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ANATRA ZOPPA O TORO SCATENATO? – DOPO LA DISFATTA ALLE MIDTERM, TRUMP SARÀ ANCORA PIÙ PERICOLOSO NEI PROSSIMI DUE ANNI DI MANDATO PRESIDENZIALE – IL TYCOON E I SUOI FIGLI SONO VULNERABILI DAVANTI AI POTERI ISPETTIVI DI UNA CAMERA A MAGGIORANZA DEMOCRATICA, CHE SICURAMENTE INDAGHERÀ LUI, LA SUA FAMIGLIA E IL SUO CLAN PER GLI ENORMI ARRICCHIMENTI CONSEGUITI CON CRIPTOVALUTE, DONAZIONI E AFFARI CON PAESI ESTERI, SOPRATTUTTO DEL GOLFO. QUESTO POTREBBE PORTARE TRUMP A USARE CON BRUTALITÀ I POTERI CHE GLI RIMANGONO…
Estratto dell’articolo di Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”
UN FAN DI DONALD TRUMP CON UNA MASCHERA DEL PRESIDENTE DURANTE UN COMIZIO A FORT WAYNE, INDIANA
Anatra zoppa o toro scatenato? Il prossimo Donald Trump sarà quello sorprendentemente remissivo che ieri ha riconosciuto la sconfitta e si è addirittura congratulato coi democratici, promettendo che taglierà loro la strada coi suoi veti ma parlando anche di ricerca di soluzioni negoziate?
O, come è avvenuto sempre in passato in circostanze diverse, dopo qualche apertura tornerà ad essere il solito Trump prepotente che chiama accordo la sottomissione ai suoi ordini?
[...] Lui stesso perse, nel primo mandato, quelle del 2018. Ma fu un’altra storia: intanto non erano, come queste, un referendum su di lui. Ora lo nega, ma è stato lui a volerlo, prima provocando con la guerra quelle difficoltà economiche che hanno tolto benzina al motore dei candidati repubblicani, poi chiedendo agli americani di votare come se sulla scheda ci fosse stato il suo nome.
LAME DONALD DUCK - TRUMP IN VERSIONE PAPERINO ANATRA ZOPPA BY DRUDGE REPORT
Otto anni fa, intanto, il risultato fu meno grave (sconfitta alla Camera ma due seggi in più al Senato), l’economia era forte e le guerre in Siria e Iraq non gli creavano problemi in Congresso visto che le aveva ereditate dal democratico Obama. Stavolta, invece, su Iran, Israele e Ucraina troverà la forte ostilità dei democratici.
[...] E non rischiava di essere messo con le spalle al muro: era indagato da Robert Mueller per le interferenze russe nelle elezioni, ma l’inchiesta veniva condotta all’interno del perimetro del suo governo. E, infatti, non ebbe effetti dirompenti.
Stavolta lui e i figli sono molto più vulnerabili davanti ai poteri ispettivi di una Camera a maggioranza democratica che sicuramente indagherà lui, la sua famiglia e il suo clan per gli enormi arricchimenti conseguiti, da presidente, con le criptovalute, donazioni e affari con Paesi esteri, soprattutto del Golfo. Affari viziati quantomeno da un conflitto d’interessi, visti i poteri regolatori e di intervento a tutti i livelli che fanno capo alla Casa Bianca.
ELEZIONI DI MIDTERM - VIGNETTA BY NATANGELO
C’è chi sostiene che il presidente, interessato soprattutto agli affari, sia disposto a concedere qualcosa ai democratici in cambio di un salvacondotto per sé e i suoi cari. Non sarebbe da Trump: ha sempre gestito i rapporti, in affari come in politica, incutendo paura.
Dopo una sconfitta così devastante The Donald è meno temuto, ma proprio questa vulnerabilità può spingerlo a forzature di segno opposto, usando con brutalità i poteri, comunque ampi, che gli rimangono: ha pur sempre il controllo dell’apparato militare e di polizia, dei servizi segreti, della Giustizia.
E mani libere su commercio, dazi, immigrazione, relazioni internazionali. Magari farà scelte azzardate in politica estera, ad esempio forzando Zelensly ad accettare l’accordo alle condizioni di Putin per togliere dal tavolo un tema di scontro, quando, a gennaio, si insedierà il nuovo Congresso a guida democratica.
donald trump e pete hegseth - gabinetto alla casa bianca
Comunque, rabbioso o collaborativo, sarà un presidente sempre più invecchiato e malandato, ora anche sconfitto, ormai al crepuscolo: non pensa più a un terzo mandato ma deve fronteggiare raffiche di accuse e preoccuparsi di difendere la sua eredità politica lasciandola nelle mani di un successore scelto da lui. Cosa non facile, visto che anche il suo vice e delfino, JD Vance, esce malandato da una campagna elettorale nella quale si è impegnato non meno di Trump.
Tornerà a dedicare molto tempo alla sua legacy architettonica: dall’arco di trionfo alla ballroom, vuole disseminare Washington di monumenti al trumpismo. Da seguire di persona, cantiere per cantiere: l’unica cosa che, ormai, gli dà soddisfazione, racconta chi gli è più vicino. Ma i dem possono rompergli il giocattolo bloccando i fondi.
LO TSUNAMI BLUE DEMOCRATICO ALLE ELEZIONI DI MIDTERM
Forse farà qualche epurazione: potrebbe saltare il ministro della Guerra, Pete Hegseth, anche se ieri Trump lo ha negato: l’ha sempre difeso, ma è diventato ingombrante, bersaglio sicuro dei democratici. [...]
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