che aveva ingerito, ci stava lasciando le penne. E poi l’80 per cento della popolazione carceraria prende gli psicofarmaci. Fa comodo: così non chiami, non chiedi niente, non rompi».
Wanna, la sua prima volta fuori: cosa ricorda?
«In macchina con mio marito arriviamo a Milano, vedo in giro tutti questi neri, prima non c’erano, e dico: “Ossignore ma dove siamo Francesco? Ma siamo in Italia?”. Questo non è più il mio Paese, ma ormai è tardi per andare via».
Crede nel malocchio?
«Io sì, certo».
[...] I 65 miliardi di lire che per la guardia di finanza erano gli introiti dei numeri del lotto – il “tesoro di Wanna Marchi” – esistono davvero?
«Ma chi lo sa, me lo dica lei».
Con lo scioglipancia fatturava addirittura 300 milioni al giorno. Come spiega la bancarotta del 1990?
«È l’ultima intervista che facciamo con una donna!».
Stefania: «La bancarotta? Perché le interessa? Non risponderemo mai. È roba vecchia. La finanza ci ha tenuto 30 ore a farci le domande. E sa poi in quanti giornalisti ce l’hanno chiesto? Non l’abbiamo detto a chi ci ha dato 100 mila euro per le interviste (Wanna si intromette: “Anche 230 mila!”, ndr), lo diciamo a lei gratis?».
Allora facciamo l’en plein, Wanna: le faccio un’altra domanda tabù per lei.
«Mi dica».
Di suo figlio Maurizio Nobile, 65 anni, antiquario importante tra Bologna e Parigi con clienti come Silvio Berlusconi ed Elton John, non parla mai in nessuna intervista. Come mai?
«È sempre stato fuori da tutto. È giusto che io non ne parli».
Stefania: «Lui con i nostri errori non c’entra niente. Parlarne è tirarlo dentro. È una forma di rispetto e di amore». [...]
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