DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO…
“BURIONI? LASCIAMOLO ALLA SUA GLORIA” - PARLA LA DIRETTRICE DELL’OSPEDALE SACCO, MARIA RITA GISMONDO, CHE AVEVA DEFINITO IL CORONAVIRUS APPENA PIÙ SERIO DI UN’INFLUENZA: "ORA IN TANTI MI DANNO RAGIONE, C’È STATO UN LAVAGGIO DEL CERVELLO COLLETTIVO, NON SIAMO IN GUERRA. QUANDO TUTTO QUESTO SARÀ FINITO MI FARÒ FARE UN CIONDOLO D’ORO A FORMA DI CORONAVIRUS CHE È BELLISSIMO. LA MASCHERINA? MEGLIO UNA MASCHERA DI CARNEVALE..."
Da open.online
«Una stretta di mano? Certo, tanto poi ce le laviamo. La mascherina? La mettiamo quando esaminiamo i campioni ma per il resto… meglio una maschera di Carnevale», a parlare a Repubblica è Maria Rita Gismondo, 66 anni, direttrice del laboratorio Diagnostica Bioemergenze del Sacco di Milano che in queste settimane non si è fermata un attimo ma che si è scontrata, a distanza, con il medico Roberto Burioni sulla gravità dell’emergenza sanitaria del coronavirus («Appena più seria di un’influenza» aveva detto lei su Facebook). «Burioni? Lasciamolo alla sua gloria» ha aggiunto.
«Volevo andare via dall’Italia»
Lei, dottoressa di Catania che ha lasciato la città dell’Elefante perché «non condivideva il modo di gestire la ricerca e i ricercatori» e che ha fatto anche «annullare un concorso a Palermo». «Sono stata bocciata con 25 pubblicazioni legalmente valide, aveva vinto un candidato con quattro. Risultato? Concorso annullato ma la volta dopo ha rivinto la stessa persona» ha raccontato. Per questo più volte «ha avuto la voglia di andare via dall’Italia anche di recente». Poi è rimasta.
«Non siamo in guerra»
«C’è un bombardamento di notizie che fomentano la paura, c’è stato un lavaggio del cervello collettivo, sembra che siamo in guerra ma non siamo in guerra» spiega la dottoressa che torna a casa per dormire appena due-tre ore a notte. «Turni estenuanti, non chiudiamo ami, neanche la notte» aggiunge.
«Il ciondolo d’oro a forma di coronavirus»
E infine: «Non penso che la settimana prossima si possa non parlare di coronavirus. Quando tutto questo sarà finito mi farò fare un ciondolo d’oro a forma di coronavirus che è bellissimo. Poi lo metto al collo e sarà il mio trofeo».
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