DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE…
“PERDIAMO A TAVOLINO MA VINCIAMO COME PERSONE. ERA IL MINIMO CHE POTESSIMO FARE” - IL CASCINA MAMETE, LA SQUADRA DI CALCIO GIOVANILE CON CUI COLLABORAVA ALDO MARRA, IL 55ENNE UCCISO A COLTELLATE FUORI DA UN BAR A CANTÙ, IN PROVINCIA DI COMO, AVEVA CHIESTO DI RINVIARE LA PARTITA DI SECONDA CATEGORIA CONTRO LA ACADEMY BREGNANESE, MA GLI AVVERSARI NON HANNO ACCETTATO – ALLORA SOLO SETTE GIOCATORI DEL “MAMETE” SI SONO PRESENTATI IN CAMPO, CON UNO STRISCIONE PER RICORDARE “ALDONE”, E POI HANNO ABBANDONATO IL TERRENO DI GIOCO: “SIAMO ARRABBIATI, NON CE LA SENTIVAMO DI GIOCARE DOPO QUELLO CHE È SUCCESSO…”
Estratto dell’articolo di A. Cam. per il "Corriere della Sera"
Per i suoi ragazzi era «Aldone», o meglio «Ald1», il “gigante buono”. Una vita ad allenare generazioni di bambini e calciatori, dal San Michele al Cascina Mamete. Aveva lasciato la panchina, ma continuava a collaborare. […] «Ald1», Aldo Marra, 55 anni, è stato ucciso a coltellate sabato pomeriggio fuori da un bar a Cantù dopo una lite banale.
Per l’omicidio è stato arrestato Cristian Maffia, 33 anni di Cantù. «Mi ha preso in giro per l’accento calabrese», ha detto ai carabinieri che lo hanno fermato. I clienti del bar hanno spiegato invece che Maffia avrebbe infastidito la cameriera e Marra è intervenuto per difenderla. Poi le coltellate fatali.
striscione dei calciatori del cascina mamete per aldo marra
I suoi ragazzi del «Mamete» ieri hanno chiesto di poter rinviare la partita di campionato, seconda categoria, contro la Academy Bregnanese. Gli avversari, primi in classifica, non hanno accettato.
«Non me lo so spiegare, siamo davvero arrabbiati, noi non ce la sentivamo proprio di giocare dopo quello che è successo ad Aldo», dice Celestino Bredice a nome di tutti.
La squadra è arrivata al campo a Cantù con uno striscione per ricordare «Ald1». Sono entrati in campo solo sette giocatori per srotolare il cartello e osservare un minuto di silenzio. Pochi calci alla palla dopo il fischio dell’arbitro, poi hanno abbandonato il terreno di gioco: «Perdiamo a tavolino ma vinciamo come persone — dicono uniti —. Era il minimo che potessimo fare per Aldo». […]
I colleghi si sono stretti attorno alla moglie Nicoletta e ai figli Serena e Filippo. Nell’azienda del settore del legno in cui lavorava, la Tabu, erano tutti affezionati al «gigante buono». «La sua voce grossa, prorompente, i modi quasi goffi…» ricordano commossi. «Non avrebbe mai fatto male a nessuno, era sempre pronto ad aiutare».
cristian maffia
striscione dei calciatori del cascina mamete per aldo marra
cristian maffia
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