marco accetti emanuela orlandi

DOVE C'E' MARCO ACCETTI C'E' MISTERO - LA PROCURA DI ROMA INDAGA, DI NUOVO, IL FOTOGRAFO CHE È STATO UN GRANDE AFFABULATORE NEL CASO DELLA SCOMPARSA DI EMANUELA ORLANDI: LA PROCURA LO ACCUSA DI AVER FATTO PARTE DI UNA RETE CHE ADESCAVA ADOLESCENTI - AL CENTRO DELL'INDAGINE C'E' UN INCIDENTE RISALENTE AL 1983: NELLA PINETA DI CASTEL PORZIANO, ACCETTI INVESTI' E UCCISE UN RAGAZZINO DI 13 ANNI, JOSÉ GARRAMON, FIGLIO DI UN FUNZIONARIO URUGUAIANO DELLE NAZIONI UNITE - PER I PM, LA MORTE NON SI TRATTEREBBE DI UN INCIDENTE MA DI UN TASSELLO DI UN MOSAICO PIÙ AMPIO...

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Estratto dell'articolo di Giuseppe Scarpa per "la Repubblica"

 

Marco Accetti

Per anni è stato il grande affabulatore del caso di Emanuela Orlandi: confessioni a metà, allusioni, depistaggi. Adesso il fotografo Marco Fassoni Accetti torna nel mirino della procura di Roma. A settant'anni è di nuovo indagato per quella scomparsa che da oltre quarant'anni resta uno dei misteri più oscuri d'Italia, nonostante undici anni fa i magistrati avessero già archiviato le sue dichiarazioni come una «sceneggiatura fantasiosa». Molto, però, è cambiato da allora.

 

Il ruolo di Accetti continua a essere valutato con estrema cautela dagli investigatori, ma oggi si colloca in un quadro più ampio e differente. Quello che i pm stanno verificando non riguarda soltanto l'attendibilità delle sue autoaccuse.

 

Marco Accetti

Il sospetto è più radicale: che il fotografo romano possa aver fatto parte di una rete di adulti dedita all'adescamento di adolescenti da mettere a disposizione di terzi. È alla luce di questa ipotesi che oggi alcune delle vicende torbide della Roma degli anni Ottanta vengono reinterpretate come parte di un unico disegno.

 

La novità più evidente riguarda l'estensione degli accertamenti anche alla scomparsa di Mirella Gregori, avvenuta il 7 maggio 1983, poco più di un mese prima di quella di Emanuela. Ma il vero punto di rottura dell'indagine coordinata dal pm Stefano D'Arma porta all'Eur, alla pineta di Castel Porziano e alla morte di un ragazzino di tredici anni: José Garramon, figlio di un funzionario uruguaiano delle Nazioni unite. Era il 20 dicembre 1983 quando José uscì di casa per andare dal barbiere, a pochi passi dalla sua abitazione. Un tragitto banale, quotidiano, che avrebbe dovuto richiedere pochi minuti. Non fece mai ritorno.

Marco Accetti

 

Il suo corpo venne ritrovato nella pineta di Castel Porziano, a venti chilometri da casa. A investirlo fu un Ford Transit guidato proprio da Accetti, condannato in via definitiva per omicidio colposo.

 

Per decenni quella vicenda è rimasta confinata ai margini. Oggi, invece, torna al centro dell'indagine. Ed è proprio questo l'aspetto più rilevante: gli investigatori stanno cercando di capire se la morte di José sia stata davvero soltanto il tragico epilogo di un incidente stradale oppure se rappresenti il tassello mancante di un mosaico più ampio.

 

MARCO FASSONI ACCETTI

I punti oscuri, in effetti, non sono mai mancati. Come avrebbe potuto un ragazzino di tredici anni raggiungere da solo, a piedi e nel buio, un luogo distante venti chilometri dalla propria abitazione? Chi lo portò fino a Castel Porziano? E perché? Domande rimaste senza risposte e che oggi vengono rilette alla luce delle nuove acquisizioni investigative.

 

[...] I magistrati stanno inoltre raccogliendo dichiarazioni di uomini e donne che all'epoca erano adolescenti e che oggi raccontano di aver conosciuto il fotografo attraverso la promessa di shooting. L'obiettivo è capire se li accompagnasse in abitazioni private o li introducesse a persone sconosciute.

MARCO FASSONI ACCETTI

 

In questo quadro trovano spazio anche altri elementi rimasti per anni sospesi tra suggestione e cronaca. I carabinieri stanno cercando di fare chiarezza sulle telefonate dell'Amerikano dell'estate del 1983, comprese quelle giunte a casa Orlandi, e sulle lettere spedite da Boston nel settembre dello stesso anno, per stabilire se dietro quelle voci alterate e quelle missive possa esserci stata la mano o la voce di Accetti.

 

La trama si infittisce ulteriormente incrociando un'altra vicenda rimasta senza verità: quella di Katty Skerl, una diciassettenne trovata strangolata in una vigna a Grottaferrata nel gennaio 1984. Nel 2013, Accetti sostenne che la bara della ragazza era stata trafugata dal cimitero del Verano e collegò quel fatto al caso Orlandi. Nel 2022 emerse che quella bara, effettivamente, non si trovava più nel loculo indicato. [...]

FOTOGRAFIE DI MARCO FASSONI ACCETTI bambina vivace legata

 

Eppure, la figura di Accetti continua a imporsi come un'ombra lunga: mitomane in cerca di visibilità o profondo conoscitore di segreti indicibili. Pietro Orlandi, che in questi 43 anni non si è mai rassegnato alla scomparsa della sorella, lo ha sempre considerato un avvelenatore di pozzi. [...]