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DACCI OGGI IL NOSTRO MORTO SUL LAVORO QUOTIDIANO - UN'ALTRA VITTIMA DOPO LA 22ENNE DI PRATO: IN PROVINCIA DI VARESE UN OPERAIO DI 49 ANNI È STATO SCHIACCIATO DA UN'ENORME FRESA INDUSTRIALE - LA PROCURA HA APERTO UN'INCHIESTA PER OMICIDIO COLPOSO, IL MACCHINARIO È STATO MESSO SOTTO SEQUESTRO - LA MOGLIE, SOTTO CHOC: "SI LAMENTAVA CHE FOSSERO IN POCHI" - LANDINI: "BISOGNA FARE ASSUNZIONI NEI SERVIZI DI MEDICINA DEL LAVORO PER EFFETTUARE I CONTROLLI"
Da www.ansa.it
È morto l'operaio di 49 anni rimasto schiacciato da un'enorme fresa industriale, all'interno di una fabbrica di Busto Arsizio (Varese), questa mattina intorno alle 9.40. Per l'uomo, trasportato d'urgenza in ospedale a Legnano in gravi condizioni, i medici non hanno potuto fare nulla.
La Procura di Busto Arsizio ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento a carico di ignoti, per far luce sulle cause dell'incidente sul lavoro che hanno portato al decesso.
Il pm Susanna Molteni ha inoltre disposto il sequestro del macchinario sul quale la vittima stava lavorando e l'autopsia.
"Si lamentava che fossero in pochi, sto aspettando che mi facciano entrare, per prendere le sue cose". Sono le parole ai cronisti di Sara, la moglie di Christian Martinelli, l'operaio morto. La donna, sotto shock e disperata, si è presentata davanti all'ingresso della fabbrica in compagnia della suocera, per chiedere gli effetti personali del marito, con cui ha avuto due bambine di sette e otto anni.
INTERVENTO DEI VIGILI DEL FUOCO
"Siamo dall'inizio dell'anno in una situazione in cui una persona al giorno sta morendo sul lavoro. Questo è perché non ci sono abbastanza controlli, non c'è abbastanza attenzione e non si considera la sicurezza sul lavoro un vincolo, ma un costo". Lo afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, a Uno Mattina annunciando che parlerà di sicurezza sul lavoro nell'incontro di questo pomeriggio a palazzo Chigi sul recovery plan.
"Credo che sia assolutamente necessario che vengano fatte assunzioni nei servizi di medicina del lavoro per fare i controlli", dichiara Landini aggiungendo che "nel 2009 c'erano in Italia circa 5 mila addetti nei servizi ispettivi delle unità sanitarie locali, oggi sono 2 mila così come anche gli ispettorati del lavoro si sono ridotti".
Parlando della morte dell'operaia tessile 22enne Luana D'Orazio, Landini aggiunge: "Se vogliamo evitare che succedano altre tragedie, abbiamo bisogno che si investa in questa direzione, di fare molta formazione e introdurre il diritto che in ogni luogo di lavoro ci sia un lavoratore che possa fare, come dice la legge, il rappresentante alla sicurezza". Landini ricorda anche la proposta dei sindacati di istituire "una patente a punti" per le imprese per la qualità e la sicurezza.
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