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NO “BASKO”, IO NON CI CASCO! SCAMPATO AL CROLLO DEL PONTE MORANDI, IL CAMION "BASKO" CHE LA MATTINA DEL 14 AGOSTO 2018 SI È FERMATO A POCHI CENTIMETRI DAL BARATRO, ADESSO TORNA A GENOVA - SOGEGROSS, CUI FA CAPO L’INSEGNA ‘BASKO’, HA DECISO DI RIACQUISTARE DA 'ITALCAR' IL 'VOLVO FM 300', CHE NEL PARCHEGGIO DI DALMINE, IN PROVINCIA DI BERGAMO ERA DIVENTATO OGGETTO DI UNA ESASPERANTE CACCIA AI SELFIE - VIDEO
ANDREA BARSANTI per www.lastampa.it
Ha inchiodato a pochi passi dal baratro, davanti lo scenario apocalittico di tonnellate di calcestruzzo che precipitano nel vuoto portandosi dietro decine di auto e 43 vite, cambiando per sempre la storia di Genova, se non di tutta Italia. Diventato uno dei simboli della tragedia del crollo del ponte Morandi, dopo qualche peripezia il camion Basko che la mattina del 14 agosto 2018 era guidato dall’autista 37enne Luigi Fiorillo torna adesso a casa in altre vesti.
Cabina blu e cassone verde acceso con la scritta rossa “Basko”, colori sgargianti che lo hanno reso l’unica macchia di colore in uno scenario grigio cupo, il Volvo Fm 300 di proprietà dell’azienda di autotrasporto Damonte (cui il gruppo Sogegross ha appaltato il servizio di consegna Basko) è rimasto per settimane sull’orlo del precipizio del troncone ovest del viadotto sul Polcevera, sino a quando, con il via libera delle autorità, non era stato rimosso e restituito alla Damonte.
Che alla fine aveva deciso di venderlo, affidandolo insieme con altri 4 veicoli alla Italcar di Dalmine, in provincia di Bergamo: a inizio marzo il Volvo era arrivato nel piazzale del rivenditore di veicoli industriali usati, la foto pubblicata poi sul sito dell’azienda con le specifiche, quasi 900 mila chilometri percorsi,anno di produzione 2009, prezzo nascosto e trattativa riservata.
Il camion in quel piazzale ci è rimasto poco, soprattutto dopo la diffusione della notizia che si trattava davvero di “quel” Volvo. E così, dopo giorni in cui il piazzale della Italcar è stato affollato da curiosi che sarebbero arrivati addirittura a scattarsi un selfie con il “miracolato” del ponte Morandi, Basko ha deciso di comprarlo per riportarlo nella sua città: “Quando abbiamo saputo che era stato venduto, abbiamo deciso di acquistarlo per riportarlo a Genova - ha confermato Lucia Bruzzone, responsabile relazioni esterne del gruppo Sogegross, cui fa capo Basko -. Pensiamo sia questa la sua ‘casa’, visto il grande valore simbolico di speranza che questo camion ha assunto dopo la tragedia di Ponte Morandi”.
Ancora non è chiaro come il camion verrà impiegato: Sogegross ha ammesso che “per questo suo significato simbolico, non abbiamo ancora valutato come poterlo utilizzare”. Sui social network, però, sono già arrivati numerosi suggerimenti: c’è chi chiede che venga trasformato in una sorta di monumento per ricordare il crollo e le 43 persone che vi hanno perso la vita, altri invocano invece la sua distruzione in una sorta di “rito esorcizzante”. Di certo c’è che resterà suo malgrado nella storia, a prescindere da quale sarà il suo futuro.
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