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STATI D’AGITAZIONE – IOWA E MONTANA, GOVERNATI DAL PARTITO REPUBBLICANO, CHIEDONO ALLA CORTE SUPREMA DI FERMARE L’AZIONE ANTITRUST PROMOSSO DA DODICI STATI DEMOCRATICI CONTRO L’ACQUISIZIONE DI WARNER BROS DA PARTE DI PARAMOUNT – TUTTO SI GIOCA SUI TEMPI: LA PARAMOUNT, CONTROLLATA DAL TRUMPIANO DAVID ELLISON (FIGLIO DEL MAGNATE DI ORACLE, LARRY), DOVREBBE INIZIARE A PAGARE AGLI AZIONISTI DI WARNER BROS UNA COMMISSIONE DI 7 MILIONI AL GIORNO A PARTIRE DA OTTOBRE, MENTRE LA FUSIONE HA COME TERMINE ULTIMO GIUGNO 2027. È MOLTO DIFFICILE CHE I GIUDICI DECIDANO IN TEMPO...

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Sintesi dell’articolo di Dominic Patten per https://deadline.com/

 

David Ellison Paramount

Iowa e Montana hanno deciso di rivolgersi alla Corte Suprema degli Stati Uniti per cercare di fermare l’azione antitrust promossa da dodici Stati contro la fusione da 111 miliardi di dollari tra Paramount e Warner Bros. Discovery.

 

I due Stati sostengono che la controversia riguardi i limiti legali dell’applicazione «politicizzata» delle norme antitrust da parte di un ristretto gruppo di Stati, a fronte di un’operazione che avrebbe ottenuto il via libera degli Stati Uniti, della maggior parte degli Stati americani e delle autorità competenti in numerosi Paesi.

 

Come scrive Dominic Patten su “Deadline”, Iowa e Montana hanno depositato alla Corte Suprema una richiesta per poter presentare un ricorso contro Arizona, California, Colorado, Connecticut, Massachusetts, Minnesota, Nevada, New Jersey, New Mexico, New York, Oregon e Washington. Chiedono inoltre una valutazione accelerata, indicando il 15 settembre come scadenza auspicata per una risposta.

 

paramount pictures

La tempistica è centrale. Paramount dovrebbe infatti iniziare a pagare agli azionisti di WBD una commissione di 7 milioni di dollari al giorno a partire da ottobre, mentre la fusione ha come termine ultimo giugno 2027. Iowa e Montana sostengono che attendere fino a gennaio per decidere se la Corte Suprema debba esaminare il caso renderebbe molto difficile arrivare a una soluzione prima della scadenza dell’operazione. 

 

L’esito dell’iniziativa resta però incerto. Secondo Deadline, anche nell’ipotesi di un’udienza già all’inizio di ottobre, sarebbe improbabile una decisione della Corte Suprema prima della tarda primavera o dell’inizio dell’estate.

david ellison 1

 

Un calendario che lascerebbe comunque Paramount molto vicina alla scadenza del 4 giugno 2027 prevista per completare la fusione. L’Attorney General della California Rob Bonta, attraverso un portavoce, ha fatto sapere che il suo ufficio sta esaminando il deposito e risponderà nelle forme appropriate.

 

L’iniziativa segue l’intervento dell’Attorney General dell’Iowa Brenna Bird, alleata di Donald Trump, che in un articolo pubblicato sul Daily Wire aveva annunciato l’intenzione di portare la California davanti alla Corte Suprema. Bird accusa la California di voler assumere il ruolo di regolatore nazionale e sostiene che un’operazione approvata da decine di autorità internazionali non dovrebbe essere bloccata dall’azione di un gruppo di Stati.

 

POSSIBILE FUSIONE TRA WARNER E PARAMOUNT

Secondo Bird, la fusione favorirebbe la concorrenza nel settore dello streaming e nell’industria cinematografica e televisiva. L’operazione, sostiene, potrebbe generare circa 6 miliardi di dollari di risparmi da reinvestire e la società risultante avrebbe assunto l’impegno pubblico di distribuire almeno 30 film all’anno nelle sale.

 

Bird sottolinea inoltre che Paramount+ e HBO Max, anche insieme, sarebbero più piccoli di Netflix, Disney e Amazon, considerando quindi la fusione come un rafforzamento della concorrenza e non come un problema monopolistico.

 

warner bros

Deadline osserva però che nell’intervento dell’Attorney General dell’Iowa non vengono affrontati diversi elementi citati nel dibattito sull’operazione: tra questi gli 80 miliardi di dollari di debito che graverebbero sulla nuova società, la richiesta di Paramount di una garanzia da 1,88 miliardi di dollari per compensare le perdite attribuite alla contestazione giudiziaria e il rischio di licenziamenti e tagli. WGA, SAG-AFTRA e Teamsters hanno messo in guardia proprio sulle possibili riduzioni di personale, mentre rapporti presentati alla Los Angeles County Board of Supervisors hanno prospettato migliaia di posti di lavoro a rischio e conseguenze economiche per la regione.

 

David Ellison

Bird respinge inoltre l’idea che l’approvazione del Dipartimento di Giustizia possa essere spiegata come un favore politico ai proprietari di Paramount, richiamando il via libera ottenuto anche in Cina, Europa, Canada e in numerose altre giurisdizioni.

 

Al centro dello scontro resta così il tentativo dei dodici Stati guidati politicamente dalla California di portare avanti la causa antitrust, mentre Iowa e Montana cercano ora di trasferire il confronto direttamente davanti alla Corte Suprema.

 

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