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LA CONSULTA VA IN “VISIBILIA” – IL TRIBUNALE DI ROMA SOLLEVA IL CONFLITTO D’ATTRIBUZIONE SUL PROCESSO CHE VEDE IMPUTATA PER DIFFAMAZIONE DANIELA SANTANCHÉ – A LUGLIO IL SENATO HA RICONOSCIUTO L’INSINDACABILITÀ DELLE OPINIONI ESPRESSE IN AULA, NEGANDO L‘AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE PER L’EX MINISTRA – LA DIFESA HA CHIESTO DI DICHIARARE IL NON LUOGO A PROCEDERE MENTRE PER IL GIUDICE LA VALUTAZIONE DELLA CONDOTTA ADDEBITABILE ALLA SENATRICE SANTANCHÉ NON SPETTAVA AL SENATO

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IL VIDEOMESSAGGIO DI DANIELA SANTANCHE PER I DIPENDENTI DEL MINISTERO DEL TURISMO

(Adnkronos) - Il giudice monocratico di Roma, nell'ambito del procedimento che vede imputata l'ex ministra del Turismo Daniela Santanchè per diffamazione nei confronti di Giuseppe Zeno, azionista di minoranza della società Visibilia, ha sollevato il conflitto di attribuzione alla Consulta dopo che lo scorso luglio il Senato ha riconosciuto l'insindacabilità delle opinioni espresse in Aula negando l'autorizzazione a procedere.

 

Nell'udienza di questa mattina la difesa ha chiesto di prendere atto delle determinazioni del Senato e di dichiarare il non luogo a procedere mentre il giudice Emilia Conforti ritenendo di dover sollevare il conflitto di attribuzione ha disposto l'invio degli atti alla Consulta chiedendo di dichiarare che non spettava al Senato la valutazione della condotta addebitabile alla senatrice Santanché.

GIUSEPPE ZENODANIELA SANTANCHE IN VERSILIA - 1GIUSEPPE ZENO