DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA…
DIETRO OGNI AGENTE DEL CAOS C'E' UNA DONNA CHE LO SOSTIENE - YOUSSEF SIHER, MENTE DEL "MOVIMENTO 17 OTTOBRE", È SPOSATO DA UN MESE CON SAGIA HAMMOUD, 32 ANNI, INDAGATA, MA A PIEDE LIBERO. DEVE RISPONDERE DELLE STESSE ACCUSE IN CONCORSO CON SUO MARITO, CHE È IN CARCERE: SAREBBE STATO GRAZIE AL CELLULARE DELLA DONNA CHE GLI INVESTIGATORI, SABATO ALL'ALBA, SONO RIUSCITI A RINTRACCIARE YOUSSEF SIHER - CHI È SAGIA HAMMOUD, ULTRA PRO-PAL (SAREBBE UN ELEMENTO DI SPICCO DEL GRUPPO GIOVANI PALESTINESI DI MILANO) CHE LAVORA COME MEDIATRICE CULTURALE PER UN'ASSOCIAZIONE DI COMO: SUI SOCIAL SI DEFINISCE "LIBANESE, PALESTINESE E ARABA DI APPARTENENZA" - I DUE SI SONO INFERVORATI DOPO LA MORTE DEL 19ENNE RAMY, DURANTE UN INSEGUIMENTO CON I CARABINIERI - LE ACCUSE DEI PM DI MILANO: "I MESSAGGI DI SIHER ERANO UNA DICHIARAZIONE DI GUERRA CONTINUA. PUÒ SFRUTTARE ANCORA IL SUO BACKGROUND CULTURALE E I CONTATTI"
PM MILANO, I MESSAGGI DI SIHER UNA DICHIARAZIONE DI GUERRA CONTINUA
sagia hammoud moglie di youssef siher 4
(ANSA) - MILANO, 26 OTT - I messaggi diramati online da Youssef Siher, il ricercatore fermato l'altro ieri notte per essere stato l'amministratore del canale social 'Movimento17 ottobre' nato dopo i disordini in centro a Milano, "sarebbero stati una dichiarazione di 'guerra' continua (...)
deliberatamente volta — e sicuramente idonea — a incutere un profondo timore nella popolazione e a destabilizzare l'ordinario corso della vita civile". Lo si legge nella richiesta di convalida del fermo e di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere del 30enne proposta dalla pm Francesca Crupi e dal Procuratore Marcello Viola.
PM, 'SIHER PUÒ SFRUTTARE ANCORA IL SUO BACKGROUND CULTURALE E I CONTATTI'
(ANSA) - MILANO, 26 OTT - Youssef Siher, ritenuto la "mente" del "Movimento 17 ottobre", seppur "incensurato, ha dimostrato una particolare capacità delinquenziale nel senso di saper sfruttare il suo elevato background culturale ed i suoi contatti relazionali al fine di porre in essere gravi reati".
Lo scrivono il procuratore di Milano Marcello Viola e la pm Francesca Crupi nella richiesta di convalida del fermo e di custodia cautelare in carcere per il 30enne, nella quale fanno riferimento anche alla sua "ideologia rivoluzionaria", al suo progetto "eversivo" e alla sua "rete relazionale che gli consentirebbe di riparare all'estero".
IL PIANO EVERSIVO DI YOUSSEF “VOLEVA TERRORIZZARE L’ITALIA RISCHIO DI FUGA, RESTI IN CARCERE”
Estratto dell'articolo di Rosario Di Raimondo per “la Repubblica”
Le accuse sono pesanti. Youssef Siher, secondo la procura di Milano, aveva un «progetto». Scatenare azioni «con finalità eversive» al fine «di ingenerare terrore nella popolazione».
sagia hammoud moglie di youssef siher 3
Avrebbe aperto sui social le pagine "Movimento 17 ottobre" dopo le devastazioni e i saccheggi di una settimana fa, istigando chi lo seguiva a non fermarsi, e radunando, solo su Telegram, più di seimila adepti, alcuni dei quali «pronti alla violenza».
Oggi la pm Francesca Crupi e il procuratore capo Marcello Viola chiederanno la conferma del carcere per il ricercatore di trent'anni fermato sabato con le accuse di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Sarà un giudice a doversi esprimere.
youssef siher sul sito dell ispi
Per la procura c'è il pericolo di fuga: grazie alla sua rete potrebbe scappare. Durante le perquisizioni non è stato collaborativo: ha scelto di non dare la password per sbloccare il cellulare. Con lui è indagata in concorso la moglie Sagia Hammoud. Erano solo loro due a gestire i canali per guidare la protesta.
Come si legge nel decreto di fermo, l'attivista «istigava» a commettere reati contro l'ordine pubblico. Per esempio viene valorizzato un messaggio: «Meloni dichiara guerra al futuro di questo paese e noi dichiariamo guerra a questo presente infame». L'esordio sui social è del 18 ottobre, a scontri già avvenuti, quando a Milano ancora si contano i danni. Prima una sorta di manifesto, poi un post: «Dobbiamo fare come la Francia, lì sono ben organizzati».
Per i pm incita «alla rivoluzione e all'utilizzo di tecniche di guerriglia urbana». Prova ne sarebbe la pubblicazione di un documento chiamato «Rivoluzione, istruzioni per l'uso, liberamente ispirato dal manuale della Rivoluzione Egiziana de 2011», ritenuto «una sorta di vademecum per affrontare gli scontri».
A lui si arriva dopo i fatti del 17 e 18 ottobre e le indagini di Digos, squadra Mobile e Polizia postale. Si nota la crescita di iscritti (oggi 50 mila) della pagina Instagram "Movimento 17 ottobre", dove sabato, alle 14.31 e alle 15.31, si sarebbero dovute leggere le direttive per tre nuovi cortei a sorpresa a Milano (e altrove). Uno dei motivi per cui la città è stata blindata. Sul canale Telegram si iscrivono più di seimila utenti.
Gli inquirenti annotano messaggi di sostegno: «Spaccare gli istituti di credito è giusto». Una parte dei seguaci, per chi indaga, era pronta «alla violenza contro il Sistema». Nel pc di Siher viene notato l'accesso all'intelligenza artificiale per chiedere informazioni sulle «strategie rivoluzionarie». E anche un manuale, «una guida che spiega come organizzare una mobilitazione collettiva di disobbedienza civile contro il Governo Meloni e le sue politiche».
Consigli pratici per scendere in piazza: dal kit di pronto soccorso a scudi e vernici per affrontare le forze dell'ordine. Le indagini puntano anche a capire se esiste un legame tra gli hacker filorussi di «Noname» e questo movimento. I pm motivano l'aggravante del terrorismo per l'aver «fortemente intimidito» la popolazione, motivo per cui, l'altro ieri, c'era a Milano un enorme schieramento di polizia, carabinieri e persino i parà. [...]
Siher — «figura emergente» dei Giovani palestinesi d'Italia, vicino ad ambienti antagonisti, blogger con posizioni anti-israeliane e anti-occidentali — di problemi con la giustizia non ne aveva mai avuti. Sposato da un mese, veniva a trovare la mamma e il fratello piccolo qui a Mazzano, tredicimila abitanti nel Bresciano. [...]
sagia hammoud moglie di youssef siher 2
SAGIA, COMPAGNA E AGIT-PROP INDAGATA INSIEME AL MARITO “MINORANZE CRIMINALIZZATE”
Estratto dell'articolo di Ilaria Carra per “la Repubblica”
Non una parola agli investigatori, entrati nella casa di periferia popolare milanese dove si appoggiavano, mentre fuori le piazze erano pronte a infiammarsi in attesa di un loro clic per sapere dove andare per «dichiarare guerra a questo presente infame». Come il marito, Youssef Siher, anche Sagia Hammoud, 32 anni, da quel momento si è chiusa nel totale silenzio.
Ora pure lei è indagata, ma a piede libero, e deve rispondere delle stesse accuse in concorso con lui, che è a San Vittore: istigazione a delinquere finalizzata al terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Dietro alla tastiera, come amministratori del gruppo "Movimento 17 ottobre" a fomentare le migliaia di follower su dove andare «perché dobbiamo assaltare come in Francia» e fornire indicazioni per la «Rivoluzione, istruzioni per l'uso», c'erano lui o lei: interscambiabili. E sarebbe stato proprio grazie al cellulare della donna che gli investigatori, sabato all'alba, sono riusciti a rintracciare il marito, che invece non risultava localizzabile.
Da anni la 32enne lavora come mediatrice interculturale per un'associazione di Como, dove lei è nata e cresciuta e tuttora risulta residente. Sui suoi profili lei stessa si definisce «libanese, palestinese e araba di appartenenza». Come altri 50 colleghi, si occupa di offrire supporto psicologico e mediazione interculturale a stranieri, per lo più minori non accompagnati, soli in Italia.
Come il marito, anche la moglie avrebbe studiato e fatto esperienze all'estero: «Ho viaggiato tra Valenciennes, Bruxelles e Beirut, luoghi in cui ho lasciato un pezzo del mio cuore». Si racconta «appassionata di Palestina». Dopo il 17 ottobre, per essere — si ipotizza — più vicini alla piazza che loro stessi stavano istigando, si appoggiavano a casa di due amiche in un caseggiato Aler tra piazzale Lodi e il Corvetto, dove ieri il citofono suonava a vuoto. [...]
sagia hammoud moglie di youssef siher 1
La miccia era la morte del 19enne Ramy Elgaml, due anni fa, al Corvetto, dopo un lungo inseguimento da parte dei carabinieri. L'insofferenza verso lo Stato emerge nel loro elaborato: «Ucciso (Ramy, ndr) da parte dello Stato» scrivevano, criticando la «gestione repressiva delle periferie, ma anche la narrazione dominante veicolata dalla politica, dai media e da ampi settori della società civile, in un contesto generale permeato da intolleranza verso l'altro».
Si erano sposati a settembre, dopo oltre due anni di frequentazione cementata dagli stessi principi. ProPal, stato repressivo, periferie ghettizzate. [...]
youssef siher articolo sul sito del foglio
SAGIA, LA MOGLIE INDAGATA COSÌ IL SUO CELLULARE HA FATTO TROVARE IL MARITO
Estratto dell'articolo di Anna Campaniello per il “Corriere della Sera”
Nata e cresciuta a Como, 32 anni, si definisce «libanese, palestinese e araba di appartenenza». «Ritengo che il benessere comunitario sia un prerequisito per stare bene come persone singole», chiarisce parlando di sé stessa e della sua professione di mediatrice interculturale per un’associazione di promozione sociale che ha la sede principale nel capoluogo lariano e una seconda sede a Milano. [...]
La 32enne, che condivide le stesse idee politiche del marito, risulterebbe ancora residente a Como, ma sembra che la coppia viva in provincia di Milano. Nel capoluogo lariano Sagia comunque era tornata dopo essersi spostata in diversi Paesi e lì aveva trovato lavoro nell’associazione che definisce «la mia seconda casa».
[...] Sagia sarebbe un elemento di spicco del gruppo Giovani Palestinesi di Milano. Con il marito, nel gennaio 2025 ha firmato un articolo su Miccia Mag — il gruppo di giornalisti e attivisti indipendenti Voice Over — dedicato a Ramy Elgaml, il 19enne morto a Milano nel 2024 nel quartiere Corvetto durante un inseguimento dei carabinieri. «Il caso che svela il razzismo sistemico — è il titolo —. Una riflessione sul fallimento del sistema-Italia».
«Sono appassionata di Palestina, lettura, scrittura, musica, collage, pittura e di tutte le forme d’arte politica che si possano concepire», scrive la donna a proposito delle sue passioni. Riferendosi alla professione invece sottolinea: «Mi ha sempre permesso di contribuire in modo concreto, senza snaturarmi, alla definizione di una società che non lasci indietro nessun* , di poter dunque lavorare senza abbandonare i miei valori». Al momento, nessuna dichiarazione dall’associazione per la quale Sagia lavora.
post instagram di youssef siher
youssef siher sul sito del fatto quotidiano
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