DAGOREPORT - CHE ARIA TIRA NEGLI USA IN VISTA DELLE MIDTERM? DONALD TRUMP HA TRASFORMATO IL VOTO IN…
IL CASO DAVID ROSSI È PEGGIO DI UNA SPY STORY – SECONDO LA COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA SULLA MORTE DEL CAPO DELLA COMUNICAZIONE DI MPS, L’EX PRESIDENTE DELLA BANCA, GIUSEPPE MUSSARI, SAREBBE IL MANDANTE DELL’OMICIDIO, E GABRIELE CECCHERELLI, EX GIOCATORE DEL CALCIO STORICO FIORENTINO, AVEREBBE “ASSOLDATO” GLI ESECUTORI DELL'AGGRESSIONE – PICCOLO PARTICOLARE: AD ACCUSARE I DUE È UN IMPRENDITORE CALABRESE PREGIUDICATO, CONDANNATO A 7 ANNI PER PER ESTORSIONE, CONSIDERATO DAGLI INQUIRENTI VICINO ALLA ‘NDRANGHETA: “SIA IL CECCHERELLI CHE MUSSARI AVEVANO PAURA CHE ROSSI POTESSE PARLARE”. IL MOVENTE DELL’AGGRESSIONE SAREBBE LEGATO ALLE SPONSORIZZAZIONI DELLA BANCA – IL PREGIUDICATO ACCUSATORE GETTA OMBRE SULLO STESSO ROSSI: “NON ERA MOLTO PULITO, ERA IN AFFARI CON IL BOSS NICOLINO GRANDE ARACRI, FACEVA FRUTTARE I SUOI SOLDI” – “LE IENE” INTERVISTANO MUSSARI – VIDEO
1 - DAVID ROSSI, LA COMMISSIONE ACCUSA: «MUSSARI ORDINÒ UN’INTIMIDAZIONE»
Estratto dell’articolo di Antonella Mollica per il “Corriere della Sera”
La ‘Ndrangheta, fiumi di soldi, la droga, le sponsorizzazioni del Monte dei Paschi, due collaboratori di giustizia che raccontano di un omicidio avvenuto per errore, i verbali degli accusatori pieni di omissis, ma con i nomi degli accusati in chiaro: il banchiere e il giocatore del calcio storico fiorentino.
La commissione parlamentare d’inchiesta bis non solo è certa che si sia trattato di un omicidio e non di un suicidio, come stabilito da due inchieste della magistratura, ma arriva, con una modalità del tutto inedita, addirittura a indicare i responsabili della morte: Giuseppe Mussari, storico ex presidente di Mps, oggi avvocato, sarebbe il mandante, Gabriele Ceccherelli, 70 anni, detto «lo Zena», ex giocatore del calcio storico fiorentino ed ex buttafuori nelle discoteche, sarebbe stato invece l’organizzatore, quello che avrebbe individuato gli esecutori, probabilmente altri calcianti, che al momento però non sono ancora stati identificati.
[…] «Solo calunnie», la replica dei protagonisti. «Diamo la nostra disponibilità alla commissione» dice l’avvocato Federico Bagattini, difensore di Ceccherelli.
A fare il nome dei due è un imprenditore calabrese pregiudicato, considerato dagli inquirenti vicino alla ‘ndrangheta, che gestiva due gelaterie a Bologna e che è stato condannato a sette anni lo scorso gennaio per estorsione, intestazione fittizia di beni e porto abusivo di armi. Sarebbe stato lui a contattare nei mesi scorsi la trasmissione televisiva «Le Iene» dicendo di sapere qualcosa sul caso.
Rossi, racconta, sarebbe stato malmenato e messo a «a testa in giù dalla finestra, preso per i piedi e dall’orlo dei pantaloni», lui «continuava a divincolarsi e all’improvviso la posizione del corpo «si è invertita» ed è caduto. Non c’era intenzione di uccidere, spiega, doveva essere un gesto intimidatorio è poi diventato un omicidio «perché Rossi era scivolato dalle mani di uno».
LE IENE - INCHIESTA SULLA MORTE DI DAVID ROSSI
Il collaboratore di giustizia mette sul banco degli imputati anche lo stesso David Rossi: «Non era molto pulito, era in affari con il boss Nicolino Grande Aracri» e con persone a lui vicine. «Gestiva i conti correnti per loro e aveva accesso a tali conti: faceva fruttare i loro soldi, spostandoli da un conto all’altro, convertendoli in criptovalute, poi riconvertendo i bitcoin in denaro contante».
L’altro collaboratore, un brasiliano la cui testimonianza sul caso Rossi era stata già vagliata da un’autorità giudiziaria, è sulla stessa scia: «Rossi era in grado di trasferire fino a 50 milioni di euro con un solo clic del computer».
I due «accusati» verranno adesso convocati dalla commissione d’inchiesta, spiega il presidente Vinci: «Viene data loro la possibilità di difendersi con una modalità del tutto nuova per questa commissione, ossia in una sorta di interrogatorio dove ci sarà l’assistenza di un avvocato e la possibilità di avvalersi della facoltà di non rispondere».[…]
2 -DAVID ROSSI, LE IENE INTERVISTANO MUSSARI. OCCHIPINTI: “ERA OMICIDIO, COMMISSIONE CONFERMA”
MORTE DI DAVID ROSSI - RICOSTRUZIONE UOMO NEL VICOLO
(Adnkronos) - “La Commissione ha fatto un lavoro straordinario nella ricostruzione della dinamica della morte di David Rossi, arrivando alle stesse conclusioni a cui siamo arrivati noi in questi 10 anni di inchiesta, cioè che si trattasse di un omicidio”. Marco Occhipinti, giornalista e autore de Le Iene, commenta così all'Adnkronos gli ultimi sviluppi dell'inchiesta sulla morte dell'ex responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, precipitato dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013.
Occhipinti, insieme ad Antonino Monteleone, è stato tra i primi a contestare l'ipotesi del suicidio e da anni segue il caso con inchieste, puntate dedicate e anche battaglie in tribunale per aver riportato le dichiarazioni di testimoni.
LE IENE - INCHIESTA SULLA MORTE DI DAVID ROSSI
Queste parole arrivano dopo le rivelazioni del presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta, Gianluca Vinci, che sulla base delle testimonianze di due detenuti ha indicato Giuseppe Mussari, ex presidente di Mps, come presunto mandante di un'azione intimidatoria contro Rossi, e Gabriele Ceccherelli, ex protagonista del Calcio storico fiorentino, come colui che avrebbe reclutato gli esecutori. Un'intimidazione che sarebbe degenerata nella morte del manager.
FIGURA DI UN UOMO NEL VICOLO SOTTO L'UFFICIO DI DAVID ROSSI – RICOSTRUZIONE CON L'AI DEI RIS
Accuse ancora da riscontrare sul piano giudiziario, respinte da entrambi gli interessati. “Le conclusioni a cui arrivano i Ris e la Commissione sono le stesse cui arriva la perizia da noi commissionata all'ingegner Monfreda”, osserva Occhipinti. “Nella simulazione con il manichino virtuale, frame per frame, la caduta corrisponde a quella di David nel video solo se il manichino viene tenuto per i polsi e lasciato cadere dalla finestra da almeno due uomini”.
Il caso tornerà al centro della puntata de Le Iene di giovedì 22 ottobre, in prima serata su Italia 1, con un servizio di Marco Occhipinti e Roberta Rei che proporrà le interviste esclusive a Mussari e Ceccherelli.
le iene servizio su david rossi
La trasmissione rivelerà inoltre come uno dei nuovi testimoni sentiti recentemente dalla Commissione, sia prima entrato in contatto con Le Iene: “Il 13 marzo scorso un detenuto ci ha scritto dal carcere, poi ci ha scritto altre tre volte, sostenendo di avere notizie sulla morte di David Rossi. Ho chiesto di intervistarlo alla direzione carceraria, ma ci è stata negata la possibilità.
A quel punto ho dato il nome del detenuto informato della circostanza al presidente della Commissione, Gianluca Vinci che poi lo ha ascoltato con i suoi consulenti” racconta Occhipinti. Il giornalista invita comunque alla prudenza sulle nuove accuse e auspica ulteriori verifiche investigative. “Speriamo che le Direzioni distrettuali antimafia che, secondo le notizie di stampa, si sono attivate sulla vicenda possano arrivare a ricostruzioni riscontrate”.
3- L’EX BANCHIERE ATTONITO: «SU DI ME UN’INFAMIA LUI IL PIÙ BRAVO DI TUTTI, ED ERA COME UN FRATELLO»
Estratto dell’articolo di Antonella Mollica per il “Corriere della Sera”
giuseppe mussari audizione alla commissione d inchiesta sulla morte di david rossi 4
La sua prima reazione è stata di stupore. Non riusciva a credere che qualcuno avesse davvero indicato il suo nome come il mandante dell’omicidio di David Rossi. «Un fratello per me, una parte di me»: così Giuseppe Mussari, ex potentissimo presidente del Monte dei Paschi di Siena, definisce quello che per anni è stata la sua ombra. «Una follia, un’infamia di cui tutti saranno chiamati a rispondere», le sue parole una volta superato lo choc iniziale per quella rivelazione arrivata prima a mezzo social poi a mezzo conferenza stampa della commissione parlamentare.
Mussari, 64 anni, calabrese di origine, senese di adozione, ha guidato l’istituto bancario per sei anni, dal 2006 al 2012 e per tre anni è stato al vertice dell’Abi. Dopo essere stato travolto dalla bufera giudiziaria nata dall’acquisizione di Antonveneta — è uscito pulito da tutti i processi — dal 2017 è tornato a fare l’avvocato.
[…] «Porterò davanti all’autorità giudiziaria chi offende la mia reputazione — le sue parole ieri sera al tg di La7 —. Quanto ai contenuti dei documenti posti a fondamento delle dichiarazioni di Vinci che circolano liberamente in rete — prosegue — a dispregio di ogni segreto investigativo bastano tre osservazioni:
il loro contenuto è lunare, chiunque lo legga lo può comprendere; nessun dirigente di banca può spostare da solo 50 milioni di euro con un clic senza che si allertino tutti i sistemi di controllo esistenti; oggi prendo atto dell’esistenza di un fiorentino (il giocatore del calcio storico fiorentino che secondo la commissione parlamentare sarebbe stato l’organizzatore della spedizione punitiva a Palazzo Salimbeni contro Rossi, ndr ) con cui avrei interloquito: io prima di oggi ne disconoscevo l’esistenza».
Mussari era stato ascoltato nella precedente commissione parlamentare di inchiesta sul caso Rossi nel febbraio 2022 e in un’audizione durata quattro ore, intervallata da qualche momento di commozione, aveva raccontato di quel rapporto fraterno con Rossi, «l’unico a cui davo del tu in banca. L’avevo assunto perché era bravo, il più bravo di tutti».
Aveva respinto l’ipotesi che Rossi potesse essere a conoscenza di chissà quale segreto. «Non sapeva nulla delle operazioni della banca, Antonveneta, Alexandria, Santorini. Si occupava solo delle informazioni da veicolare all’esterno». […]
3 - IL FINANZIAMENTO AL CLAN “SERVIVA UN MESSAGGIO PER VINCERE LE RESISTENZE”
Estratto dell’articolo di L.S. per “la Repubblica”
Voleva gestire la cosa direttamente in quanto legato da amicizia al dottor Rossi. Infatti, conoscendo bene chi fossero Nicolino Grande Aracri e le altre persone a lui vicine, non voleva che al citato dottor Rossi succedesse nulla di male».
Così uno dei testimoni sentiti dalla commissione inquadra il movente dell'aggressione al capo della comunicazione di Mps. Un'intimidazione degenerata in omicidio, racconta, che l'allora presidente della banca Mussari avrebbe di fatto organizzato a fin di bene, per proteggere l'amico dalle possibili ritorsioni di un gruppo criminale legato al boss calabrese.
Nei verbali, scanditi da frequenti omissis, si ripercorrono le fasi dell'agguato, «Mi è stato riferito che il Ceccherelli non è salito nell'ufficio di David Rossi, ma sono saliti altri due calcianti della squadra azzurra del calcio storico fiorentino, di cui il Ceccherelli era stato capitano», si legge. «Preciso di non conoscere l'identità dei calcianti che sono saliti nell'ufficio».
E ancora: «Sia il Ceccherelli che Mussari avevano paura che l'altro potesse parlare, dato che il proposito iniziale era solo quello di fare paura, e poi, fatalmente, le cose erano degenerate in un omicidio».
Nessun dubbio, racconta il testimone, sul movente dell'aggressione, indicato nelle tensioni con persone vicine al boss Grade Aracri riguardo alle sponsorizzazioni della banca. Da qui il messaggio che l'amico-presidente avrebbe cercato di recapitare a Rossi per convincerlo a cambiare linea, e metterlo così al riparo da altre conseguenze.
Agli atti c'è poi un'annotazione del colonnello Adolfo Gregori, frutto di un colloquio in carcere con un altro testimone considerato in possesso di informazioni cruciali su Rossi: «Sentendo pronunciare quel nome, si bloccava di scatto», si legge nella nota, «mi guardava sbigottito e incredulo, si portava le mani al volto e si piegava in avanti, nascondendo la testa tra le gambe per alcuni secondi. Rialzando il capo, paonazzo, mi chiedeva come potessi essere a conoscenza di un simile dettaglio, dal momento che non lo aveva mai rivelato a nessuno, neppure al suo avvocato».
RICOSTRUZIONE DEL RIS DELLA MORTE DI DAVID ROSSI
L'uomo sarebbe apparso in stato di fortissima agitazione, parlando come per una diretta conoscenza dei fatti ma lasciando nel racconto alcune lacune.
«Aggiungeva spontaneamente che erano coinvolti ingenti flussi di denaro e la 'ndrangheta», scrive ancora Gregori, «riferendo di aver sentito dire che Rossi era in grado di trasferire fino a 50 milioni di euro con un solo clic dal computer», e che «ulteriori informazioni sensibili erano conservate in delle chiavette usb in possesso del Rossi».
Nella nota di Gregori spuntano anche i riferimenti all'aggressione che sarebbe avvenuta poco prima dell'omicidio e agli obiettivi degli aggressori.
giuseppe mussari audizione alla commissione d inchiesta sulla morte di david rossi 1
«Il detenuto precisava che la sera dei fatti, dopo essere scesi da un van dove Rossi era stato prima malmenato ed essere entrati dall'ingresso principale del Monte dei Paschi (del quale mi descriveva accuratamente la postazione del portiere), Rossi era salito nel proprio studio insieme ad altre tre persone» che volevano «farsi consegnare queste chiavette». […]
MORTE DI DAVID ROSSI - RICOSTRUZIONE UOMO NEL VICOLO
GIUSEPPE MUSSARI
FIGURA DI UN UOMO NEL VICOLO SOTTO L'UFFICIO DI DAVID ROSSI – RICOSTRUZIONE CON L'AI DEI RIS
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