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BENTORNATI “TROUBLES” – IL CAOS SCOPPIATO A BELFAST, DOPO CHE IL RIFUGIATO SUDANESE HADI ALODID HA TENTATO DI DECAPITARE IL 44ENNE STEPHEN OGILVIE, RIPORTA L’IRLANDA DEL NORD AL CONFLITTO TRA NAZIONALISTI CATTOLICI E I LEALISTI PROTESTANTI DI 30 ANNI FA – SOLO CHE QUESTA VOLTA NEL MIRINO CI SONO GLI STRANIERI, CHE ABITANO PRINCIPALMENTE NELLE ZONE PROTESTANTI DELLA CAPITALE NORDIRLANDESE – ALLA BASE DELLE PROTESTE CI SONO LA PAURA DELL'IMMIGRAZIONE E IL MALCONTENTO ECONOMICO, ALIMENTATI ANCHE DALLA RETORICA DELLA DESTRA RADICALE, CHE HA TROVATO TERRENO FERTILE TRA I LEALISTI… - VIDEO

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belfast, rifugiato sudanese cerca di decapitare uomo

Estratto dell’articolo di Guido De Franceschi per il "Corriere della Sera"

 

I disordini che si sono scatenati a Belfast e in altre località dell’Irlanda del Nord dopo che lunedì il rifugiato sudanese Hadi Alodid ha tentato di uccidere, ferendolo gravemente, il 44enne Stephen Ogilvie, sembrano avere poco a che vedere con il conflitto, sopito da quasi 30 anni, ma mai del tutto spento, tra nazionalisti cattolici e lealisti protestanti.

 

 Questa volta, infatti, sono chiaramente gli stranieri il bersaglio delle turbe di giovani mascherati che hanno incendiato auto e abitazioni e che nella notte tra mercoledì e giovedì si sono di nuovo scontrati con la polizia, che li ha respinti con un cannone ad acqua. Il segretario di Stato per l’Irlanda del Nord Hilary Benn è stato chiaro: «Beh, se le persone diventano un obiettivo in base al colore della pelle, in che altro modo si può descrivere ciò che sta succedendo? Sono atti criminali razzisti».

rivolte anti migranti a belfast 2

 

Senonché, […] i disordini più violenti si sono verificati in zone della città ad alta densità di abitanti protestanti. E questo avviene non solo perché i lealisti tendono a essere più di destra e ospitano quindi frange più sensibili ai messaggi del leader di Reform (e padre della Brexit) Nigel Farage, del suo ex alleato e ora avversario Rupert Lowe o dell’agitatore Tommy Robinson, che cercano di capitalizzare e trasformare in voti la paura dei cittadini.

 

La ragione risiede anche in un più banale dato demografico: a Belfast, i cattolici sono in aumento e i protestanti diminuiscono. E quindi è più facile che gli immigrati stranieri trovino un alloggio nelle zone protestanti che in quelle cattoliche. […]

 

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Tra l’altro, dopo la «pace» del 1998, dai gruppi paramilitari protestanti attivi durante i Troubles (così come da quelli cattolici) sono nate organizzazioni criminali che controllano alcune aree della città e che quindi, anche se non avessero avuto alcun ruolo nell’accendere queste proteste stradaiole, avrebbero il potere di spegnerle. […]

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