famiglia nel bosco catherine birmingham nathan trevallion

“È AUSPICABILE CHE I BAMBINI TORNINO A CASA” – NELLA PERIZIA DEL TRIBUNALE DEI MINORI DELL’AQUILA, CONSEGNATA AI GIUDICI CHE A BREVE DOVRANNO DECIDERE SUL RICONGIUNGIMENTO DELLA “FAMIGLIA DEL BOSCO”, GLI ESPERTI AFFERMANO CHE NON INTENDONO SOSTENERE “L’OPPORTUNITÀ DI UNA PERMANENZA DEI MINORI IN ISTITUTO, NÉ ESPRIMERE UNA VALUTAZIONE CONTRARIA AL RIENTRO NEL CONTESTO FAMILIARE” – I PERITI RIBADISCONO I PUNTI FRAGILI DELL’“EDUCAZIONE LACUNOSA” FAMILIARE RICEVUTA DAI TRE MINORI: “I BAMBINI SONO GIÀ ARRIVATI IN CASA FAMIGLIA CON CARENZE DI MATURITÀ NEUROPSICOLOGICA, PRIVI DI ADEGUATE COMPETENZE SPECIFICHE SCOLASTICHE DI BASEM E…”

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Estratto dell’articolo di Ilaria Sacchettoni per https://roma.corriere.it/

 

FAMIGLIA DEL BOSCO RITA DE CRESCENZO

Molte divergenze, almeno un pensiero comune. Nella perizia del Tribunale dei Minori dell’Aquila, depositata ai giudici che, a breve, dovranno decidere circa il ricongiungimento familiare della cosidetta «famiglia del bosco» vi è almeno una conclusione che fa piazza pulita dei molti allarmi lanciati in questi otto mesi drammatici.

 

Gli esperti affermano, infatti, nero su bianco, che il loro lavoro non intende sostenere «l’opportunità di una permanenza dei minori in istituto, né esprimere una valutazione contraria al rientro (dei bambini, ndr) nel contesto familiare. Al contrario si auspica che possano realizzarsi quanto prima le condizioni necessarie per il rientro a casa compatibile con il loro benessere».

 

catherine birmingham nathan trevallion

Le istituzioni non vogliono, insomma, affidare i tre piccoli Trevallion ad altri, tantomeno intraprendere percorsi «rieducativi» alternativi a quello familiare, bensì fotografare la realtà dei fatti per poter intervenire a colmare alcune lacune. Perché, come sostiene la perita nominata dal Tribunale (Simona Ceccoli) di lacune ve ne sono e anche insidiose.

 

[…]  Nel documento si ribadiscono i punti fragili dell’educazione familiare ricevuta dai minori. Ancora una volta i deficit sono gli stessi di sempre, quelli sotto il profilo igienico sanitario, di istruzione e relazionali: «I bambini — scrivono i periti — sono già arrivati in casa famiglia con carenze di maturità neuropsicologica.

 

catherine birmingham 4

Infatti vanno considerate le condizioni dei minori all’ingresso in struttura, caratterizzate da trascuratezza sotto il profilo igienico sanitario ed educativo scolastico, risultando gli stessi privi di adeguate competenze specifiche scolastiche di base, con significative carenze nella capacità di lettura e di scrittura.

 

Inoltre i minori risultano cresciuti in un ambiente caratterizzato da significativo isolamento socio relazionale, con ridotta esposizione a contesti educativi, socializzanti e di inclusione territoriale con carenza di esperienze con coetanei».

 

nathan trevallion catherine birmingham e i figli 1

[...] «I tre bambini, pur essendo istituzionalizzati (inseriti nella struttura di Vasto, ndr), hanno sempre mantenuto una continuità affettiva e relazionale con la madre presente nella struttura fino al 6.3.2026. È stato altresì garantito il regolare esercizio delle frequentazioni con il padre.

 

I minori hanno inoltre beneficiato della presenza di un caregiver personale stabile, quale figura di riferimento continuativa sotto il profilo assistenziale ed educativo.. I bambini hanno inoltre iniziato un percorso scolastico, e sono ben inseriti nella comunità con gli altri bambini e con gli operatori».

 

nathan trevallion 3

Ora, nelle settimane scorse i consulenti della famiglia Trevallion — lo psichiatra Tonino Cantelmi in particolare — avevano manifestato preoccupazione riguardo all’affermazione di «inadeguatezza genitoriale» dei coniugi Trevallion che era stata espressa dagli esperti del Tribunale.

 

La contro-risposta dei Trevallion (oggi assistiti dall’avvocato Simone Pillon) era stata chiara: l’inadeguatezza presunta dei nerorurali di Palmolinon era sostenuta da «alcuna patologia mentale» diagnosticata e dunque era perlomeno discutibile. Vi era poi, una sorta di confusione metodologica «tra caratteristiche personali e incapacità genitoriale».

 

catherine birmingham 2

La rigidità di mamma Catherine? Insufficiente di per sé a definirne l’ incapacità genitoriale. Ceccoli replica in questo caso e torna a sottolineare come l’«immaturità dei bimbi» sia dipesa dalle lacune formative familiari: «Si è dimostrato come lo stile educativo di Nathan Trevallion e Catherine Birminghan ha leso i diritti dei minori garantiti dalla Costituzione: il diritto alla salute, alla istruzione e alla socializzazione ed ha inciso sullo sviluppo psico emotivo e cognitivo dei tre figli». Eppure si è in tempo per rimediare.

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