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CI VUOLE UNA FISICA BESTIALE - IL CERN DI GINEVRA PRESENTA LO STUDIO DI FATTIBILITÀ PER LA COSTRUZIONE DEL "FUTURE CIRCULAR COLLIDER", UN GIGANTESCO ACCELERATORE DI PARTICELLE, LUNGO 91 CHILOMETRI, PER SCOPRIRE I SEGRETI DELLA MATERIA OSCURA - LA DIRETTRICE FABIOLA GIANOTTI: "SENZA FCC L’EUROPA RISCHIA DI PERDERE LA LEADERSHIP NELLE SCIENZE FONDAMENTALI " - LA CONCORRENZA PIÙ SPIETATA ARRIVA DALLA CINA, CHE STA PROGETTANDO UN ANELLO DI 100 CHILOMETRI CHE…
Estratto dell'articolo di Elena Dusi per "la Repubblica"
illustrazione del future circular collider
Sarà un tunnel circolare lungo 91 chilometri. L’inizio e la fine dell’universo potranno essere esplorati percorrendolo. […] Particelle più piccole di un atomo — elettroni, protoni, positroni — vi correranno a una velocità prossima a quella della luce. In quattro punti dell’anello si scontreranno, frantumandosi in mattoni della materia nuovi e tutti da esplorare.
Il Cern, il Consiglio europeo per la ricerca nucleare, è il laboratorio di fisica più esteso d’Europa. Nel sottosuolo di Ginevra, a cavallo tra Svizzera e Francia, correrà quello che Fabiola Gianotti, la scienziata italiana che dirige il centro, chiama «il più straordinario strumento scientifico mai costruito dall’umanità per esplorare la scienza fondamentale».
Si chiama Fcc (Future circular collider) ed è un gigantesco acceleratore di particelle. Occuperà una galleria larga 5 metri, 200 metri sotto al suolo e costerà 16 miliardi di euro. Il Cern ieri ha presentato lo studio di fattibilità. Ora spetterà ai rappresentanti dei 24 paesi membri riuniti nel Consiglio dare il via libera — e il loro sì è tutt’altro che scontato — a un progetto che vedrà la luce nel 2040 e fungerà da nave ammiraglia della fisica delle particelle europea fino alla fine del secolo.
«Senza Fcc l’Europa rischia di perdere la leadership nelle scienze fondamentali» ha avvertito Gianotti. In un momento in cui le armi sembrano essere la priorità dell’Europa, «riteniamo che sia ancora più importante investire in scienza, tecnologia, educazione». «La posizione dell’Italia è favorevole al progetto» spiega Antonio Zoccoli, membro del Consiglio del Cern e presidente dell’Infn (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), l’ente di ricerca italiano che partecipa alle attività del laboratorio di Ginevra. […]
Non è tanto dagli Stati Uniti che proviene la rivalità cui accenna Gianotti. L’acceleratore di particelle americano (Rhic), lungo 3,8 chilometri, finirà di operare quest’anno. Lo sconquasso in cui il presidente Trump sta gettando la scienza non dovrebbe garantirgli una rapida eredità. Diverso però è il caso della Cina, che come il Cern ha in programma la costruzione di un anello di 100 chilometri, ma a differenza del laboratorio europeo non ha il problema di raccogliere il consenso dei paesi membri. «Assisteremmo a una fuga dei cervelli dall’Europa alla Cina» avverte Costas Fountas, presidente del Consiglio del Cern.
[…]Spiega Zoccoli: «Se l’Europa, che ha maggiore esperienza, andrà avanti con convinzione con Fcc, alla fine Pechino rinuncerebbe al suo progetto. Se i tempi per una decisione europea si allungassero o il piano dovesse essere bocciato, allora la Cina potrebbe diventare il paese leader».
Fcc, nei piani del Cern, sarà l’erede dell’attuale Lhc (Lar ge Hadron Collider): l’acceleratore di 27 chilometri di circonferenza che nel 2012 ha scoperto il bosone di Higgs, la particella elementare che consente a tutte le particelle di avere una massa. Gianotti, che di quella scoperta è stata protagonista, oggi spiega che «l’Higgs ha ancora tanti misteri da svelare. È una particella enigmatica. Studiarla può condurci a nuove domande ». Ad esempio, prosegue Zoccoli, «cosa compone la materia oscura che permea l’universo, perché attorno a noi esiste la materia ma non l’antimateria, cosa è avvenuto nel Big Bang e quale sarà l’evoluzione finale dell’universo».
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