TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO…
ESISTE PURE LA PAY TV DEI PEDOFILI - 40 EURO AL MESE PER UNA SCONFINATA LIBRARY DI VIDEO EROTICI, RUBATI, REVENGE PORN. BIMBI E RAGAZZI SPIATI, SEGUITI FIN DENTRO LE LORO CAMERE, NELLE CHAT CHE CREDONO SICURE. CHAT DI TWITTER, TWITCH DI AMAZON, VK (IL FACEBOOK RUSSO) RUBATE E PENETRATE DAI PIRATI DEL WEB PER METTERLE A DISPOSIZIONE DI CHI HA VOGLIA DI GUARDARE
Daniele Autieri per “la Repubblica”
La pay tv dei pedofili. Un canale visibile da chiunque perché non è nel dark web, pubblicizzato sulle chat di Twitter e Facebook: è possibile abbonarsi con 39 euro e 90 centesimi al mese, poco più di un euro al giorno. In cambio, l' accesso a una sconfinata library composta da video pedopornografici, video a sfondo sessuale rubati, casi di revenge porn, video dove i protagonisti sono bambini.
La scoperta, che sarà resa nota oggi, è stata fatta dal team Emme, un gruppo di esperti informatici che combatte da anni la pirateria nel web, supportati in Italia dallo studio legale Annamaria Bernardini de Pace e dalla onlus La Caramella Buona. E proprio Roberto Mirabile, il presidente della onlus impegnata da anni contro la pedofilia, ha presentato tre giorni fa alla Polizia Postale di Reggio Emilia una denuncia depositando materiali e prove che incastrerebbero circa 600 siti pedo- pornografici attivi anche in Italia.
L' indagine è una costola dell' inchiesta madre che il team internazionale Emme sta consegnando proprio in questi giorni alla Corte federale degli Stati Uniti dove viene denunciata anche la nuova frontiera della pedopornografia: il grande fratello dei bambini. Bimbi e ragazzi spiati, seguiti fin dentro le loro camere, violati all' interno di quelle chat che credono sicure. Chat di Twitter, Twitch di Amazon, Vk (il facebook russo) rubate e penetrate dai pirati del web per metterle a disposizione di chi ha voglia di guardare.
Segreti che vengono catalogati da portali efficienti e ben organizzati dove è possibile scegliere la webcam preferita, indicando caratteristiche e provenienza geografica delle ragazzine, le richieste nel web. Le immagini sono quelle delle chat private delle vittime che credono di parlare con l' amica, il fidanzato, il fratello, e in realtà si muovono in una vetrina, osservate da sconosciuti.
Il sistema è in grado di segnalare le chat più hot, quelle dove le vittime si spogliano, intrattengono discorsi a sfondo sessuale, ammiccano al loro interlocutore. Ma non solo: il predatore può registrare le chat e, collegandosi al sistema di geolocalizzazione del social network, individuare dove si trova la sua preda. Dentro questo multischermo di video in diretta, il pedofilo può scegliere quello che preferisce e guardare.
È proprio questo sistema che l' indagine statunitense è decisa a scardinare, arrivando fino in Italia con l' obiettivo di costruire una mappa dei siti pedopornografici più attivi nel nostro paese. Per questo Roberto Mirabile parla di «momento veramente decisivo per la lotta alla pedopornografia, grazie a un' eccezionale sinergia internazionale».
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