dissidenti cinesi spiati in italia

LA CINA CI RIEMPIE DI SPIE E LA POLITICA NON FIATA - ALCUNE DELLE “VEDETTE” CHE PEDINAVANO E INTIMIDIVANO DISSIDENTI CINESI RESIDENTI IN ITALIA, PER CONTO UNA RETE DI “SPIE” DI PECHINO CHE OPERAVA TRA TORINO E MILANO, ERANO STATE INGAGGIATE SENZA SAPERE DI ESSERE COINVOLTE IN UN’OPERAZIONE DI INTELLIGENCE: RISPONDEVANO A SEMPLICI OFFERTE DI LAVORO – ALTRI VENIVANO ARRUOLATI SU COMMISSIONE: TRA LORO CI SONO DUE ITALIANI, RESIDENTI A PRATO, CHE AVREBBERO IMBRATTATO LA PORTA DI CASA DI UN OPPOSITORE CON LA SCRITTA “STUPRA” – PER GLI INVESTIGATORI, L’ORGANIZZAZIONE SAREBBE LEGATA DIRETTAMENTE ALLE AUTORITÀ DEL DRAGONE E POTREBBE ESSERE ANCORA ATTIVA…

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

LA CINA SI INFILA DAPPERTUTTO PER SCOVARE GLI OPPOSITORI. PERSINO NELLA MONNEZZA – A TORINO È STATA APERTA UN’INCHIESTA DOPO CHE DUE PERSONE SONO STATE SCOPERTE A  SORVEGLIARE IL PALAZZO IN CUI ABITAVA UN “INFLUENCER” DEI DISSIDENTI CINESI: ROVISTAVANO NEI BIDONI, FOTOGRAFANO OGGETTI E CHIEDEVANO INFORMAZIONI SULL’UOMO – IN CINA I PARENTI DELL’UOMO RICEVEVANO PRESSIONI, MENTRE L’INFLUENCER CONTINUAVA A RICEVERE MINACCE SUI SOCIAL: “TI TAGLIERÒ LA TESTA” – DIECI PERSONE SONO INDAGATE, MA... https://www.dagospia.com/cronache/dragone-si-infila-dappertutto-per-scovare-gli-oppositori-persino-monnezza-492126

 

Estratto dell’articolo di Elisa Sola, Andrea Siravo per "la Stampa"

 

spie cinesi pedinano uomo a torino

La più giovane ha 23 anni, il più esperto 57. Vivono a Torino e a Milano. Sono accomunati da due caratteristiche: sono nati in Cina e sono spie. «Soggetti assoldati per osservare e pedinare connazionali che vivono in Italia e che sono dissidenti». […]

 

Per mesi, davanti a una palazzina anni Cinquanta in una traversa di via Frejus, un giovane di 26 anni, nato in Cina e residente a Torino in zona San Paolo, si è appostato per ore. La sua missione: rintracciare un dissidente politico molto noto, gestore del profilo X @whyyoutouzhele e seguito da milioni di utenti a Pechino e in tutto il mondo.

 

La spia di zona Cenisia non sapeva, all'inizio, di essere coinvolto in un'operazione di intelligence. Semplicemente, due anni fa, aveva accettato quella che gli era sembrata un'offerta di lavoro vantaggiosa. A fargliela era stata - secondo la procura di Milano, che indaga su una rete di almeno dieci indagati cinesi in Italia dediti allo spionaggio - Jajia Wang, nata in Cina e residente in Zona San Paolo, considerata una delle quattro organizzatrici dell'associazione a delinquere.

 

spie cinesi 6

La sua offerta era chiara, così come le regole di ingaggio: «Ti offro un lavoro part time. Dobbiamo cercare un ragazzo che deve restituire dei soldi ma è sparito. Ti mando delle foto. Ti pago 100 euro al giorno ma devi farmi una promessa: ogni sera dovrai cancellare le chat che ci scriviamo. Non deve restare traccia». […]

 

Questo ragazzo, finito tra gli indagati per stalking aggravato anche con strumenti informatici, in concorso con altri cinque, passava le ore su un marciapiede di Cenisia. Di giorno e di notte, era sempre lì. A volte, per spiare meglio, faceva finta di cenare nella pizzeria vicina al palazzo. Altre volte trascorreva i pomeriggi nel bar di fronte. Lo hanno persino sorpreso mentre rovistava nei bidoni condominiali dell'immondizia, alla disperata ricerca di qualche traccia che potesse ricondurlo al dissidente sparito.

 

spie cinesi 4

[…] Non ha trovato nessuno, perché il gestore del profilo X @whyyoutouzhele nel frattempo è fuggito in un'altra città. Non solo, è stato ripreso dagli investigatori mentre faceva la spia. E oggi rischia il processo. Era arrivato anche a importunare gli addetti alle pulizie dello stabile, che probabilmente, se si arriverà a un dibattimento, verranno sentiti come testimoni. […]

 

Non era l'unica spia. L'associazione a delinquere, secondo i pm milanesi Alessandro Gobbis e Marcello Viola aveva assoldato un secondo individuo per trovare il "dissidente". Una spia formata, un ex soldato delle forze armate cinesi. Anche lui, dietro compenso, faceva foto di nascosto al pianerottolo dell'influencer e passava le ore su una Fiat Punto parcheggiata nella via, sperando che si facesse vivo.

 

La terza spia, un uomo ingaggiato da "Zio Chen", si legge negli atti, aveva addirittura pubblicato su We chat l'indirizzo di casa di Torino del "ricercato" e la sua richiesta di rinnovo di passaporto effettuata tramite l'associazione cinesi di Milano, pur di trovare informazioni su di lui. Un uomo costretto a cambiare città e indirizzo molto spesso per evitare lo spionaggio e le rappresaglie di un'associazione, secondo gli inquirenti, fortemente collegata alle autorità cinesi. […]

spie cinesi 5

 

A un certo punto, la rete di spie di zona Cenisia, determinata a fornire alle spie della madrepatria prove concrete sulla residenza del dissidente, sarebbe passata alle maniere forti. Il sospetto di chi indaga è che la mala cinese delle spie abbia ingaggiato due italiani, calabresi di origine e residenti a Prato, anche loro finiti nel mirino della procura milanese.

 

Due italiani che sono stati iscritti sul registro degli indagati per avere «imbrattato il 9 ottobre 2024 il muro, lo spioncino digitale e la porta di ingresso dell'abitazione del dissidente con la scritta STUPRA». Una minaccia? Un messaggio in codice?

 

[…] Le spie erano e sono numerose. Gli indagati non parlano. A una di queste sono stati trovati nove video ripresi con una dash cam montata sulla macchina. E oltre 4mila immagini dell'influencer in fuga.

 

spie cinesi 7

Tra gli indagati è finito anche Liu Zhengang, il presidente dell'associazione italiana degli imprenditori cinesi di Fujian, che aveva sul suo cellulare una foto e un video di due secondi che ritraggono la mappa della traversa di via Frejus. Le minacce verso i dissidenti giravano anche sui social: «Ti taglierò la testa», «Ho seguito ogni tuo movimento in Italia». E arrivavano fino a Pechino, dove familiari e amici della vittima subivano pressioni. […]