DAGOREPORT – “MI DIMETTO”, “MI DIMETTO” MI “RIDIMETTO” E RIMETTO: QUANTE VOLTE HA RIMESSO TOMASO…
CHI COMANDA IN IRAN? – MOJTABA KHAMENEI SAREBBE ANCORA IRRAGGIUNGIBILE (DA QUANDO È DIVENTATO IL NUOVO AYATOLLAH NON SI È MAI VISTO IN PUBBLICO) E AVREBBE PERSO I CONTATTI CON I PASDARAN – A TEHERAN EMERGE UNA NUOVA LEADERSHIP, PIÙ MILITARE, MENO INCLINE ALLA DIPLOMAZIA, PRONTA A TORNARE IN GUERRA PER RAFFORZARE LA POSIZIONE DEL REGIME TEOCRATICO NEI NEGOZIATI DI PACE, E SOPRATTUTTO MOLTO MENO INCLINI ALLA “PAZIENZA STRATEGICA” DEI VECCHI RELIGIOSI – IL PRESIDENTE “MODERATO” MASOUD PEZESHKIAN INVOCA UNA SOLUZIONE DIPLOMATICA, MA I PASDARAN NON SONO DELLA STESSA IDEA…
Estratto dell’articolo di Greta Privitera per il “Corriere della Sera”
missili iraniani su israele. foto lapresse
La tv di Stato celebra i nuovi raid della Repubblica islamica su Israele con video di folla festante e tace sulla risposta di Benjamin Netanyahu. […]
La nuova normalità è questa. Tregue precarie, la consapevolezza che tutto possa cambiare all’improvviso. Va diversamente ai vertici della dittatura. Lì si celebra la ritrovata audacia del regime che rivendica di colpire il nemico per costringerlo ad accettare le sue richieste: fermare gli attacchi sul Libano. I dirigenti vanno fieri di questa nuova postura e una fonte iraniana spiega che «ci ricorda da dove veniamo: la nostra grande Persia, la Rivoluzione del 1979». La sicurezza si legge anche nei nomi delle nuove operazioni. Non più «Vera promessa», ma «Vittoria».
[…] Sullo sfondo, prova a farsi sentire il presidente inascoltato, il «moderato» Masoud Pezeshkian, con un tono che sembra arrivare da un’altra stagione politica. «Diplomazia e difesa sono i due pilastri del potere nazionale; non abbiamo abbandonato né il campo né il negoziato». Parole che scivolano su una leadership nata dal vuoto lasciato dai vertici uccisi nei primi raid, molto meno incline alla «pazienza strategica» dei vecchi religiosi.
Più militari, più imprevedibili e d’azione. Intanto il giornale d’opposizione Iran International scrive che le comunicazioni tra Mojtaba Khamenei e i suoi sarebbero interrotte dalla notte di domenica. «Vogliono screditarci», commenta la fonte. «Mojtaba guida la nostra Resistenza con i Guardiani».
L’esperto Vali Nasr dice che «Teheran mostra di essere pronta a tornare alla guerra proprio mentre Trump sostiene che sia finita. È un modo per aumentare la pressione».
E, proprio come fa lui, provano a ottenere con le bombe quello che non ottengono con la diplomazia. In molti concordano che il regime un tempo usava gli alleati come Hezbollah per proteggersi da Israele, ora combatte per difendere gli «amici». E canta vittoria. Il quotidiano vicino al potere Tehran Times apre così: «Cento giorni di guerra. L’epica resistenza dell’Iran».
attacco iraniano in israele 2
meme su mojtaba khamenei
MASUD PEZESHKIAN
meme su mojtaba khamenei
attacco iraniano in israele 3
chi è rimasto e chi è stato ucciso al vertice del regime iraniano
TRUMP MOJTABA KHAMENEI USA IRAN
frammento di missile iraniano in israele
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