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ADDIO A CAROLA FREDIANI! LA GIORNALISTA, UNA DELLE VOCI ITALIANE PIÙ AUTOREVOLI SUI TEMI DI CYBERSICUREZZA, TECNOLOGIA E GEOPOLITICA DELLA RETE, SE NE VA A 51 ANNI DOPO UNA LUNGA MALATTIA - LASCIA IL MARITO LUCA, SPOSATO DA POCO, E UN FIGLIO DI 17 ANNI – LA SUA NEWSLETTER "GUERRE DI RETE", UNA DELLE FONTI ITALIANE PIÙ SEGUITE E AFFIDABILI PER COMPRENDERE CYBERSPIONAGGIO, INTELLIGENZA ARTIFICIALE, POLITICA DELLA RETE E DIRITTI DIGITALI E IL LAVORO NEL TEAM DI SICUREZZA GLOBALE DEL SEGRETARIATO INTERNAZIONALE DI AMNESTY INTERNATIONAL…
È morta oggi, a 51 anni, dopo una lunga malattia, Carola Frediani, giornalista, autrice e una delle voci italiane più autorevoli sui temi della cybersicurezza, della sorveglianza, del cybercrime, della privacy, dei diritti digitali e della geopolitica della Rete. Lascia il marito Luca, sposato da poco, e un figlio di 17 anni. Lo annuncia il sito della sua newsletter "Guerre di rete": "Carola è stata anima e linfa di Guerre di Rete e lascia un vuoto incolmabile in tutti coloro che l’hanno conosciuta in questi anni", si legge in un post.
Giornalista capace di raccontare la tecnologia senza ridurla a cronaca tecnica, e poi professionista impegnata direttamente nella sicurezza informatica applicata alla protezione di attivisti, giornalisti, organizzazioni e persone esposte a rischi digitali concreti.
Laureata in Letteratura all’Università di Genova, aveva conseguito un master in Italian Literature all’University of Pittsburgh. La sua carriera era iniziata all’agenzia giornalistica e multimediale Totem. Nel 2010 aveva fondato, insieme ad altri colleghi, l’agenzia giornalistica Effecinque. Successivamente aveva lavorato a “La Stampa”, dove si era occupata prima di social media, contribuendo alla costruzione del primo team interno dedicato alla gestione delle piattaforme, come si legge in un articolo a lei dedicato sulla homepage del quotidiano, e poi aveva fatto parte del team Inchieste.
Nel 2018 aveva fondato “Guerre di Rete”, newsletter nata nello stesso anno dell’omonimo libro. Il progetto si è imposto come una delle fonti italiane più seguite e affidabili per comprendere cybersicurezza, cybercrimine, cyberspionaggio, sorveglianza, intelligenza artificiale, politica della Rete e diritti digitali, spesso con un taglio geopolitico.
Ha lavorato nel team di sicurezza globale del Segretariato internazionale di Amnesty International e in seguito nel dipartimento globale di sicurezza informatica di Human Rights Watch.
Frediani ha scritto per numerose testate nazionali e internazionali, tra cui “Wired”, “L’Espresso”, Agi e “Vice”. Tra i suoi libri figurano “Dentro Anonymous”, “Deep Web”, “Guerre di Rete” e “#Cybercrime”. Più di recente aveva pubblicato “L’inganno dell’automa”, uscito nel 2025, dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale, cybersicurezza e immaginario dell’automazione.
Nel 2021 aveva ricevuto il Premio giornalistico Arrigo Benedetti e nel 2019 il Premio Galilei per la divulgazione scientifica.
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