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DURO COLPO ALL’ISIS – I CURDI RICONQUISTANO LA CITTA’ VECCHIA DI RAQQA “DOPO DURI COMBATTIMENTI” – MA LA COMPLETA LIBERAZIONE DELL’EX CAPITALE DELLO STATO ISLAMICO IN SIRIA POTREBBE RICHIEDERE ALTRI DUE MESI – LE CRITICHE DELL’ONU ALLE FORZE DEMOCRATICHE SIRIANE E AI LORO ALLEATI AMERICANI
Giordano Stabile per la Stampa
I guerriglieri curdi hanno preso il pieno controllo della città vecchia di Raqqa, a tre mesi dall’inizio dell’offensiva per liberare l’ex capitale dello Stato islamico in Siria. Il portavoce delle Syrian democratic forces, Talal Sello, ha confermato la liberazione dopo “duri combattimenti”, anche se rimarrebbero alcuni jihadisti trincerati nei tunnel.
Rovine millenarie
Sello ha precisato che ora le forze curde si trovano ai margini del centro moderno della città, ricostruita negli anni Cinquanta e Sessanta sulle rovine di quella che era stata la capitale del califfato abbaside alla fine del IX secolo dopo Cristo. Nel centro moderno si trova “la base principale degli islamisti” dell’Isis.
“Altri due mesi” di battaglia
La perdita della città vecchia è comunque un duro colpo al morale e all’immagine dell’Isis. Estesa su poco più di un chilometro quadrato è circondata da mura medievali, restaurate durante la ricostruzione della città. Ora i combattimenti si sposteranno verso i quartieri moderni a Nord del centro storico e la completa liberazione della città potrebbe richiedere “altri due mesi”, secondo fonti militari curde.
La perdita del comandante
L’annuncio della liberazione della città vecchia, arrivato nel giorno dell’Eid al-Adha, la più importante festa musulmana, serve anche a risollevare il morale delle truppe curde. I guerriglieri hanno perso nella battaglia uno dei loro comandanti più apprezzati e capaci, Adnan Abu Amjad, protagonista della liberazione di Manbij, e hanno pagato un prezzo pesante, con decine di caduti.
Le critiche dell’Onu
Le Syrian democratic forces, e i loro alleati americani, sono stati anche criticati dall’Onu per le conseguenze sui civili della battaglia. A Raqqa resterebbero ancora dai 20 ai 40 mila abitanti, il 40 per cento minori, senza più cibo e acqua e sottoposti a pesanti bombardamenti.
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