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IL CARO-CARBURANTI È DIVENTATO UNO PSICODRAMMA PER GIORGIA – MENTRE IL PREZZO DEL DIESEL RAGGIUNGE I 3 EURO AL LITRO (ALLE POMPE IN AUTOSTRADA), MELONI E GIORGETTI TENTANO UNA “STERZATA” NELLA STRATEGIA FINO A QUI FALLIMENTARE SUL TAGLIO ALLE ACCISE: IL PASSAGGIO DAGLI SCONTI A PIOGGIA A QUELLI SELETTIVI, SOLO PER LE FASCE DI REDDITO PIÙ BASSE – MA A PALAZZO CHIGI C’È IL TIMORE CHE I “FURBETTI” POSSANO APPROFITTARSI DEI BONUS SUI CARBURANTI, COME AVVENUTIO PER PER IL REDDITO DI CITTADINANZA. AD ESEMPIO: CHI NON GUIDA POTREBBE CEDERE IL PROPRIO CREDITO, IN CAMBIO DI UNA SOMMA DI DENARO, A UN AUTOMOBILISTA A CUI NON SPETTA L’AIUTO…

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Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo per www.repubblica.it

 

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

È un cambio di strategia in corsa. Da confezionare nel pieno dell’emergenza. Imposto dal vincolo che nessun governo può eludere, neppure quello che si appresta a diventare il più longevo della Repubblica. Ecco il paletto: i soldi in cassa. Ecco la sterzata: il passaggio dagli sconti a pioggia a quelli selettivi. [...]

 

Lo psicodramma sugli aiuti contro il caro carburanti va in scena in modalità remoto, quella che Giorgia Meloni sceglie al mattino per un vertice di maggioranza che si scopre presto attraversato da incognite e divisioni.

 

caro carburanti - benzina

Perché se la premier ha vita facile nel mettere d’accordo i suoi vice Antonio Tajani e Matteo Salvini, insieme al leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, sul decreto ponte per contenere la stangata sul controesodo, la musica invece cambia quando chiede a Giancarlo Giorgetti di aggiornare il conto della spesa in vista del prossimo provvedimento.

 

Il totale dei dodici decreti messi in fila da metà marzo per tagliare le accise fa 2,6 miliardi. Il saldo politico è una rincorsa ai prezzi che non si ferma. Di più: gli sconti alla pompa bruciati dai rincari. In un’immagine: oggi un litro di benzina o di diesel costa di più rispetto a sei mesi fa, quando è scoppiata la guerra in Iran.

 

giorgia meloni - cinquanta sfumature di greggio - meme by emiliano carli

[...]  «Bisogna trovare una soluzione il prima possibile», dice per introdurre la questione. Altrimenti – ragiona – si rischia di «buttare» altri soldi che possono invece tornare utili per la manovra. Parte così una discussione su come abbandonare il taglio orizzontale delle accise per tentare la strada degli aiuti rivolti alle fasce più deboli.

 

Lo schema regge dal punto di vista politico: il sostegno ai redditi bassi è in linea con le politiche promosse dall’esecutivo. Ma – è il nodo – per giustificare la sconfessione di uno schema difeso per cinque mesi serve un’alternativa solida. Soprattutto occorre superare i dubbi che nelle settimane scorse hanno sbarrato la strada a un intervento riservato a chi sta pagando di più lo scotto del caro energia.

 

giancarlo giorgetti giorgia meloni foto lapresse.

È da aprile che dentro Fratelli d’Italia si pensa a sostegni selettivi. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha provato più volte a sdoganare il modello, facendo leva sulla carta “Dedicata a te”, il contributo di 500 euro erogato alle famiglie con Isee fino a 15mila euro per la spesa al supermercato.

 

Era tutto pronto: l’idea di un bonus benzina di 100 euro da caricare sulla card ideata dai meloniani, così come la rivendicazione di un governo che sa selezionare i beneficiari più bisognosi.

 

Ma qualcosa è andato storto. E quel qualcosa è tornato a galla ieri, quando i leader della maggioranza si sono interrogati sull’opportunità di usare la carta per gli acquisti dei beni alimentari. Dubbi, paure. Il timore che il contributo possa diventare un nuovo Reddito di cittadinanza, nella declinazione negativa che la destra ha sempre dato della misura.

 

MEME SUL CARO BENZINA

Al vertice si evocano i «furbetti», il rischio che il bonus possa essere monetizzato. Truffe, insomma. Spunta anche il caso di scuola: chi non guida potrebbe cedere il proprio credito, in cambio di una somma di denaro, a un automobilista a cui non spetta l’aiuto. Che così potrebbe spendere il buono dal benzinaio, avvantaggiandosi a sua volta. Scenari tutti da verificare, ma utili per alimentare lo spettro dell’illegalità e coprire le divisioni interne. Ecco perché gli aiuti selettivi non sono pronti.

 

Non lo sono anche perché Matteo Salvini non ci sta a dare carta bianca a palazzo Chigi. Per questo mette a verbale che i sostegni devono andare ai redditi bassi, ma anche alle «categorie». Le elenca una per una: partite Iva, autonomi, tassisti e camionisti. Sono categorie, ma sono anche bacini elettorali della Lega. Da tutelare, se non da riconquistare. [...]

BENZINA E CARO CARBURANTI - VIGNETTA BY STEFANO ROLLI