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“C’È UN PROBLEMA DI CONCORRENZA SLEALE” – LA FIGISC, L'ASSOCIAZIONE DEI DISTRIBUTORI DI CARBURANTE CHE FA CAPO A CONFCOMMERCIO, VALUTA DI RIVOLGERSI ALL’ANTITRUST, DOPO LA DECISIONE DI ENI E DI IP DI FISSARE UN TETTO AI PREZZI DI BENZINA E DIESEL NEI LORO DISTRIBUTORI – IL PRESIDENTE DELLA FIGISC, BRUNO BEARZI: “SOLO LE SOCIETÀ PETROLIFERE ‘INTEGRATE’, QUELLE CHE CONTROLLANO TUTTA LA FILIERA DALL'ESTRAZIONE ALLA DISTRIBUZIONE, POSSONO FARE OPERAZIONI COME QUELLA ANNUNCIATA DA ENI. GLI ALTRI, CHE ACQUISTANO CARBURANTI DA RIVENDERE IN CONVENZIONE, E COSTITUISCONO IL 50% DELLA RETE, NON SONO NELLE CONDIZIONI DI PRATICARE UN PREZZO INFERIORE. QUINDI SUBIRANNO UNA DIMINUZIONE DELLE VENDITE”
BRUNO BEARZI - “È CONCORRENZA SLEALE VALUTIAMO AZIONI COMUNI ANCHE ALL’ANTITRUST”
Estratto dell’articolo di Rosaria Amato per “la Repubblica”
Uno «svantaggio competivo» che potrebbe anche essere valutato come abuso di posizione dominante: la Figisc, l'associazione dei distributori di carburante che fa capo a Confcommercio, ha convocato per oggi il consiglio nazionale per valutare l'impatto della decisione di Eni, seguita da Ip, di fissare un tetto ai prezzi di benzina e gasolio. [...]
Che impatto avranno le decisioni di Eni e di Ip sui gestori?
«I gestori Eni da lunedì si vedranno decurtare dalle loro scorte dai 16 ai 20 centesimi di valorizzazione per litro di carburante. Di solito ogni gestore ha un margine di guadagno compreso tra i 3,5 e i 4 centesimi. Il taglio annunciato quindi causerà delle perdite».
E tutti gli altri, quelli che decideranno di andare avanti con i prezzi di mercato?
«Solo le società petrolifere integrate verticalmente, che quindi hanno nel loro core business tutta la filiera, dall'estrazione alla distribuzione, possono fare operazioni come quella annunciata da Eni. Gli altri, che acquistano carburanti da rivendere in convenzione, e costituiscono il 50% della rete, non sono nelle condizioni di praticare un prezzo inferiore e quindi subiranno una diminuzione delle vendite».
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Ma c'è un altro aspetto, non secondario: quando alcuni anni fa Eni adottò un analogo provvedimento, i suoi distributori hanno venduto molto di più, ma siccome la rete di rifornimento rimane la stessa, a un certo punto molti impianti sono rimasti a secco, e questo ha causato disservizi e problemi a cascata».
Ci sono azioni che state valutando per tutelare i gestori che non potranno permettersi di calmierare i prezzi?
«C'è sicuramente un aspetto della questione che può essere ricondotto alla concorrenza sleale, visto che c'è una forte differenza tra chi ha una filiera integrata e chi ha una rete di dieci impianti: noi come organizzazione dobbiamo tutelarli tutti».
Pensate di rivolgervi all'Antitrust?
«Siamo convinti che tutti dovrebbero avere le stesse possibilità di competere, ma non c'è ancora una presa di posizione da parte nostra: concorderemo la linea a livello unitario. È successo tutto nel fine settimana, non c'è stato il tempo di confrontarsi sulle azioni da intraprendere. Come Figisc oggi terremo un consiglio nazionale. Poi sentiremo i colleghi di Faib e Fegica, per capire se ci sono azioni comuni da intraprendere». [...]
2. CAUTELA A PALAZZO CHIGI PER LE NORME A TUTELA DEL MERCATO
Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per "la Repubblica"
giorgia meloni - caro carburanti - foto lapresse
[...] Come è noto, Eni gestisce il 18% dei distributori, l'Ip un altro 21%. L'eventuale via libera della Q8 – con il suo 13%, pari a 2.900 punti vendita – permetterebbe di superare ampiamente la metà dei punti carburante nel Paese. Ma sono proprio questi numeri a consigliare cautela da parte di Palazzo Chigi.
E spingono la premier, fin dal via libera alle misure di "contenimento" annunciate da Claudio Descalzi, a mantenere ufficialmente un profilo basso. La ragione risiede nelle regole dell'Antitrust. Il pressing diplomatico della premier si esercita infatti su società quotate.
E un eventuale cartello "di fatto" – per di più favorito dal governo – potrebbe indurre i distributori più piccoli a fare appello alle norme che governano la concorrenza. Ecco perché la leader si limita a plaudire alla decisione di Ip, senza esagerare: «È un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane che conferma che è possibile contribuire concretamente a contenere il caro carburanti.
Desidero ringraziare per questo il presidente dell'Azerbaigian, Ilham Aliyev, per il segnale di attenzione che rafforza la nostra cooperazione, e il presidente di Socar, Rovshan Najaf. Il governo continuerà a lavorare per sostenere le famiglie e proteggere il loro potere d'acquisto, soprattutto in questa fase internazionale così complessa». [...]
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