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BUBÙ… SETTA! – A PERUGIA È STATA SCOPERTA UNA SETTA DEDITA A TRUFFE, ESTORSIONI E VIOLENZE SESSUALI: QUATTRO LE PERSONE FERMATE – A DENUNCIARE L’ORGANIZZAZIONE DI SVALVOLATI È STATO IL PAPÀ DI UNO DEI COMPONENTI: SUO FIGLIO GLI RACCONTAVA DI STAR SEGUENDO DEI CORSI DI ALCHIMIA CON UN "MAESTRO" E DI ESSERSI TRASFERITO INSIEME AL GRUPPO. DOPODICHÈ AVEVA INTERROTTO OGNI COMUNICAZIONE CON LA PROPRIA FAMIGLIA - I RUOLI ALL'INTERNO DELLA SETTA: C'ERANO "MAESTRO", "MAESTRA", "SCIAMANO" E "GUARITORE"...

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(ANSA) - PERUGIA, 31 MAR - Una presunta setta all'interno della quale sarebbe stata costituita un'associazione per delinquere finalizzata a commettere una "serie indeterminata" di reati quali truffa, estorsione e violenza sessuale, ai danni degli aderenti, è stata individuata dalla polizia di Perugia e dal Servizio centrale operativo del Dipartimento.

 

Disposto il fermo di tre uomini e una donna, indagati, a vario titolo (tre sono stati eseguiti mentre uno sarà estradato dall'estero). Coinvolte a piede libero altre due persone.

 

L'indagine, coordinata dalla Procura del capoluogo umbro, è stata avviata a seguito di una segnalazione pervenuta dal padre di un membro del gruppo. L'uomo ha riferito che il figlio, a metà del 2023, aveva iniziato a frequentare alcuni corsi di alchimia con un fantomatico "maestro" e in seguito - spiegano gli inquirenti in una nota della Procura - si era trasferito all'interno di una struttura del gruppo e aveva eseguito pagamenti mensili in favore dello stesso.

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Ha anche raccontato che aveva lasciato il suo lavoro per seguire l'associazione, prima in provincia di Pesaro Urbino e poi in Umbria, interrompendo completamente qualsiasi rapporto con amici e familiari.

 

La polizia ha così individuato la presunta associazione nell'ambito della quale operavano soggetti, con nomi ben definiti, "maestro", "maestra", "sciamano", "guaritore", che avrebbero partecipato all'attività della setta.

 

È emerso, altresì, come l'associazione fosse organizzata, con ruoli diversi per ogni appartenente, quali guida, addetto al reclutamento, con compiti di adescamento mediante tecniche volte a carpire la fiducia dei potenziali adepti, minacce di conseguenze in caso di abbandono del percorso, responsabile della realizzazione dei riti all'interno della setta e, infine, responsabile delle asserite pratiche curative.

 

Gli accertamenti sui conti correnti bancari, inoltre, hanno permesso di appurare che in favore della associazione, nel corso del tempo, sono stati fatti versamenti mensili e donazioni dagli associati per un valore complessivo di oltre 500.000 euro. Denaro - ritengono gli inquirenti - poi in parte utilizzato dagli indagati per l'acquisto di auto (alcune di lusso), pagamento di gioielli, ristoranti e altro.    

 

Per ottenere i pagamenti e indurli a non abbandonare l'associazione, gli indagati avrebbero fatto ricorso a tecniche di manipolazione, minacce di ripercussioni spirituali, di malattia o malasorte e promesse di salvezza.    

 

Gli ulteriori approfondimenti investigativi hanno consentito di far ritenere che un uomo, di 56 anni, mediante abuso di autorità, avrebbe approfittato del proprio ruolo di "maestro" e della situazione emotiva di particolare vulnerabilità di un'associata, per costringerla a subire diversi rapporti sessuali, inducendo quest'ultima a credere che fosse una pratica necessaria per la purificazione dell'anima.    

 

Per altri due indagati, con ruoli "marginali" all'interno dell'associazione, gli inquirenti procedono a piede libero per associazione a delinquere, di truffa ed estorsione.    Tre dei fermati sono stati rinchiusi nei carceri di Perugia e di Poggioreale. Per uno di loro, invece, risultato dimorante all'estero, si procederà con l'estradizione.

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