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QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DEGLI AUTOVELOX – È PARTITO IL CENSIMENTO DEI RILEVATORI DI VELOCITÀ INSTALLATI IN ITALIA – ENTRO I PROSSIMI 60 GIORNI COMUNI, PROVINCE, POLIZIA STRADALE E CARABINIERI DOVRANNO REGISTRARE I DATI DI OGNI DISPOSITIVO SULLA PIATTAFORMA CREATA DAL MINISTERO DEI TRASPORTI, CHE RACCOGLIE TUTTE LE INFORMAZIONI – DAL 30 NOVEMBRE LE MULTE EROGATE DAGLI AUTOVELOX NON REGISTRATI NON SARANNO VALIDE – RESTA IRRISOLTO IL NODO DELL’OMOLOGAZIONE: DA 33 ANNI MANCA IL DECRETO…
Estratto dell’articolo di Alessio Ribaudo per www.corriere.it
È partito stamattina il primo «censimento» ufficiale degli autovelox in Italia. Polizia Stradale, Carabinieri, Comuni e Province avranno sessanta giorni per inserire i dati dei propri dispositivi sulla piattaforma telematica del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), accessibile dal Portale dell’Automobilista.
È l’effetto del decreto direttoriale del Mit, emanato ieri, che dà il via a un’operazione verità: certificare quanti sono davvero gli apparecchi utilizzati per rilevare le infrazioni. Dal 30 novembre scatterà la «tagliola» che cambia tutto: se un autovelox non sarà registrato non potrà più essere usato per fare multe.
Ogni amministrazione sarà obbligata a dichiarare marca, modello, numero di matricola ed estremi di approvazione. Una sorta di carta d’identità elettronica che confluirà in un archivio centralizzato e pubblico. Per la prima volta sarà possibile avere un quadro «unico» di tutto il nostro Paese.
[…] «Finalmente arriva la piattaforma. Come Comuni e polizie locali non vediamo l’ora di inserire tutti i dati che anche il ministero già conosce. Grazie al decreto Infrastrutture la trasmissione è condizione necessaria per la legittimità d’uso degli autovelox», commenta Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona e componente Anci in Viabilità Italia.
[…] C'è di più: «Il censimento promette indirettamente di sgretolare leggende che da anni alimentano polemiche come quello che esisterebbero 13 mila autovelox. Con i dati ufficiali, sono certo che quella cifra fantasma verrà archiviata una volta per tutte».
Resta però irrisolto il nodo dell’omologazione. L’articolo 142 del Codice della Strada impone l’uso di apparecchiature «debitamente omologate», ma da 33 anni manca il decreto che stabilisce chi, come e dove debba svolgere questa procedura.
Il governo aveva inviato un testo a Bruxelles, comparso per poche ore sulla piattaforma europea Tris. Dopo la rivelazione del Corriere e le conseguenti polemiche, il provvedimento è stato ritirato. La conseguenza è che migliaia di verbali restano appesi a un filo.
La Cassazione ha ripetutamente chiarito che «omologazione» e «approvazione» non sono sinonimi, ma due procedure distinte ed entrambe indispensabili. Per questo numerose multe sono state annullate insieme alla decurtazione di punti.
Un limbo giuridico che mina la certezza del diritto: mentre lo Stato chiede trasparenza agli enti locali, è proprio lo Stato a non aver ancora fissato la regola «madre».
Dietro l’aspetto burocratico si gioca una partita di credibilità. Per anni i Comuni sono stati accusati di usare gli autovelox come strumenti per fare cassa, nonostante le autorizzazioni passino dalle prefetture. Un elenco istituzionale potrà restituire fiducia a cittadini che oggi guardano con sospetto a ogni verbale […]
autovelox 1
MATTEO SALVINI AL VOLANTE
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