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C’È UNA MANONA DIETRO ALLE PROTESTE DEI PISCHELLETTI ITALIANI E FRANCESI? FORSE NO, MA DI SICURO C’È CHI NE APPROFITTA – I SERVIZI DI INTELLIGENCE RUSSI E I PROPAGANDISTI ANTI-OCCIDENTALI DIFFONDONO I VIDEO DELLE SCENE DI GUERRIGLIA URBANA A PARIGI E MILANO DESTABILIZZARE L'EUROPA - IL CAOS DELLA “GEN Z” DEI MARANZELLI DI SECONDA GENERAZIONE (DI CULTURA ISLAMICA) NON HA UN COLORE POLITICO, MA NON È UN CASO CHE COLPISCA SOPRATTUTTO LA FRANCIA, DOVE NEL 2027 SI TERRANNO LE ELEZIONI PRESIDENZIALI, L’ITALIA, VENTRE MOLLE DELLA NATO, E PRESTO POTREBBE ARRIVARE IN GERMANIA, DOVE I POST-NAZISTI DI AFD SONO PRIMO PARTITO – LA GUERRIGLIA URBANA NON FA CHE ALIMENTARE L'INSICUREZZA DEI CITTADINI ALLE PRESE CON UNA PRESSANTE CRISI ECONOMICA...

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CHI SPINGE SULLE PROTESTE IN FRANCIA

Dal profilo “X” Anonymous (@YourAnonCentral)

 

MILANO - SACCHEGGI DEVASTAZIONI E VIOLENZE DI DUEMILA RAGAZZI

Qualcosa da tenere a mente quando si incontrano video virali di rivolte francesi online. Soprattutto quando sono carichi di narrazioni e punti di discussione di destra, come accade su X. Prendi nota degli account che spingono questa campagna per una revisione futura.

 

I servizi di intelligence russi hanno una storia documentata di sfruttamento delle rivolte civili per destabilizzare i governi, approfondire le divisioni politiche e minare la fiducia pubblica nelle istituzioni democratiche.

 

milano vandalizzata e saccheggiata manifestazioni e proteste contro il caro vita 30 foto lapresse

Avvertimenti su possibili attacchi ibridi russi sono arrivati giorni e settimane prima delle proteste in Francia. Le grandi dimostrazioni offrono opportunità per sabotaggi, provocazioni e altre forme di interferenza da parte di attori che operano in mezzo al caos esistente, rendendo più difficile per le autorità distinguere la violenza politicamente motivata dalle operazioni straniere coordinate.

 

Le rivolte e gli scontri violenti possono essere sfruttati per aumentare le tensioni tra dimostranti e polizia. Un singolo incidente violento può innescare uno scontro più ampio, provocare una risposta pesante da parte della polizia e minare il sostegno pubblico per dimostrazioni altrimenti pacifiche.

 

MILANO - SACCHEGGI DEVASTAZIONI E VIOLENZE DI DUEMILA RAGAZZI

Gli operatori russi non devono controllare un movimento di protesta per sfruttarlo.

 

Le reti di influenza legate al Cremlino possono poi diffondere filmati selettivi, affermazioni fuorvianti e resoconti fabbricati sulla violenza. Lo stesso incidente può essere presentato a diversi pubblici in modi contraddittori: i manifestanti sono ritratti come estremisti violenti, mentre la polizia e i funzionari governativi sono accusati di repressione autoritaria. Entrambe le narrazioni incoraggiano ostilità e sfiducia.

 

milano vandalizzata e saccheggiata manifestazioni e proteste contro il caro vita 35 foto lapresse

È qui che il GRU e l'apparato di influenza più ampio della Russia diventano rilevanti. L'intelligence militare russa è stata implicata in sabotaggi e altre operazioni segrete in tutta Europa, mentre le reti online legate al Cremlino hanno condotto campagne coordinate per manipolare il dibattito politico. Le interruzioni fisiche e l'amplificazione online possono rafforzarsi a vicenda, sebbene siano necessarie prove per stabilire se siano coordinate in un incidente specifico.

 

Il tempismo degli avvertimenti prima delle grandi dimostrazioni è importante perché le autorità devono prepararsi alla possibilità di interferenze deliberate senza trattare i manifestanti legittimi come sospetti. I provocatori possono approfittare delle strade affollate, delle tensioni esistenti e della presenza di un gran numero di agenti di polizia. Qualsiasi violenza risultante potrebbe inizialmente essere attribuita ai manifestanti, indipendentemente da chi ne sia responsabile.

 

Le rivolte prolungate affaticano anche le risorse della polizia, consumano l'attenzione del governo e deviano il dibattito politico da altre questioni, inclusi il sostegno militare e diplomatico della Francia all'Ucraina.

 

Immagini di veicoli in fiamme, scontri di strada e infrastrutture danneggiate possono essere diffuse a livello internazionale per ritrarre la Francia e i suoi alleati europei come instabili. Queste immagini sono particolarmente utili alla propaganda russa quando presentate senza contesto o quando incidenti isolati vengono fatti apparire rappresentativi di un intero movimento di protesta.

 

minorenni e maranza saccheggiano negozio decathlon a milano 11 foto lapresse

La Russia non ha bisogno di organizzare dimostrazioni per trarne beneficio. Può sfruttare legittime lamentele, amplificare violenze isolate e incoraggiare gruppi opposti a incolparsi a vicenda.

 

Le proteste in Francia potrebbero avere cause del tutto legittime. Questo non impedisce ai servizi di intelligence russi di tentare di sfruttarle. Ma gli avvertimenti su possibili attacchi ibridi non sono, da soli, prove che operatori russi abbiano infiltrato le dimostrazioni o causato incidenti specifici.

 

RABBIA E VIOLENZA, L'OMBRA DELL'INTERNAZIONALE DEL DISORDINE DELLA GEN Z

Lorenzo Attianese per l’ANSA

 

minorenni e maranza saccheggiano negozio decathlon a milano 6 foto lapresse

L'emancipazione sui social, la mobilitazione online e infine la devastazione nelle strade, documentata con filmati su Tik Tok conditi da culture pop e 'meme attivismo'. È l'ascesa in piazza delle frange violente della Gen Z, soprattutto minorenni appena adolescenti - tra loro anche italiani di seconda generazione e stranieri - che fronteggiano con il linguaggio digitale i governi e le istituzioni del potere per poi creare disordini e saccheggi da filmare con il cellulare.

 

Le tensioni di queste ore in Italia, che portano inevitabilmente con sé la scia della protesta internazionale dilagata dalla Francia, sono al centro delle riflessioni di investigatori e intelligence che stanno monitorando il tam tam da cui sono nati gli appelli per due giornate di manifestazioni in tutta Europa, quella di sabato 17 scorso - che anche nel nostro Paese ha portato a scene di devastazione in varie citta - e del prossimo 20 novembre, indette dalla 'Gen Z Revolution - European Protest', a sostegno di studenti, diritti e un futuro più equo, con lo slogan 'ogni nazione, ogni città, la stessa lotta'.

 

minorenni e maranza saccheggiano negozio decathlon a milano 13 foto lapresse

Tik Tok è considerato lo strumento social più utilizzato per gli scambi di comunicazioni, ma ci sono anche piattaforme come Discord, un sistema di messaggistica istantanea, inizialmente nato per gli appassionati di videogiochi e che oggi conta centinaia di milioni di utenti in tutto il mondo e oggi usate per confronti politici e per l'organizzazione di manifestazioni.

 

Ma c'è anche la app 'Deriva' (un nome italianizzato di 'Geneva'), nata come mezzo di comunicazione alternativo a Discord, Slack e Whatsapp con l'obiettivo esplicito di offrire un luogo sicuro, privo di algoritmi e messaggi d'odio, senza conteggi di follower ma con chat, stanze video, forum e calendari per eventi.

 

Ad organizzarsi sulle piattaforme online nel nostro Paese sono soprattutto manifestanti tra i 13 e 18 anni, che non hanno apparentemente alcun leader o portavoce, ispirati dall'ondata di proteste giovanili e studentesche in tutta Europa partite da Parigi, proseguite a Bruxelles, Berlino e Tirana.

 

milano vandalizzata e saccheggiata manifestazioni e proteste contro il caro vita 26 foto lapresse

E se inizialmente il collante della mobilitazione erano i fondi all'istruzione, i temi si sono estesi al costo della vita, le politiche pubbliche oltre alle dure contestazioni ai venti di riarmo dell'Europa e la situazione a Gaza. E tra caos e violenza regna anche la cultura pop e meme attivismo, con i manifestanti che utilizzano l'ironia e i propri simboli generazionali per attirare l'attenzione dei media.

 

Uno degli esempi è l'esposizione ai cortei, in vari Paesi, della bandiera con il teschio e il cappello di paglia del manga 'One Piece', diventata simbolo globale di resistenza. A Milano la manifestazione indetta sabato 17 ottobre dal movimento 'Italia in Piazza', a cui hanno preso parte cinquemila persone partite da piazza Duomo "ha evidenziato da subito - secondo gli investigatori - una composizione assolutamente eterogenea dei gruppi, tra i quali è stata notata una massiccia presenza di giovanissimi, sia italiani, molti di loro risultati naturalizzati di seconda generazione, che stranieri, quasi tutti vestiti di nero e molti travisati". Insieme a a loro - spiegano ancora gli investigatori - hanno agito "anche altri gruppi di giovani che sulle prime non sembravano avere intenzioni aggressive e dalla composizione differente, che hanno però fatto da 'massa critica' ai primi, spalleggiandoli e affiancandoli".

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