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ASTA TOSTA! - ANTONIO RIELLO: "MARIA ELENA ARRIETA DE BLANQUIER E SUO MARITO CARLOS PEDRO BLANQUIER HANNO RACCOLTO UNA COLLEZIONE D'ARTE MODERNA LEGGENDARIA. GLI EREDI HANNO DECISO DI METTERLA IN ASTA: ACCADRÀ IL 18 NOVEMBRE NELLA SEDE DI 'SOTHEBY'S', A NEW YORK. CI SONO DIPINTI DI RENOIR, PISSARRO, MONET E GAUGUIN. MA DUE OPERE SONO DI ESTREMO INTERESSE: LA PRIMA È DI CÉZANNE (UN "ARLECCHINO") CHE POTREBBE ESSERE VENDUTO A 120 MILIONI DI DOLLARI. L'ALTRA VALE ANCHE DI PIÙ, SI PENSA AD UN RECORD D'ASTA ASSOLUTO, ED È "CHATAIGNIER EN FLEURS ROSES ET BLANCHES", DI VAN GOGH...
Antonio Riello per Dagospia
Maria Elena Arrieta de Blanquier, assieme al marito Carlos Pedro Blanquier (un discusso uomo d'affari argentino), ha raccolto una collezione d'Arte Moderna quasi leggendaria. Tutta messa assieme tra gli anni '70 e i '90 del secolo scorso.
Creata quasi tutta attraverso acquisizioni fatte a Londra, perlopiù da privati. In Argentina ad un certo punto fu perfino considerata una forma non-ufficiale di "tesoro nazionale". Nel 2019 dal paese sudamericano fu trasferita - non senza feroci polemiche - in un classico Free Port per beni di lusso in Lussemburgo.
l esperta d arte anne poulet con maria elena arrieta de blanquier
Maria Elena morì nel 2020 e Carlos Pedro nel 2023. Gli eredi (Maria Elena, Carlos, Alejandro, Santiago e Ignacio) alla fine hanno deciso di mettere in asta la collezione. Accadrà il 18 Novembre presso la sede di Sotheby's a New York. Ci sono dipinti di Renoir, Pissarro, Monet e Gauguin tanto per restare sui "valori sicuri". Ma due opere in particolare sono di estremo interesse.
La prima - davvero magnifica - è di Paul Cézanne: un "Arlecchino", del 1890. In questo quadro, particolarmente amato da Cézanne, il modello fu il figlioletto dell'artista. E' l'unico, dei suoi vari Arlecchini, non musealizzato (ovvero disponibile sul mercato). Sotheby's confidenzialmente si aspetta di poterlo vendere sui 120 milioni di Dollari.
L'altra vale probabilmente anche di più. Si pensa ad un record d'asta assoluto. E' "Chataignier en fleurs roses et blanches", di Vincent Van Gogh. Una pittura, di fatto, relativamente poco conosciuta al grande pubblico: realizzata ad Auvers nel 1890, circa due mesi prima della sua morte. Siamo nello stesso periodo della famosa "Notte Stellata" e dell'altrettanto celebre "Ritratto del Dr Gachet". Vedremo cosa succederà. Le aspettative naturalmente sono molto alte.
E' comunque affascinante guardare ai destini delle grandi collezioni private. Inevitabilmente gli eredi - prima o poi - passano all'incasso. E' come se avvenisse una forma di "ridistribuzione del patrimonio culturale". Certo non è un "esproprio proletario" e nemmeno una tassa sui super-patrimoni, ma comunque i lavori - dopo essere stati trattenuti in un lungo sonno - entrando sul mercato almeno aumentano la probabilità di poter essere finalmente ammirati. E' una questione statistica.
Va ricordato che un numero significativo di opere d'Arte importanti - trasmutate in investimenti tout court - sono congelate nei Free Port lussemburghesi e svizzeri. E' come se contenessero delle preziose "belle addormentate" che in certi casi rimangono in questo stato di ibernazione per parecchi decenni. Il più fornito sembra essere quello che sorge a Ginevra. In pratica sono delle casseforti sotterranee giganti: dei "musei invisibili" e non visitabili (oltre che ovviamente inviolabili e fiscalmente opachi).
van gogh il ritratto del dott gachet
Certo le opere sono ben conservate, lontane dalle intemperie e dai vandali. Ma si può guardare alla faccenda come ad una sorta di massiccia privatizzazione della Storia dell'Arte. Un atto - sebbene formalmente legittimo - di requisizione ipogea di un qualcosa che è senz'altro molto di più di un semplice bene mobile: di solito in questi casi si usa (forse un po' enfaticamente) il termine "Patrimonio dell'Umanità". Benvengano dunque le aste come questa che, in qualche modo, aiutano a riportare alla luce i tesori nascosti.
free portese
ginevra entrata free port
van gogh chataingnier en fleurs roses st blanches
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