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BIG TECH SFRUTTA LE NOSTRE DEBOLEZZE, MA NON PUÒ RIMANERE IMPUNITA PER SEMPRE – DOPO IL SUICIDIO DI UNA BAMBINA DI 12 ANNI, PER LA PRIMA VOLTA UNA FAMIGLIA ITALIANA FA CAUSA A META E A TIKTOK, ACCUSATI DI AVER CONTRIBUITO AD ACCELERARE IL MALESSERE DELLA RAGAZZINA: “IN SEI MESI ERA PASSATA DA SCRIVERE DAL DISAGIO CHE PROVAVA A CERCARE IMMAGINI E CONTENUTI CHE INNEGGIAVANO ALLA DEPRESSIONE LE VENIVANO RIPROPOSTI DI CONTINUO” - LE PIATTAFORME NON FANNO ABBASTANZA PER EVITARE L’ISCRIZIONE DEI MINORI CON ACCOUNT FALSI, E GLI ALGORITMI SONO PENSATI PER CREARE DIPENDENZA E POTENZIARE LE EMOZIONI FORTI (POSITIVE O NEGATIVE, NON IMPORTA)

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Estratto da “Avvenire”

 

dipendenza dai social network

«Per noi è stata una tragedia, probabilmente nata da altro, ma sicuramente accelerata, spinta da algoritmi e navigazioni, in sei mesi è stata come una malattia fulminante e noi eravamo senza armi».

 

Sono parole di Irene Roggero, madre di una bambina di 12 anni, che si è suicidata nel febbraio del 2024, e che, assieme al marito e ad un'altra decina di famiglie […] ha presentato un’azione civile di “inibitoria” contro Meta (Instagram e Facebook) e TikTok.

 

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Ricorso con il quale hanno chiesto al tribunale di Milano «con urgenza» di sospendere tutti gli account social, fino a che le piattaforme non si adopereranno con mezzi adeguati per controllare effettivamente l’età degli utenti.

 

Si stima […]  che milioni di bambini, «tra i 7 e i 14 anni, siano attivi su Meta e TikTok con dati non verificati o falsi». Ieri, davanti ai giudici della sezione Imprese, si è svolta l’udienza di discussione del procedimento cautelare, alla presenza anche dei legali dei due colossi dei social. Si tratta della prima causa in Italia di questo genere.

 

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La madre della bambina morta due anni fa ha raccontato ai cronisti che, dopo la tragedia, lei e il marito hanno scoperto che «in sei mesi era passata da scrivere, per sé stessa, del disagio che provava, del fatto di sentirsi un peso in una vita inutile, a cercare immagini e contenuti che inneggiavano alla depressione, disegni di ragazzini rotti e senza cuore, immagini tristi, paesaggi gotici, autunnali e le venivano riproposti di continuo, perché l’algoritmo le dava quello che lei cercava».

 

[…] Dopo l'udienza è attesa per i prossimi giorni una decisione sulla class action, sulla richiesta di inibitoria cautelare, da parte della sezione presieduta da Angelo Mambriani.

 

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«Chiediamo di andare rapidamente a decisione, dopo aver presentato il ricorso nel luglio 2025 – ha spiegato l’avvocato Commodo –, chiediamo che si attuino controlli effettivi sull’età degli utenti e di sospendere gli account che non si adeguano, perché esiste una normativa europea». Con i «documenti elettronici si può verificare effettivamente l'età».

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