FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA…
BURIONI, SO’ DOLORI PER I FREGNONI - ANDREA CASADIO, NEUROLOGO E NEUROSCIENZIATO, SCRIVE A DAGOSPIA: "MI SONO SCOCCIATO CHE I GIORNALI ITALIANI E SCIENZIATI RISPETTABILI COME ROBERTO BURIONI DIFFONDANO TEORIE COSPIRATORIE PERICOLOSE E SOPRATTUTTO SENZA FONDAMENTO. IN UNA INTERVISTA A 'REPUBBLICA' DELLA SCORSA SETTIMANA, BURIONI AFFERMA: 'I LABORATORI DI WUHAN AVEVANO UN LIVELLO 2 IN BIOSICUREZZA. EQUIVALE ALLA CUCINA DI UN BUON RISTORANTE'" - "LASCIA INTENDERE CHE IL VIRUS DEL COVID È SCAPPATO DA UN LABORATORIO DOVE SCIENZIATI CINESI MANEGGIONI TRAFFICAVANO CON VIRUS PERICOLOSISSIMI. SONO CAZZATE" - ANDREA CASADIO SMONTA PUNTO PER PUNTO LE AFFERMAZIONI DEL VIROLOGO...
"NEI LABORATORI IN CUI VENGONO MANEGGIATI VIRUS C'E' POCA SICUREZZA. COSÌ RISCHIAMO TUTTI" - L'ALLARME DI ROBERTO BURIONI IN MERITO ALLA PESTE SIBERIANA: "QUANDO LA RUSSIA PARLA DI PESTE C'È MOTIVO DI AVERE PAURA. L'UNIONE SOVIETICA HA UNA TRADIZIONE SOLIDISSIMA NEL TENTARE DI USARE QUESTO AGENTE" - "PRIMA DEL COVID, A WUHAN SI FACEVANO ESPERIMENTI PER ADATTARE ALL'UOMO UN CORONAVIRUS DI PIPISTRELLO, E QUEI LABORATORI AVEVANO UN LIVELLO 2 IN BIOSICUREZZA, 2 SU 4. PIÙ O MENO EQUIVALE ALLA CUCINA DI UN BUON RISTORANTE" - "DEL COVID RESTA UN BUCO DI INFORMAZIONE CHE NON CI CONSENTE, A SEI ANNI DI DISTANZA, DI CHIARIRE IN MANIERA DEFINITIVA L'ORIGINE DEL VIRUS..."
Lettera di Andrea Casadio* a Dagospia
*Neurologo e neuroscienziato
Mi sono scocciato. Mi sono scocciato che i giornali italiani e scienziati rispettabili come Roberto Burioni diffondano teorie cospiratorie pericolose e soprattutto senza fondamento. In una intervista su Repubblica della scorsa settimana, ripresa anche da Dagospia, lo stimabile Burioni afferma:
“Prima del Covid, a Wuhan si facevano esperimenti per adattare all'uomo un coronavirus di pipistrello, e quei laboratori avevano un livello 2 in biosicurezza, 2 su 4. Più o meno equivale alla cucina di un buon ristorante”. In sostanza, Burioni lascia intendere che il virus del COVID è scappato da un laboratorio dove scienziati cinesi maneggioni trafficavano con virus pericolosissimi. Sono cazzate.
Non riesco a capire perché Burioni faccia affermazioni che lisciano il pelo alla destra trumpiana, a certa destra italiana e ai loro amici cospiratori. Il presidente Donald Trump, del resto, ha da sempre chiamato il virus del Covid il “virus cinese”. Lui, molti altri cospiratori - e adesso pure Burioni - sostengono che la pandemia di COVID è scoppiata per colpa di un “lab leak”, cioè di una fuga da un laboratorio cinese.
Dicono i cospiratori: a Wuhan, in Cina, c’è un laboratorio di virologia di Biosafety Level 2 – cioè un livello di sicurezza scandalosamente basso, dato che il massimo è 4 – dove scienziati pasticcioni facevano esperimenti di cosiddetto gain of function (guadagno di funzione), ovvero prendevano coronavirus innocui e li modificavano geneticamente per vedere se diventavano più aggressivi verso noi esseri umani, uno di questi ha infettato scienziati che lavoravano lì, è da qui è scoppiata l’epidemia. Peccato che sia tutto falso.
Punto primo: il laboratorio di virologia di Wuhan è un laboratorio di Bio Safety Level 4, e non 2, cioè del livello massimo di sicurezza.
Punto secondo: in quel laboratorio gli scienziati non stavano facendo esperimenti di gain of function (miei amici scienziati cinesi conoscono bene scienziati loro colleghi che in quel laboratorio ci lavorano), stavano semplicemente raccogliendo esemplari di virus isolati da animali selvatici cinesi per capire se avrebbero potuto infettare l’uomo.
In realtà, gli esperimenti di gain of function sul coronavirus li stava facendo il mio amico Ralph Baric, il massimo esperto di coronavirus al mondo, che con quel laboratorio cinese collaborava, solo che li stava facendo nei suoi laboratori nell’Università di Nord Carolina a Chapell Hill, in Nord Carolina, negli Usa, a migliaia di chilometri da Wuhan. Punto terzo: all’inizio della pandemia, nessuno degli scienziati del laboratorio di Wuhan si è ammalato di una sindrome simile al COVID. Insomma, pura fuffa.
Checché ne dicano Trump e Burioni, sull’origine del Covid gli scienziati e pure l’Oms hanno le idee chiare. Tutti gli articoli scientifici al riguardo sono concordi: la pandemia di Covid-19 ha avuto origine dal mercato Huanan, il mercato del pesce e della selvaggina di Wuhan. Ultimo di una lunga serie di ricerche, nel settembre 2024 un gruppo di scienziati guidati da Michael Worobey, dell’Università dell’Arizona, ha pubblicato sulla prestigiosa rivista Cell un articolo dal titolo: “Tracciamento genetico della selvaggina e dei virus all’epicentro della pandemia di COVID-19”
Scrivono: “Molti dei casi precoci conosciuti di COVID-19 lavoravano presso o visitavano il mercato del pesce di Huanan, della città di Wuhan. L’analisi retrospettiva dei primi casi di COVID-19 ha identificato 174 pazienti, ammalatisi nel dicembre 2019, il 32% dei quali aveva un legame accertato con questo luogo, su una città di 12 milioni di abitanti. Il mercato di Huanan era il luogo con il maggior numero di commercianti di animali selvatici di Wuhan. Svariati commercianti vendevano illegalmente procioni, zibetti, ratti del bambu, porcospini, ricci e tassi.
La maggior parte dei commercianti di selvaggina erano localizzati nell’ala ovest del mercato, quella dove lavorava la maggioranza dei casi precoci di COVID-19.” Subito dopo la pandemia il mercato è stato chiuso al pubblico, ma gli scienziati sono riusciti a trovare tracce del virus in molte delle gabbie o dei frigoriferi utilizzati dai venditori, ne hanno sequenziato il genoma e poi lo hanno paragonato ai campioni dei virus estratti dalle prime persone infettate dal virus a Wuhan, e hanno scoperto che erano identici.
E così, concludono: “Noi dimostriamo che i casi di sindrome respiratoria severa acuta da coronavirus 2 (SARS-CoV-2) fanno presumere che l’epidemia si sia originata dal mercato, e troviamo una maggiore incidenza di positività all’interno e nei pressi delle gabbie di selvaggina. Noi identifichiamo ratti e procioni come possibili ospiti intermedi.”
Detto in parole più semplici: gran parte dei primissimi individui che si sono ammalati di COVID-19 tra il novembre e il dicembre 2019 a Wuhan erano infettati da virus del COVID che appartenevano a due ceppi denominati A e B; gran parte di questi individui lavoravano oppure andavano a fare compere al mercato del pesce di Huanan; gli scienziati hanno trovato tracce di questi virus A e B, identici dal punto di vista genetico, in diverse gabbie del mercato di Huanan dove si vendevano ratti e procioni: quindi è molto probabile, per non dire quasi certo, che la pandemia di COVID-19 è nata dal mercato del pesce di Huanan, a Wuhan.
IL COVID SCAPPATO DAL LABORATORIO DI WUHAN - MEME BY OSHO
Uno scienziato, però, non vi potrà mai dire che ha l’assoluta certezza che la pandemia sia nata dal mercato di Wuhan, un politico invece vi potrà dire che è stata causata da un virus sfuggito da un laboratorio cinese, solo che il primo fa scienza, il secondo solo propaganda.
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