daniela ferrari la madre di andrea sempio

"CON I SOLDI E L'AMICIZIA LO METTI IN CULO ALLA GIUSTIZIA" - QUESTA È LA FRASE CHE LA MAMMA DI ANDREA SEMPIO, DANIELA FERRARI, LEGGEVA SU CARTONCINO IN UN CARCERE DI MASSIMA SICUREZZA, DOVE LAVORAVA COME SECONDINA - A "QUARTO GRADO", LA DONNA SOSTIENE CHE, LA MATTINA DELL'OMICIDIO DI CHIARA POGGI, SUO FIGLIO USCI' ALLE 10 MENO 10 E TORNO' A CASA PRIMA DI MEZZOGIORNO, "CON GLI STESSI VESTITI CHE AVEVA. COMPLETAMENTE PULITO. NON ERA UNO CHE ERA APPENA ANDATO A COMMETTERE UN OMICIDIO" (MA IL PAPA' GIUSEPPE SEMPIO HA DETTO CHE ANDREA, QUELLA MATTINA ERA CON LUI) - LO SCONTRINO DEL PARCHEGGIO DI VIGEVANO: "LO HA FATTO ANDREA" - LA RELAZIONE EXTRACONIUGALE TRA DANIELA FERRARI E UN POMPIERE DI VIGEVANO: "AVREMMO DOVUTO VEDERCI QUEL GIORNO E NON CI SIAMO VISTI PERCHÉ ERA A LAVORARE"

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Da "Quarto Grado" - Rete4

 

Di seguito, l’intervista esclusiva a Daniela Ferrari, la madre di Andrea Sempio, realizzata da Martina Maltagliati, in onda questa sera a “Quarto Grado”, condotto da Gianluigi Nuzzi con Alessandra Viero su Retequattro.

GIUSEPPE SEMPIO DANIELA FERRARI

 

I soliloqui di tuo figlio Andrea intercettati possono essere ammissioni di colpevolezza, confessioni?

«No! No! No!  perché mio figlio è uscito alle 10 meno 10, è rientrato a casa prima di mezzogiorno con gli stessi vestiti che aveva, completamente pulito, e di sicuro non era uno che era appena andato a commettere un omicidio. Non c'è nessun segreto.

 

Se avessimo voluto creare un alibi per Andrea, perché dire che è andato a Vigevano? Nessuno l'ha visto uscire in macchina quella mattina - ed è uscito in macchina, quando io gli ho dato le chiavi prima delle 10. Avremmo potuto dire tranquillamente che Andrea era a casa.

 

Chi ce l'avrebbe smentito? Quando io sul posto di lavoro, alle 9 e passa di sera, ho detto al capitano Cassese che mio figlio fino alle 10 meno 10 era in casa con suo padre, perché il capitano Cassese non si è preso la briga di andare a sentire anche il papà? Avrebbe avuto le stesse risposte che gli ho dato io.

Daniela Ferrari la madre di andrea sempio

 

La Procura vada avanti, faccia quello che deve fare. Nel 2007, quando questa povera ragazza è stata uccisa, se si fossero fatte le indagini come andavano fatte - io parlo di quelle tradizionali, non di quelle dei RIS - magari adesso ci sarebbe una verità più certa».

 

Tu hai letto come viene descritto nel fascicolo d’indagine tuo figlio Andrea?

«No, non ho letto niente perché io Andrea lo conosco, lo vedevo in casa, era un ragazzo tranquillissimo, stava in camera, leggeva, usciva con gli amici, non come è stato descritto. Una persona normalissima».

ANDREA SEMPIO

 

Ti ha mai presentato una fidanzata?

«No, mai».

 

E questo per te è sospetto?

«No, conoscendo il suo carattere, no».

 

Un'altra domanda importante: hai mai comprato delle scarpe Frau a tuo figlio?

«Assolutamente no».

 

Non le ha mai usate o ereditate da qualche parente?

«Io com'è fatta una scarpa Frau non lo so. So solo com'è fatta la suola da quello che vedo sui giornali».

 

gli scontrini del parcheggio di vigevano a casa della famiglia di andrea sempio

E non l'avete vista in casa girare?

«No».

 

Dai 18 anni in poi, che numero ha avuto tuo figlio?

«Mi ricordo che l’Andrea, quando ha fatto la patente, aveva già il 44».

 

Qual è il peso più grande di tutta questa situazione?

«La cosa più grande non sono le indagini che stanno facendo gli inquirenti, ma sono tutte le notizie che escono non si sa da dove e che poi dopo vengono puntualmente smentite. Ad esempio, quella dell'impronta 33 che era macchiata di sangue, cose del genere.

 

ANDREA SEMPIO A ROMA

L'altra cosa più pesante è la parte degli insulti che riceviamo, delle lettere anonime che riceviamo, dei giornalisti sempre fuori dalla porta che ti inseguono anche all'interno dei supermercati e, praticamente, noi siamo peggio che ai domiciliari da più di un anno e mezzo e questa cosa qui sta diventando molto pesante».

 

Non hai più paura di nulla?

«Neanche la morte mi fa paura sinceramente, neanche quella. Forse sarebbe la cosa migliore per riposare. Ti dico la verità, io ci ho pensato, se io dovessi fare una cosa del genere cosa direbbero? “La mamma si è ammazzata perché sa che il figlio è colpevole”.

scontrini del parcheggio di vigevano a casa della famiglia di andrea sempio

 

E sa quanti messaggi mi sono già arrivati di gente che mi dice: “Ammazzati che è meglio”. Quando si chiuderà questa cosa mio figlio per alcuni sarà sicuramente il colpevole, nonostante tutto».

 

Lo scontrino di chi è?

«Lo scontrino, ripeto, lo ha fatto Andrea. Anche perché quando io sono rientrata in casa alle 10 meno 10, come ho già detto un miliardo di volte, dando le chiavi della macchina ad Andrea, gli ho detto, visto che mi ha detto che andava a Vigevano in libreria, ‘Guarda che troverai il negozio chiuso, perché io sono uscita e ho trovato chiuso’. E lui mi ha risposto: ‘Vado a fare un giro’».

 

Ci sono ovviamente dei messaggi della sera precedente con un tuo amico dell'epoca, un vigile del fuoco?

ANDREA SEMPIO A ROMA

«Sì».

 

Di solito dopo i messaggi c'era una, magari vi vedevate per un caffè, vi incontravate il giorno successivo?

«Assolutamente no, questa cosa qui la posso smentire, anche perché ci siamo scambiati diversi messaggi e non è che con i messaggi poi il giorno dopo ci vedevamo, perché altrimenti avremmo dovuto vederci il giorno 13 e non ci siamo visti perché era a lavorare, l'ha dichiarato lui. Avremmo dovuto vederci il giorno 14 e non ci siamo visti perché alla mattina ero a casa e al pomeriggio ero a lavorare».

 

ricostruzione 3d del delitto di garlasco

C'è un'intercettazione tra te e tuo marito che è uscita agli atti dove tuo marito dice: ‘ma insomma lo scontrino l'hai fatto tu’.

«E poi prosegue: stavamo prendendo per i fondelli - sto cercando di non dire parolacce - le notizie che uscivano in quei giorni. Era semplicemente una presa per i fondelli di tutte le cose che venivano fuori».

CLUEDO VERSIONE GARLASCO - MEME BY IACOPO CERVELLI

 

O è un’amissione intercettata di Giuseppe che ti dice ‘lo scontrino l'hai fatto tu’ e quindi andando a smentire la versione che da sempre date, da sempre dà Andrea?

«Assolutamente no. Era una presa per i fondelli di tutti i testimoni che venivano fuori in quei giorni lì. Ogni 2 minuti c'era un testimone.  Queste cose qui le sentivano tutti sui giornali, non è che le sentivamo solo noi. Ogni 2 minuti c'era un testimone nuovo».

 

Parliamo di due lettere private che tu hai mandato ad Alberto Stasi in carcere. Quando l'hai fatto? Perché l'hai fatto? Qual era il significato di quelle lettere?

LA SCENA DEL CRIMINE - CASA POGGI - GARLASCO

«Nel 2016, chi ha firmato la denuncia contro mio figlio? Chi l'ha firmata? La mamma di Stasi. È stata lei a firmarla, non è stata la famiglia Sempio ad accusare Stasi. È stato uno sfogo dopo che per la seconda volta è stata chiusa quella denuncia querela che ha fatto mio figlio. Cosa dovevo fare, ringraziarlo anche? Praticamente noi ci siamo trovati che ci siamo mangiati tutto quello che ci eravamo messi da parte per la vecchiaia. Ci accusano di aver preso gli avvocati: se vedi in televisione la faccia di tuo figlio accusato di omicidio la prima cosa che fai non è cercarti un avvocato?».

 

E la frase sibillina ‘con i soldi e l'amicizia’?

«Quando lavoravo come vigilatrice penitenziaria per un periodo in un carcere di massima sicurezza c'era un cartoncino con scritta quella frase».

 

andrea sempio chiara poggi alberto stasi

Qual è? Te la ricordi?

«Con i soldi e l'amicizia lo metti in culo alla giustizia».

 

Ed è una confessione di ciò che avreste fatto voi per corrompere e far archiviare Andrea?

«No, ma assolutamente no! Vuol dire che chi se lo può permettere può anche arrivare al punto di far rubare un DNA, perché è così che è successo a mio figlio, gli è stato rubato un DNA e la legge dice - per come sempre l'ho interpretata io - che questa cosa qui si può fare. E mi sarei anche aspettata una risposta, perché se io sono innocente e ti accuso, tu mi rispondi e mi dici:

 

CHIARA POGGI ALBERTO STASI

‘Io sono convinto che tuo figlio è colpevole, andrò avanti a dimostrarlo’. In quel momento lì ho scritto quelle lettere, non mi sono pentita assolutamente di averle scritte, perché se tornassi indietro in quel momento riscriverei esattamente le stesse cose».

marco poggi alberto stasi