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DIO, PATRIA E FLOTILLA – GIORGIA MELONI HA CAPITO CHE STARE DALLA PARTE DI NETANYAHU NON PORTA CONSENSI E HA SUBITO CONDANNATO ISRAELE PER LA CATTURA DEGLI ATTIVISTI DELLA GLOBAL SUMUD FLOTILLA IN ACQUE INTERNAZIONALI, AVVERTENDO IL GOVERNO DEL SUO EX AMICO "BIBI" DI “ASTENERSI DA AZIONI IRRESPONSABILI” – UNA CLAMOROSA GIRAVOLTA: IN PASSATO, PER LA DUCETTA GLI “IRRESPONSABILI” ERANO I FLOTILLEROS – IL DEPUTATO PD ARTURO SCOTTO, CHE ERA A BORDO DELL'ULTIMA FLOTILLA PER GAZA ABBORDATA DAGLI ISRAELIANI: “LE MANCA SOLO LA KEFIAH, E LA TRASFORMAZIONE È COMPIUTA…”

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Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “La Stampa"

 

ARTURO SCOTTO SULLA FLOTILLA

La battuta è gustosa, e a pronunciarla alla Camera è Arturo Scotto: «Ora le manca solo la kefiah, e la trasformazione è compiuta». Il deputato del Pd, che era a bordo dell'ultima Flotilla per Gaza abbordata dagli israeliani e che su quell'esperienza ha anche scritto un libro, ha appena letto la nota in cui Giorgia Meloni chiede, con toni molto critici, al governo di Benjamin Netanyahu «l'immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzia sull'incolumità fisica delle persone a bordo».

 

È solo il primo atto, perché poco dopo Italia e Germania firmano una dichiarazione congiunta in cui avvertono Tel Aviv anche di «astenersi da azioni irresponsabili». Sono i due Paesi che fino allo scorso autunno avevano centellinato i giudizi contro Israele, a differenza di Spagna e Francia. In tutto il comunicato di Meloni, questa volta, non c'è neanche un accenno di disapprovazione verso la Flotilla.

GIORGIA MELONI - BENJAMIN NETANYAHU 1

 

Gli «irresponsabili» allora non erano gli israeliani, ma gli attivisti: usò la stessa etichetta, «irresponsabili» e «pericolosi», causa di «disagio per gli italiani» e «per nulla utile alla causa dei palestinesi». Per Scotto questa è una svolta fino a un certo punto, perché – sostiene – «servono fatti» contro Israele e «non solo più semplici parole». Ed è il motivo per cui i gruppi del Pd, di Avs e del M5S hanno chiesto comunque un'informativa urgente di Meloni alla Camera.

israele intercetta la global sumud flotilla 4

 

Ma è indubbio che anche questa nuova posa verso Netanyahu rappresenta solo l'ultimo effetto della pesante sconfitta incassata al referendum. […]Una scommessa sul consenso, che tiene conto anche della cosiddetta "generazione Gaza". Come avvenuto per Donald Trump, da cui si è distanziata, come accaduto con Emmanuel Macron e i Volenterosi, a cui invece si è avvicinata, e come è successo per le poco amate conferenze stampa: ben due in tre giorni, su due diversi provvedimenti legislativi.

 

BENJAMIN NETANYAHU E GIORGIA MELONI A PALAZZO CHIGI

Proprio nell'incontro con i giornalisti le si chiede conto di questo apparente cambiamento di atteggiamento verso Israele e verso la Flotilla. Lei precisa: «Non è che ho cambiato molto idea, a me continua a sfuggire quale sia l'utilità di iniziative che non portano benefici alla popolazione di Gaza, ma in compenso danno a noi molto altro lavoro». La differenza rispetto all'autunno, è che non attacca gli attivisti.

 

[…] Resta invece abbastanza convinta e rivendica – almeno per questa fase – la posizione italiana di non sospendere l'accordo di libera associazione tra Unione europea e Israele. Anche questa posizione condivisa con la Germania, e «non solo», secondo Meloni. «C'è un dibattito aperto», e molto dipenderà, spiega, dagli sviluppi del piano di pace.

 

flotilla

Ovviamente non più solo per Gaza, ma «sull'Iran e sul Libano», dove Tel Aviv continua a bombardare. Nelle scorse settimane Meloni aveva già condannato pubblicamente i blitz israeliani, gli attacchi ai mezzi del contingente italiano di Unifil, la missione internazionale Onu nel Sud del Libano, ma nel perimetro delle scelte europee la premier intende continuare a muoversi in sintonia con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Considera un errore boicottare ora Israele, perché «in fase di negoziato, se l'obiettivo è raggiungere la pace, bisogna mantenere aperti tutti i canali di dialogo».

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