sindrome post vacanze

DEPRESSI PER LA FINE DELL’ESTATE E IL RIENTRO A LAVORO? - LA SINDROME POST VACANZE È DIETRO L’ANGOLO È PUÒ PORTARE ANSIA, PAURA, INSONNIA E DEPRESSIONE - LE FERIE, INFATTI, SONO UN’ARMA A DOPPIO TAGLIO: SONO CONSIDERATE UNA FUGA DAI PROBLEMI IRRISOLTI CHE A SETTEMBRE VANNO AFFRONTATI - TRA I CONSIGLI PER VIVERE CON MENO FRUSTRAZIONE IL RITORNO, GLI PSICOLOGI CONSIGLIANO DI RIENTRARE A CASA UN PAIO DI GIORNI PRIMA DI TORNARE A LAVORO, PER RIABITUARSI ALLA ROUTINE...

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Estratto dell'articolo di Eva Perasso per http://www.primocanale.it

 

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C'è la cosiddetta regola dei 21 giorni, e poi qualche "dritta" per abituarsi nuovamente ai ritmi di lavoro, scuola, casa preparandosi all'arrivo dell'autunno e dell'inverno. La fine delle vacanze è sempre un momento duro, perché impone il dover affrontare nuovamente responsabilità, ritmi costretti.

 

Ecco perché si parla di "post vacation blues", un malessere che non è una vera e propria patologia ma che come un "blues" ci porta sintomi come tristezza, malinconia, problemi di sonno. Ne abbiamo parlato in diretta con la psicoterapeuta Sara Piattino, che ci ha dato qualche consiglio utile per arginare questo stato che - va ben ricordato - non è una depressione patologica, ma un momento di passaggio.

 

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 "Il post vacation blues" è una reazione a un cambiamento brusco: nelle vacanze il nostro cervello si abitua a ritmi diversi e produce gli ormoni del benessere. Il ritorno invece alla routine per il sistema nervoso è come uno choc. Un jet lag emotivo", spiega la dottoressa. Al rientro dobbiamo riadattarci a regole imposte, orari, dobbiamo anche riprendere il ritmo sonno-veglia regolare e questo può causare stanchezza e irritabilità, "come se avessimo di nuovo bisogno di una vacanza dopo la vacanza".

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Il suggerimento - che già aveva citato Einstein - è quello della regola dei 21 giorni poi ripresa dal dottor Maxwell Maltz. "Servono 3 settimane finché uno stato d'animo o un comportamento ripristini la sua condizione.

 

Se però dopo 21 giorni la tristezza non sparisce, è il momento di farsi delle domande e ricorrere a uno specialista per capire se proprio la vita che vivevamo non ci piaceva. Se siamo in una condizione perenne di tristezza frustrazione apatia e ansia dobbiamo chiederei cosa cambiare della nostra vita per non stare così". 

 

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Tra i consigli per vivere con meno frustrazione il ritorno e la fine delle vacanze, la psicologa consiglia se possibile di non tornare subito a ridosso dell'inizio del lavoro ma organizzarsi per avere un paio di "giorni cuscinetto" per riabituarsi alla routine.

 

Anche i primi due giorni a inizio ferie dovrebbero essere uno stand by per organizzarsi per la partenza. "Creare un riallineamento sensoriale: rivivere i momenti della vacanza con foto, musica, profumi aiuta il cervello a reintegrare tra le emozioni positive appena trascorse e invece quello che dovrà essere il ritorno alla normalità", consiglia la dottoressa. [...]

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