protesta per maricarmen abascal

È MORTA MARICARMEN ABASCAL, L’87ENNE DIVENTATA IL VOLTO DELLA BATTAGLIA PER IL DIRITTO ALLA CASA IN SPAGNA – L’ANZIANA SIGNORA, IN SEDIA A ROTELLE, ERA STATA SFRATTATA DALLA CASA DOVE AVEVA SEMPRE VISSUTO E CHE NON POTEVA PIÙ PERMETTERSI PER L’AUMENTO DELL’AFFITTO DA 500 A 2.650 EURO – L’IMMAGINE DI LEI IN BARELLA, PORTATA VIA DALL’ABITAZIONE E POI RICOVERATA IN OSPEDALE, HA SCATENATO INDIGNAZIONE IN TUTTO IL PAESE, DANDO IL VIA ALLE ENORMI PROTESTE DI PIAZZA. CHE ORA RIPRENDONO AL GRIDO DI “L’HANNO ASSASSASINATA”: IERI IN CENTINAIA HANNO MARCIATO VERSO IL PARLAMENTO. E L’11 NOVEMBRE SI PREPARA LO SCIOPERO GENERALE – SANCHEZ: “SENTIAMO QUESTA PERDITA COME FOSSE NOSTRA” (MA IN PIAZZA PROTESTAVANO ANCHE CONTRO DI LUI)

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SPAGNA: MORTE MARICARMEN, IN CENTINAIA MARCIANO VERSO PARLAMENTO

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 (AGI) - Centinaia di spagnoli sono scesi in strada a Madrid e si stanno dirigendo davanti al Parlamento per manifestare in seguito alla notizia della morte di Maricarmen, l'anziana il cui sfratto, il mese scorso, innesco' proteste per il diritto alla casa in tutto il Paese. Lo riferiscono i media spagnoli, che stanno diffondendo filmati che mostrano le vie della capitale gremite di persone che marciano battendo le mani e intonando il nome dell'ottantasettenne.

 

È MORTA MARICARMEN ABASCAL, LA DONNA SFRATTATA A 87 ANNI. L'AFFITTO DA 500 A 2.650 EURO E LE PROTESTE IN SPAGNA: SCIOPERO GENERALE L'11 NOVEMBRE

Da https://europa.today.it/

 

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Il corpo fiaccato dall'età, ma una volontà di ferro: Maricarmen Abascal, nonostante la sua figura esile e i problemi che la costringevano alla sedia a rotelle, era il volto della battaglia per il diritto alla casa in Spagna. L'anziana è morta il 7 ottobre all'ospedale Gregorio Maranon di Madrid, dove era stata ricoverata dal giorno del suo sfratto.

 

Maricarmen era stata portata via in barella dalla casa dove aveva sempre vissuto ma che non poteva più permettersi dopo l'aumento vertiginoso dell'affitto, la sua vicenda ha dato il via alla feroce protesta che squarcia la Spagna in queste settimane portata avanti da migliaia di "indignados".

 

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"Lottate, continuate a lottare per ciò che è vostro", era il motto dell'anziana e adesso diventa il suo lascito morale. E il popolo del diritto alla casa non ha intenzione di mollare. Le principali organizzazioni spagnole dei lavoratori hanno nel frattempo indetto uno sciopero generale e adesso hanno ufficializzato la data: 11 novembre, a ridosso dunque delle elezioni. Saranno in piazza anche in memoria della donna.

 

Maricarmen e l'affitto passato a 500 a 2.650 euro al mese

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La notizia della morte di Maricarmen Abascal è stata comunicata dal Sindicato de Inquilinas, che l'aveva accompagnata nella lunga battaglia per non perdere la casa, presa in affitto dal padre, nel 1956. Nella casa del quartiere del Retiro, l'anziana sola e con una disabilità riconosciuta del 50 per cento, era rimasta dalla morte dei genitori, pagando sempre l'affitto di 500 euro al mese. Ma nel 2020, dopo l'acquisto dell'edificio da parte della società Urbangestion, il canone era stato moltiplicato per 5, fino a 2.650 euro al mese, per lei impossibili da pagare.

 

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Lo scorso 23 settembre è stato eseguito lo sgombero e da allora la donna è rimasta in ospedale. Quando la donna è stata portata via in barella, gli agenti in assetto antisommossa hanno dovuto farsi largo tra centinaia di persone, decise a impedire a tutti i costi lo sgombero.

 

Maricarmen simbolo del "popolo delle chiavi"

Maricarmen è diventata il simbolo della protesta, che si è allargata in tutto il territorio spagnolo del "popolo delle chiavi", insorto per il diritto alla casa. "Todos somos Maricarmen!" cioè "Tutti siamo Maricarmen" uno degli slogan. Puerta del Sol è diventata luogo di accampamento di migliaia di "indignados" per chiedere misure contro l'emergenza abitativa.

 

LO SFRATTO DI MARICARMEN ABASCAL

Non appena si è diffusa la notizia della sua morte, una marea umana si è riversata nel centro di Madrid.

 

Il premier spagnolo, Pedro Sánchez, è stato fra i primi a esprimere su X condoglianze a familiari e persone care di Maricarmen Abascal, inviando un "abbraccio" a "tutti coloro che oggi sentono questa perdita come propria".

 

Lo sciopero generale

La mobilitazione ha portato a due decreti sull'emergenza abitativa, approvati a tempo record dal governo. Le profonde divisioni però hanno portato il governo di Pedro Sanchez allo scioglimento delle Camere e alla convocazione di elezioni anticipate al 29 novembre.

 

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Ma il "popolo delle chiavi" non molla: uno sciopero generale di 24 ore è stato indetto per l'11 novembre e hanno aderito i sindacati maggioritari. La protesta arriva a distanza di quattordici anni dall'ultima mobilitazione generale congiunta, che risale al 2012. Oltre a denunciare il caro-affitti e l'aumento dei prezzi delle case, si chiedono salari "che permettano di vivere dignitosamente".

 

La convocazione dell'agitazione è arrivata prima della morte di Maricarmen, ma adesso il "suo" popolo si dice pronto a scendere in piazza anche in memoria dell'anziana combattente.

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