carabinieri - ricerche di luigi cavallari nel lago di vico eugenia roccella

"È SPARITO SOLO IL MARITO, LEI NO? PECCATO" - GLI ODIATORI DA TASTIERA CONTINUANO A PRENDERSELA CON LA MINISTRA ROCCELLA MENTRE SONO IN CORSO LE RICERCHE DI SUO MARITO, L'84ENNE LUIGI CAVALLARI, DISPERSO NEL LAGO DI VICO - I SOCIAL SONO PIENI DI COMMENTI IMPIETOSI: "BEN GLI STA, COSÌ IMPARA", "MI DISPIACE CHE NON SIA CAPITATO A LEI" - NON È LA PRIMA VOLTA CHE LE PIATTAFORME SI TRASFORMANO IN DELLE FOGNE A CIELO APERTO: TRA I BERSAGLI PREFERITI DEGLI HATER CI SONO LILIANA SEGRE, SOPRAVVISSUTA ALLA SHOAH, ROBERTO SAVIANO, L'EX MINISTRA CÉCILE KYENGE...

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Estratto dell'articolo di Arcangelo Rociola per "la Stampa"

 

eugenia roccella Luigi Cavallari

Un pensiero atroce. Un simbolo a cui indirizzarlo. Un mezzo che ti consente di colpirlo senza guardarlo negli occhi, indifferente al suo dolore. L'odio online da sempre si è costruito su questi tre elementi. Quello che ha colpito la ministra Eugenia Roccella non fa eccezione. Anzi.

 

In poche ore è diventato uno dei casi più emblematici di questo fenomeno. La scomparsa di suo marito, Luigi Cavallari, 84 anni di cui 50 passati al fianco della ministra, ha scatenato un'ondata di commenti offensivi mentre ancora proseguono le ricerche nel Lago di Vico.

RICERCHE DI LUIGI CAVALLARI DISPERSO NEL LAGO DI VICO

 

Nell'incertezza, nel dramma di queste ore, c'è chi ha augurato a Roccella la stessa fine, chi si dispiace solo perché non sia capitato a lei, chi ha invocato il karma, chi le indirizza sprezzanti "ben ti sta, così impari". Ma cosa dovrebbe imparare Roccella? Gli haters (così vengono chiamati gli ingranaggi della macchina dell'odio, edulcorandone la natura) non perdonano al ministro le sue idee sull'aborto, sull'eutanasia, sulle unioni civili.

 

Posizioni che l'hanno resa simbolo delle politiche conservatrici. Non è nuova alle contestazioni Roccella. Ma online la contestazione è diventata odio. Un odio forse impossibile da combattere. Radicato in una società che ha trovato nei social uno sfogo violento ai propri conflitti. Sui social il simbolo di una battaglia diventa capro espiatorio. A sinistra, a destra: la cronaca non consente distinzioni.

 

FOTOMONTAGGIO KYENGE DEL LEGHISTA FABIO RAINIERI

L'odio online è protagonista della nostra vita sociale e politica da almeno 16 anni. Anche qui, colpiti soprattutto i simboli. Lo era Cécile Kyenge. Prima ministra nera della Repubblica nel 2013, diventa bersaglio di un razzismo che colpiva l'idea stessa di un'Italia multiculturale. È stata oggetto di insulti prima da parte della politica (Roberto Calderoli la definì un ‘orango' durante un comizio). Poi dei social, che non inventano la realtà, al massimo la estremizzano.

 

roberto saviano

Kyenge diventa oggetto di fotomontaggi, messa di fianco ad animali, oggetto di commenti ironici sulla sua italianità. Altro simbolo, altro odio. Liliana Segre, senatrice della Repubblica, sopravvissuta alla Shoah. Ha conosciuto il volto dell'antisemitismo contemporaneo e del negazionismo. Diverso, ma altrettanto emblematico, il caso di Roberto Saviano. [...]

liliana segre - Convegno al Memoriale della Shoah di Milano - foto lapresseLuigi Cavallari - eugenia roccella