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UNA FACCIA, UNA RAZZA PREISTORICA – LE POPOLAZIONI CHE ABITAVANO L'EUROPA NEL PALEOLITICO SUPERIORE, CIRCA 30MILA ANNI FA, ERANO MOLTO PIÙ INTERCONNESSE DI QUANTO IPOTIZZATO FINORA – A DIMOSTRARLO È L'ANALISI DI CAMPIONI DI DNA ANTICO PROVENIENTI SIA DA RESTI UMANI, TRA CUI IL FETO RINVENUTO ANCORA NEL GREMBO DELLA MADRE A OSTUNI, IN PUGLIA, SIA DAI SEDIMENTI DELLE GROTTE, COME QUELLA DI CHUFÍN, NELLA SPAGNA SETTENTRIONALE. LO STUDIO, PUBBLICATO SULLA RIVISTA SCIENCE ADVANCES, È STATO GUIDATO DA PERE GELABERT DELL'UNIVERSITÀ DI VIENNA  –

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ritrovamento dna preistorico - paleolitico superiore

(ANSA) - ROMA, 26 OTT - Le popolazioni che abitavano l'Europa nel Paleolitico superiore, circa 30mila anni fa, erano molto più interconnesse di quanto ipotizzato finora. A dimostrarlo è l'analisi di campioni di Dna antico provenienti sia da resti umani, tra cui il feto rinvenuto ancora nel grembo della madre a Ostuni, in Puglia, sia dai sedimenti delle grotte, come quella di Chufín, nella Spagna settentrionale.

 

Lo studio, pubblicato sulla rivista Science Advances, è stato guidato da Pere Gelabert dell'Università di Vienna e ha visto la partecipazione anche dell'Università Sapienza di Roma, del Museo di Civiltà preclassiche della Murgia meridionale (Ostuni) e della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Brindisi, Lecce e Taranto.    

 

Paleolitico superiore

Per quanto riguarda i resti rivenuti in Puglia, il confronto tra il Dna della madre e quello del feto ha consentito di ottenere informazioni indirette sull'ascendenza paterna. I risultati indicano che il padre proveniva probabilmente dalla stessa popolazione genetica della madre, eppure i due genitori non erano strettamente imparentati: ciò suggerisce l'esistenza di pratiche di accoppiamento che contribuivano a evitare elevati livelli di consanguineità.    

 

Il Dna recuperato nella grotta spagnola indica una lunghissima permanenza del gruppo che viveva lì, rimasto nello stesso posto per più di 12mila anni, mentre quello prelevato da resti umani trovati in un'altra grotta, quella francese di Isturitz, suggeriscono diversi contatti tra i gruppi dell'Europa occidentale e quelli localizzati più a Est.

Paleolitico superiore

 

In particolare, il genoma di una donna vissuta circa 30mila anni fa indica movimenti di popolazioni a lunga distanza attraverso l'Europa, rafforzando l'ipotesi del ruolo di Isturitz come possibile luogo d'incontro tra differenti gruppi umani durante la Preistoria.

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