giovanni falcone e paolo borsellino

“PRIMA DELLE BOMBE, MISERO FALCONE E BORSELLINO IN UN ANGOLO” - IL GIP CHE HA ARCHIVIATO L'INCHIESTA SUL DOSSIER MAFIA-APPALTI RICONOSCE CHE QUELLA INDAGINE E' STATA UNA DELLE "CONCAUSE" DEGLI ATTENTATI E PARLA DI “CLIMA OSTILE E EMARGINANTE” NEI CONFRONTI DEI DUE MAGISTRATI UCCISI DA COSA NOSTRA - "ERANO QUELLI PROFESSIONALMENTE PIÙ CAPACI RIMASTI IN VITA A PALERMO. TRA I DUE GIUDICI E I COLLEGHI SI ERA CREATA UNA DISTANZA SIDERALE" – LE BORDATE SULL’EX PROCURATORE GIAMMANCO CHE “TRATTO’ FALCONE COME UNA PEZZA DA PIEDI” E POI QUANDO SULLA SUA SCRIVANIA ARRIVÒ L'INFORMATIVA “CHE ANNUNCIAVA L'ARRIVO DELL'ESPLOSIVO NON NE MISE A CONOSCENZA BORSELLINO…”

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

G.Leg. per "la Stampa" - Estratti

 

Parole come pietre quelle del giudice del tribunale di Caltanissetta: «Clima ostile ed emarginante». È quello che si era creato a un certo punto dell'epopea antimafia palermitana e fino alle stragi del 1992, attorno a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (...)

giovanni falcone paolo borsellino

 

 

E anche se per questo fascicolo è stata chiesa l'archiviazione, è questa una delle «concause» - ad avviso delle toghe - degli attentati. (...) «la distanza siderale esistente tra la loro capacità professionale e quella di tanti altri magistrati a loro coevi».

 

Insomma: i due «erano i magistrati professionalmente più capaci rimasti in vita a Palermo». Si citano l'ex procuratore Giammanco («ma anche il magistrato a lui più vicino e cioè Giuseppe Pignatone»). E si sottolinea il divario tra il modo con cui Cosa Nostra «percepiva l'operato di questi specie se paragonato all'atteggiamento rigoroso avuto nei confronti di detto ambiente prima da parte del dottor Falcone e successivamente dal dottor Borsellino». Una cesoia netta. Che comprende le bugie di ex colleghi che raccontarono ai pm - ad esempio - di un «Borsellino che sapeva lavorare con Giammanco».

 

il murale di giovanni falcone e paolo borsellino a campobello di mazara 4

Il gip è lapidario: «Contributi dichiarativi del tutto mendaci». Ci sono invece altri racconti che parlano di un Borsellino che confida a un giornalista: «Qui non è possibile lavorare, sono in un angolo». E su Falcone c'è la testimonianza del cognato Alfredo Morvillo (pm all'epoca): «Giammanco diede a tutti l'impressione di volersi subito piazzare al fianco di Giovanni con il chiaro intento di proporsi anche lui come persona, in prima linea, nella lotta alla mafia. Ma mia sorella (Francesca, vittima dell'attentato ndr) mi disse testualmente che la presenza di Giammanco era asfissiante».

 

Da un lato «lo osannava», ma poco dopo l'atteggiamento cambiò. L'esempio è su Gladio: «Falcone ritenne utile, per non dire importantissimo, aprire un'approfondita indagine per le possibili refluenze su alcune delicatissime indagini in corso presso il nostro ufficio, in particolare, gli omicidi politici Mattarella etc».

 

giovanni falcone paolo borsellino

È qui che Giammanco «anziché dire, vuoi fare questa grande indagine; perfetto, va bene» rispose: «Ma dove vuoi andare? Cosa vuoi fare? Che centra l'indagine Gladio!». E quando si trattò di acquisire atti, Giammanco gli affiancò Pignatone (la sua posizione è stata archiviata ndr) «e Giovanni sbottò: me lo mandano per marcarmi, per controllarmi».

 

In conclusione, il gip ricorda, citando Borsellino, come «Giammanco trattò Falcone come una pezza da piedi». Stesso destino toccò poco dopo a lui: il procuratore gli affidò inizialmente solo le deleghe per Trapani e Marsala. Anche la mafia temeva questo ritorno nel capoluogo. «Il collaboratore di giustizia Angelo Siino - ricorda il giudice - riferì sul punto i commenti di Pino Lipari figura chiave di Cosa Nostra, vicinissimo a Bernardo Provenzano, secondo cui l'arrivo di Borsellino avrebbe certamente creato delle difficoltà a quel santo cristiano di Giammanco». E quando sulla scrivania del procuratore arrivò l'informativa che annunciava l'arrivo dell'esplosivo a lui destinato non lo mise a conoscenza».

paolo borsellino, claudio lo curto e giovanni falcone all asinara nel 1985PAOLO BORSELLINO - PIETRO GIAMMANCOPAOLO BORSELLINO - PIETRO GIAMMANCOPietro Giammanco paolo borsellinogiovanni falcone paolo borsellinopaolo borsellino giuseppe ayala giovanni falcone