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VATTELA A PIA’ ‘NDER CUNEO! BUSTA PAGA PIÙ ALTA AD AGOSTO: ECCO DI QUANTO AUMENTANO GLI STIPENDI CON IL TAGLIO DEL CUNEO PREVISTO DAL DECRETO AIUTI BIS - PER UN LAVORATORE CON UN REDDITO DI 35 MILA EURO L’ANNO LORDI, IL TAGLIO SI TRADURREBBE IN UN AUMENTO MENSILE DELLO STIPENDIO DI CIRCA 27 EURO. CHI INVECE HA UN REDDITO LORDO DI 28 MILA EURO L’ANNO SI TROVEREBBE CIRCA 22 EURO IN PIÙ IN BUSTA PAGA AL MESE…
Valentina Iorio per corriere.it
Il governo si prepara a dare il via libera al decreto Aiuti bis che prevede, tra le altre cose, un taglio del cuneo fiscale per i lavoratori e l’anticipo della rivalutazione degli assegni pensionistici per ridare fiato al potere d’acquisto, ridotto drasticamente dall’inflazione e dal caro energia.
Il taglio del cuneo fiscale, allo studio, dovrebbe essere di un punto percentuale aggiuntivo rispetto a quello di 0,8 punti già in vigore fino a fine anno. La misura dovrebbe avere durata di sei mesi e dovrebbe valere solo per i lavoratori dipendenti con redditi fino a 35 mila euro l’anno.
Di quanto aumentano gli stipendi
Ma quanto potrebbe valere in busta paga questo taglio dei contributi? Per un lavoratore con un reddito di 35 mila euro l’anno lordi, il taglio si tradurrebbe in un aumento mensile dello stipendio di circa 27 euro. Chi invece ha un reddito lordo di 28 mila euro l’anno si troverebbe circa 22 euro in più in busta paga al mese. Per un lavoratore con un reddito di 15mila euro l’aumento mensile sarebbe di circa 12 euro.
Gli aumenti delle pensioni
Per i pensionati, invece, arriverà l’anticipo della rivalutazione di tre mesi (che era prevista per gennaio 2023) che dovrebbe essere attorno al 2%, a partire da settembre. L’aumento definitivo, che potrebbe essere superiore all’8%, tenendo conto dell’attuale dato dell’inflazione, partirebbe a gennaio 2023. Il Consiglio dei ministri è atteso a metà della prossima settimana, tra mercoledì e giovedì, per il via libera al pacchetto di misure. Ancora sul tavolo la definizione dei costi - in totale il decreto può contare complessivamente su 14,3 miliardi di risorse -, l’intervento sulle pensioni dovrebbe riguardare tutti e non solo chi ha assegni fino a 35 mila euro l’anno, ma la questione è ancora in discussione.
Il meccanismo attuale per la rivalutazione prevede tre fasce: il 100% fino a 4 volte la pensione minima, ovvero 523 euro al mese, il 90% tra 4 e 5 volte il minimo e i 75% sopra questa soglia. Dopo l’anticipo di settembre, bisognerà calcolare il conguaglio sulla base dell’indice annuo dell’inflazione accertato dall’Istat.
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